Sorrento scuola veniero parte denuncia. Elefante, sull´appalto per i lavori nessuna garanzia per la sicurezza

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Riceviamo e pubblichiamo esposto denuncia fatto in realzione alla gara per la realizzazione degli interventi di recupero dell’edifico scolastico Vittorio Veneto in Sorrento.

 

 

 

Spettabile signor Sindaco

Spettabile Compagnia Carabinieri Sorrento

 

APPALTO PER IL RECUPERO STATICO E FUNZIONALE DELL’EDIFICIO SCOLASTICO VITTORIO VENETO IN SORRENTO.

 

 

Lo scrivente è il direttore tecnico della soc. SAEC srl società di ingegneria con sede in Piano di Sorrento alla piazza Cota 8.

La nostra società, (essendo una delle poche a possedere i requisiti previsti dalla legge per la partecipazione e redazione di progetti di opera pubblica aventi determinate caratteristiche di importanza ), è stata chiamata da una impresa edile per avvalersi della nostra partnership tecnica nella formazione dell’offerta tecnica economica per la gara di appalto fissata per il giorno 15 gennaio 2010 .

Tale gara veniva pubblicata il giorno 1 dicembre 2010 e stabiliva che le offerte migliorative dovessero essere presentate entro il giorno 15 gennaio 2010.

La gara prevede che il progetto definitivo (sic) posto a base di gara dovesse essere integrato con una offerta migliorativa in termini sia di prezzo che di caratteristiche progettuali migliorative.

Solo il giorno 17 dicembre 2010 si sono rese disponibili , da parte dell’Ufficio Tecnico procedente, le copie del progetto e dei supporti magnetici, dalla quale poter prendere visione della natura degli interventi e onde poi poter procedere alla formulazione dell’offerta tecnica economica nei termini prefissati. Basti questo per capire che, siccome il fattore tempo gioca un ruolo fondamentale nella formulazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa,  esiste già dall’inizio una anomala gestione della gara che , evidentemente, agevola in modo significativo chi avesse avuto già la  disponibilità, per tempo, del progetto e chi invece ha dovuto attendere per poterne avere copia. Per di più, ci si c! hiede quale potrà essere la qualità del prodotto tecnico in così pochi giorni assegnati , compresi il natale ,il capodanno e l’epifania prima della chiusura dei termini di consegna ? . Questo è sufficiente a far ritenere che la gara , non solo è invalida ma inficiabile e/o impugnabile, in qualsiasi momento,  nel suo risultato finale.

Una volta ricevuto il progetto su supporto magnetico (file pdf) abbiamo avuto modo di esaminare la produzione tecnica a corredo della predetta gara. Il primo risultato dell’esame effettuato  è il seguente :

1) Si assume che il progetto posto a base di gara sia un progetto definitivo,  sulla base del quale le imprese partecipanti  dovrebbero procedere a redigere il progetto esecutivo. Tuttavia è di tutta evidenza che (almeno per quel che concerne la parte fondamentale inerente le strutture)  atti prodotti dall’Ufficio Tecnico , la qualità della produzione,  gli studi eseguiti, le analisi condotte, le previsioni effettuate, non sono equiparabili nemmeno ad uno studio di fattibilità. Infatti, tale “ progetto” manca in toto di ogni elaborato cos&i! grave; come previsto dall’art. 25 del DPR 554/99, che definisce con esattezza quale debbano essere gli elaborati tecnico- amministrativi per la identificazione di un progetto definitivo.

2) Come è noto alla cittadinanza e soprattutto alle migliaia di genitori che avevano i propri figli in quella scuola, la problematica, che si assume essere come quella fondamentale e sulla base della quale è stata generata la necessità dell’intervento, è quella della sicurezza statica. Ciò  anche in conseguenza del forzoso e significativo intervento eseguito dalla Magistratura Penale che ha operato il sequestro della scuola innanzi al paventato pericolo per la incolumità dei ragazzi . Tale problematica, supposta fondamentale, tuttavia  appare oltremodo trascurata e  trattata in modo assolutamente pedestre , senza alcun riferimento ne a fondamenti scientifici ne  a  pratiche efficaci di intervento.

 Allegate al progetto non esistono tavole di carpenterie strutturali riportanti lo stato attuale e quello di progetto; non  esistono calcoli strutturali e non esiste alcun riferimento alle ipotesi di dissesto rilevate, e le modalità con cui l’intervento programmato possa riportare l’edificio nelle condizioni di accettabilità statica.

