SCONTRI, GDF IMPUGNA LA PISTOLA: "ERA CADUTA

0

 

È destinata a diventare una delle immagini-simbolo della giornata di ordinaria follia andata in scena oggi a Roma: un finanziere, quasi sopraffatto dai manifestanti, che impugna nella mano destra la pistola d’ordinanza rivolta verso terra, con il dito sul grilletto. «Era caduta e l’ho ripresa, per impedire che finisse nelle loro mani. Solo questo», ha detto in serata l’appuntato scelto. Tutto è successo in pieno centro, dove sono stati più violenti gli scontri: «in via del Corso, quasi all’angolo con via Tomacelli. Erano le 14 e 45», ricostruisce Guido Montani, uno dei fotoreporter dell’ANSA, con Massimo Percossi e Giuseppe Giglia, autore della sequenza fotografica. «I manifestanti arrivavano da piazza del Popolo. Hanno imboccato via del Corso correndo. La strada era bloccata da tre cellulari della Guardia di Finanza e da un camion dell’Ama». «I finanzieri sono scesi, hanno indossato il casco, impugnato scudi e manganelli», prosegue Percossi. «A questo punto sono cominciati i tafferugli. Violenti. I manifestanti avevano bastoni, martelli, sampietrini, bottiglie. Hanno cominciato a tirare di tutto. Saranno stati un centinaio. Le Fiamme gialle una ventina. Sono indietreggiati ed è in questa fase che uno di loro mentre si girava è caduto, rimanendo isolato. È stato immediatamente aggredito.
Una persona in borghese, con una macchinetta fotografica in mano, gli si è buttato sopra: ‘fermi, fermì, diceva. È stata una questione di secondi: ad un tratto il finanziere aveva la pistola in mano». Nella sequenza di foto dell’ANSA il militare è con le ginocchia a terra. Si vede che nel tafferuglio sta perdendo il casco protettivo, mentre viene colpito dai manifestanti che lo circondano, tutti mascherati (alcuni solo in parte) con caschi e cappucci. Uno impugna un pezzo di legno. A terra, vicino al ginocchio destro del finanziere, un sampietrino, probabilmente lanciato durante gli scontri. Sempre nelle foto si vedono intervenire in soccorso del militare un altro finanziere in assetto antisommossa e l’uomo in abiti civili. «Poi sono arrivati gli altri suoi compagni, che l’hanno portato via insieme a loro. Anche i manifestanti, a questo punto, si sono lentamente allontanati», dice Montani. Dal comando generale della Guardia di finanza spiegano che il militare «era impegnato a difendere l’arma d’ordinanza che i manifestanti volevano sottrargli. La stessa sequenza fotografica – aggiungono – non lascia dubbi: il finanziere, aggredito da decine di facinorosi, era stato già privato del casco e della radio, e i manifestanti volevano impossessarsi della pistola. Ha coraggiosamente difeso l’arma, senza mai farne uso, ed è stato sottratto dalla furia dei teppisti grazie all’intervento dei colleghi, alcuni in divisa, altri in abiti civili». A tarda sera arriva anche il racconto del diretto interessato. «Mi sono ritrovato da solo per un momento e sono stato aggredito e strattonato dai manifestanti», spiega. «Sono caduto a terra violentemente. Avevo lo scudo e il casco spaccato che era volato via dalla testa. Mi tiravano dalla giacca. Un petardo mi è finito addosso. Mentre ero a terra in ginocchio ho visto la mia pistola, con la sicura, che era in terra uscita dalla fondina. L’arma era comunque attaccata alla cordicella e io ho l’ho tirata per avvicinarla al corpo e afferrarla con le mani, per impedire che la prendessero altri. Poi i miei colleghi mi hanno trascinato via». I fotografi dell’ANSA, testimoni diretti dell’episodio, spiegano di «non sapere» se il militare stesse difendendo la pistola, l’abbia semplicemente recuperata o se l’abbia estratta per difendersi. «Tutto può essere. In quel momento ho pensato solo a scattare», dice Montani. «Aveva la pistola in pugno e il dito sul grilletto. Questo è quello che si vede nelle foto e questo è quello che ho visto», aggiunge Percossi. Il finanziere è stato subito trasportato all’ospedale Fatebenefratelli. La prognosi è di quattro giorni per contusioni al viso e alle spalle e uno stato di choc. «Sono ancora scosso ma anche contento di essermela cavata».

fonte.leggo        scelto da michele de lucia