Pollica Vassallo non si trovano gli assassini ma si sequestra il ristorante di famiglia

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Chiuso dalla Procura di Salerno il locale del “sindaco pescatore”. Ci aspettavamo la notizia dell’arresto degli assassini del sindaco simbolo del Cilento invece si viene a sapere che vi era una parte del ristorantino di famiglia abusiva o che comunque non poteva essere condonata.

È stato posto sotto sequestro il ristorante dei figli di Angelo Vassallo, il sindaco del Comune di Pollica assassinato nello scorso settembre. L’esercizio commerciale che si trova sul porto di Acciaroli secondo la Procura della Repubblica di Vallo della Lucania non avrebbe potuto usufruire del condono edilizio chiesto nel 1998 e ottenuto nel 2007. Per questo motivo non sarebbe stato possibile concedere l’autorizzazione amministrativa per l’apertura e la gestione del locale, che era in esercizio da oltre un anno. L’indagine per abuso d’ufficio e abuso edilizio coinvolge anche l’anziana mamma del sindaco, titolare dell’immobile, e la figlia del primo cittadino ucciso, alla quale fa capo l’autorizzazione commerciale. “Siamo sereni”, questo il commento del vice sindaco di Pollica Stefano Pisani. “Attendiamo di leggere gli atti dell’indagine che ha portato al sequestro, gli atti prodotti dagli uffici comunali sono tutti regolari. Quando si trattava di iniziative che lo riguardavano in prima persona il sindaco Vassallo era ancora più rigoroso del solito. Certamente lo ha fatto anche in questa circostanza”.

Il figlio di Vassallo ha detto: “Vogliono infangare il nome di mio padre”. Noi non crediamo che sia così ma siamo sicuri, come lo siamo della morte, che una metà delle pratiche soggette a condono ha delle irregolarità e, in Campania, in alcune zone anche di più. La legge faccia il suo corso, parliamo di abusi edilizi (fra l’altro andati in prescrizione vista l’epoca di realizzazione di questi), ma ci aspettiamo che venga fuori anche l’assassino o gli assassini. Angelo avevi tanti difetti e ne ho scritto, ma di sicuro amavi il tuo paese e la tua terra come e più di chiunque altro. Non eri sano ma sicuramente il miglior sindaco che abbia conosciuto. Spero ti sia fatta giustizia.

Michele Cinque