Non esiste una sola valutazione ingegneristica sulle condizioni attuali di stabilità e non esiste alcuna valutazione ingegneristica sulle nuove condizioni di stabilità a verificarsi a valle dell’intervento. Non esiste alcuna valutazione sull’effetto che determinerà l’incremento dei carichi determinati con la variazione delle strutture orizzontali e con le modifiche strutturali da eseguirsi sul tetto e le conseguenze che ne derivano staticamente sia sulle fondazioni e sia sulla sismo-resistenza dell’edificio.

Si prevedono interventi costituiti da applicazione di lamierini da mm5  a forma di piastre angolari ancorate al di sotto dei solai e alle murature di tufo, attraverso semplici tirafondi ; tale previsione, non solo è evidentemente scandalosa, ma avrebbe la presunzione di voler ancorare i solai (orizzontamenti) agli elementi verticali costituiti da murature portanti  utilizzando spessori di piastre assolutamente ridicole ( è come voler incatenare un elefante ad una quercia utilizzando un filo di lana). Gli ancoraggi delle piastrine di acciaio, tra solai e elementi verticali, vengono previsti con dei tirafondi ancorati all’interno della muratura di t! ufo (previsione assolutamente ridicola che nemmeno un manuale operaio edile si permetterebbe di fare ) quando queste ultime ammesso che possano avere una valenza statica, ocorrerebbe ancorarle a delle solide strutture in c.a. (cordoli di piano). Non esiste alcun calcolo di verifica, ne dei solai , ne delle piastre  e nei tirafondi, tale da poter giustificare una tale palmare follia tecnica.

Non esiste, e non vedo come si potrebbe, alcuna approvazione del Genio Civile in ordine ai paventati interventi di recupero delle strutture ;  si rammenta al riguardo che gli edifici pubblici ricadenti in zona sismica necessitano della autorizzazione sismica (L.R. 19/2009).  Nulla di tutto questo… ! . Sembrerebbe altresì che l’Ufficio abbia falsamente attestato la definitività del progetto ; Infatti , nel progetto posto a base di gara non esistono affatto gli elaborati che possiedano i requisiti della definitività .

Appare chiaro che l’Ufficio Tecnico, non avendo ne la capacità ne la competenza, voglia , anche  in modo grossolano e pedestre, scaricare la responsabilità della esecuzione e quindi della paternità definitiva del progetto di recupero sulla impresa esecutrice a cui spetterebbe fare l’esecutivo . Ma questo ha poca importanza quello che importa è che se il progetto viene appellato come definitivo, anche se non lo è, l’Ufficio si becca la sua bella percentuale prevista dall’art.18 della ex  legge 109/94,. Nessun tecnico coscienzioso e che abbia un minimo di competenza ed esperienza di queste cose metterebbe mano a trasformare un progetto definitivo di tale specie assumendosi la responsabilità del! la riuscita attraverso la sottoscrizione di un progetto esecutivo.  L’obbiettivo della sicurezza è irrealizzabile attraverso tale ipotesi di base e  non sarà mai possibile eseguire interventi seri e doverosi che possano garantire la sicurezza . La sicurezza è perduta !

Chi garantirà la sicurezza statica eseguendo i ridicoli interventi di miglioramento?. Chi certificherà l’adeguamento sismico dell’edificio, che si rende obbligatorio in relazione agli aumenti considerevoli dei carichi verticali indotti dalla trasformazione del sottotetto ?

Cio detto, questa scrivente società deve doverosamente segnalare a codesto organo tecnico e politico la gravità e la pericolosità  delle scelte tecnico strutturali operate per il recupero della sicurezza statica dell’edificio scolastico. Le previsioni progettuali , cosidette  a carattere definitivo, operate dall’Ufficio Tecnico non possono che essere fioriere di un vero e proprio disastro, sia sotto il profilo della qualità tecnica che  del rispetto della normativa, ed infine completamente disattendenti  il risultato atteso dalla pubblica cittadinanza.

La nostra società di ingegneria SAEC srl si dissocia per i motivi suindicati dalla partecipazione alla predetta gara, ma non può coscienziosamente sottacere e non  segnalare la gravità di quanto inevitabilmente sta accadendo ed accadrà nell’interesse della città.

 

Antonio elefante