Piano Casa: La Regione Approva DDL modifiche. Le opportunità in tutta la Campania

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Napoli – Il Consiglio Regionale della Campania, ha approvato a maggioranza (26 voti favorevoli e 16 contrari) il disegno di legge che modifica il Piano-casa (l.r. 19/2009 Misure urgenti per il rilancio economico, per la riqualificazione del patrimonio esistente, per la prevenzione del rischio sismico e per la semplificazione amministrativa) e la legge regionale 16/2004 (Norme sul governo del territorio). Interventi possibili in tutta la Campania, anche in costiera amalfitana e penisola sorrentina

– Il Piano-casa è finalizzato:

a) al contrasto della crisi economica e alla tutela dei livelli occupazionali, attraverso il rilancio delle attività edilizie nel rispetto degli indirizzi di cui alla legge regionale 13 ottobre 2008, n.13 (Piano territoriale regionale); al miglioramento della qualità urbana ed edilizia utilizzando criteri di sostenibilità nella progettazione con particolare riferimento alle tecnologie passive ed ecosostenibili;

b) a favorire l’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili, al miglioramento strutturale del patrimonio edilizio esistente e del suo sviluppo funzionale nonché alla prevenzione del rischio sismico e idrogeologico;

c) a incrementare, in risposta anche ai bisogni abitativi delle famiglie in condizioni di particolare disagio economico e sociale, il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e privata anche attraverso la riqualificazione di aree urbane degradate o esposte a particolari rischi ambientali e sociali assicurando le condizioni di salvaguardia del patrimonio storico, artistico, paesaggistico e culturale;

– A questi fini il Piano-casa, che si applica soltanto ai fabbricati regolarmente autorizzati al momento della richiesta di permesso a costruire, ricadenti sul territorio regionale, prevede interventi di incremento volumetrico e di superfici coperte e di riqualificazione delle aree urbane degradate da attuare con procedure amministrative semplificate e nel rispetto del territorio, della salute, dell’igiene e della sicurezza dei luoghi di lavoro.

– Il disegno di legge di modifiche al Piano-casa conferma l’impianto originario della legge ma inserisce alcuni correttivi tesi all’ampliamento delle possibilità di realizzare gli interventi di incrementi volumetrici e di semplificare le procedure amministrative al fine di consentire al Piano-casa di dispiegare i suoi effetti e, quindi, di rimettere in moto edilizia ed economia in Campania.

– Una delle modifiche sostanziali proposte dal disegno di legge all’esame del Consiglio è l’abrogazione dell’art. 6 ovvero della limitazione degli interventi alla sola ‘prima casa’ (pertanto, gli interventi edilizi sono realizzabili su tutti gli immobili).

– Gli interventi edilizi previsti dal Piano-casa non possono essere realizzati su edifici che al momento delle presentazione della Denuncia di inizio di attività di edilizia (DIA) o della richiesta del permesso a costruire risultano:

a) realizzati in assenza o in difformità al titolo abilitativo per i quali non sia stata rilasciata concessione in sanatoria;

b) collocati all’interno di zone territoriali omogenee di cui alla lettera A) dell’articolo 2 del decreto ministeriale n.1444/1968 o ad esse assimilabili così come individuate dagli strumenti urbanistici comunali (ad eccezione degli edifici realizzati o ristrutturati negli ultimi cinquanta anni qualora non rientrino in altri casi esclusione) e comunque per gli edifici sottoposti a vincolo o tutela come tali espressamente previsti e individuati dalle norme vigenti in materia ad eccezione degli edifici in cemento armato o struttura mista realizzati negli ultimi cinquanta anni qualora non rientrino in altri casi di esclusione ai sensi del presente articolo;

c) definiti di valore storico, culturale ed architettonico dalla normativa vigente ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n.137), dagli atti di governo del territorio o dagli strumenti urbanistici comunali e con vincolo di inedificabilità assoluta;

d) collocati nelle aree di inedificabilità assoluta ai sensi del d.lgs. n. 42/2004, e nelle aree sottoposte a vincoli imposti a difesa delle coste marine, lacuali, fluviali secondo le disposizioni dell’articolo 142 del d.lgs n. 42/2004, a tutela ed interesse della difesa militare e della sicurezza interna.

e) collocati in territori di riserve naturali o di parchi nazionali o regionali, nelle zone A e B;

f) collocati all’interno di aree dichiarate a pericolosità o rischio idraulico elevato o molto elevata, o a pericolosità geomorfologica elevata o molto elevata; dai piani di bacino di cui alla legge 18 maggio 1989, n.183 (Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo), o dalle indagini geologiche allegate agli strumenti di pianificazione territoriale, agli atti di governo del territorio o agli strumenti urbanistici generali dei comuni;

g) collocati all’interno della zona rossa di cui alla legge regionale 10 dicembre 2003, n.21 (Norme urbanistiche per i comuni rientranti nelle zone a rischio vulcanico dell’area Vesuviana). – collocati nella aree

– IL PIANO-CASA PREVEDE LE SEGUENTI OPPORTUNITA’ DI INTERVENTI EDILIZI:

– INTERVENTI STRAORDINARI DI AMPLIAMENTO In deroga agli strumenti urbanistici vigenti è consentito, per uso abitativo, l’ampliamento fino al 20% della volumetria esistente per i seguenti edifici:

– edifici residenziali uni-bifamiliari;

– edifici di volumetria non superiore ai millecinquecento metri cubi;

– edifici residenziali composti da non più di tre piani fuori terra, oltre all’eventuale piano sottotetto. (Quest’ultimo punto costituisce una modifica al Piano-casa originario che limitava tali interventi ai soli edifici residenziali uni-bufamiliari).

– Altra modifica riguarda gli edifici a prevalente destinazione residenziale per i quali è consentito, in alternativa all’ampliamento della volumetria esistente, la modifica di destinazione d’uso da volumetria esistente non residenziale a volumetria residenziale per una quantità massima del 20%.

– INTERVENTI STRAORDINARI DI DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE

In deroga agli strumenti urbanistici vigenti è consentito l’aumento, entro il limite del 36%, della volumetria esistente degli edifici residenziali per interventi di demolizione e ricostruzione da realizzarsi all’interno dell’area all’interno dell’area nella quale l’edificio esistente è ubicato, di proprietà del soggetto richiedente (la precedente ‘versione’ del Piano-casa era relativa alla stessa unità immobiliare catastale e pertinenze esterne asservite al fabbricato);

Viene confermato che l’aumento non può essere realizzato su edifici residenziali privi di relativo accatastamento ovvero per i quali al momento della richiesta dell’ampliamento non sia in corso la procedura di accatastamento.

L’aumento non può essere realizzato, altresì, in aree individuate, dai comuni provvisti di strumenti urbanistici generali vigenti, con provvedimento di consiglio comunale motivato da esigenze di carattere urbanistico ed edilizio, nel termine perentorio di sessanta giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Negli interventi straordinari di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti possono essere mantenute le distanze già esistenti da edifici fronteggianti, qualora inferiori a quelle prescritte per le nuove edificazioni dalla normativa vigente.

– E’ prevista la possibilità di attuare interventi di demolizione e ricostruzione in zona agricola anche mediante mutamenti di destinazione d’uso di immobili o di loro parti, regolarmente assentiti, per uso residenziale del nucleo familiare del proprietario del fondo agricolo o per attività connesse allo sviluppo dell’azienda agricola (l’applicazione della norma è ottenibile anche mediante il cumulo di volumetrie di più edifici ricadenti nell’ambito fondiario unitario, formato da particelle contigue).

– RIQUALIFICAZIONE DELLE AREE URBANE DEGRADATE

Altro punto fondamentale del Piano-casa, confermato nel designo di legge all’esame del Consiglio, è la Riqualificazione aree urbane degradate.

La risoluzione delle problematiche abitative e della riqualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico esistente può essere attuata attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile delle città con strategie di valorizzazione del tessuto urbano e la riduzione del disagio abitativo.

– Interventi di sostituzione edilizia

A tal fine, il piano-casa prevede interventi di sostituzione e adeguamento integrale edilizio ai criteri costruttivi di sostenibilità attraverso l’incremento volumetrico del 50%, anche in variante agli strumenti urbanistici vigenti.

Sono consentiti interventi di sostituzione edilizia a parità di volumetria, anche con cambiamento di destinazione d’uso, che prevedano la realizzazione di un quota non inferiore al 30% per le destinazioni di edilizia sociale.

La volumetria derivante da sostituzione edilizia può avere le seguenti destinazioni: edilizia abitativa, uffici in misura non superiore al 10%, esercizi di vicinato, botteghe artigiane.

– Il Piano-casa prevede che la riqualificazione delle aree urbane degradate possa avere anche attraverso la conversione in edilizia abitativa di aree industriali dismesse con il vincolo di destinazione del 30% all’edilizia sociale.

A tal proposito, le modifiche al Piano-casa aboliscono il limite di 15.000 mq previsto dalla legge 19/200. – Nell’ambito degli interventi di sostituzione edilizia, gli immobili già adibiti ad attività manifatturiere industriali, di allevamento intensivo, artigianali e di grande distribuzione commerciale, le attività di produzione o di distribuzione già svolte nell’immobile oggetto di sostituzione edilizia, le attività devono essere cessate da almeno tre anni.

Tra le principali novità, gli interventi di sostituzione edilizia possono riguardare anche residenze turistico-alberghiere a condizione che la quota destinata ad edilizia residenziale sociale sia superiore al 35% del volume esistente (housing sociale).

– Edilizia Residenziale Pubblica

Il disegno di legge conferma le scelte del Piano-casa a favore dell’edilizia residenziale pubblica prevedendo che:

– al fine di favorire la sostituzione e l’adeguamento integrale edilizio ai criteri costruttivi di sostenibilità, nelle aree urbane da riqualificare di cui al comma 2, anche in variante agli strumenti urbanistici vigenti, è consentito l’aumento, entro il limite del cinquanta per cento, della volumetria esistente per interventi sugli edifici residenziali pubblici secondo le tipologie indicate all’art. 3 del DPR n380/2001, vincolando la Regione all’inserimento, nella programmazione, di fondi per l’edilizia economica e popolare, indicando allo scopo opportuni stanziamenti nella legge di bilancio, previa individuazione del fabbisogno abitativo, delle categorie e delle fasce di reddito dei nuclei familiari in emergenza;

– se non siano disponibili aree destinate a edilizia residenziale sociale, le amministrazioni comunali, anche in variante agli strumenti urbanistici vigenti, possono individuare aree da utilizzare per edilizia residenziale sociale, da destinare prevalentemente a giovani coppie e nuclei familiari con disagio abitativo.

– Delocalizzazione di immobili da aree a rischio idrogeologico e sismico molto elevato, nonché dalla zona rossa a rischio eruzione del Vesuvio e delocalizzazione di industri inquinanti dai centri abitati. Altre due novità introdotte dal disegno di legge che modifica il Piano-casa sono:

– l’incentivazione della delocalizzazione di immobili posti in aree a rischio idrogeologico e sismico, nonché a eruzione del Vesuvio, nell’ambito dello stesso comune o dei comuni limitrofi, previo accordo tra i medesimi;

– l’incentivazione alla delocalizzazione delle industrie inquinanti dai centri abitati.

MISURE DI SEMPLIFICAZIONE IN MATERIA DI GOVERNO DEL TERRITORIO

La legge che modifica il Piano-casa interviene anche sulla legge 16/2004 (Norme sul governo del territorio) per introdurre misure di semplificazione, di snellimento e di riduzione dei termini dei procedimenti amministrativi di competenza dei Comuni nella attuazione degli interventi previsti dal Piano-casa.

Redazione