L´Immacolata senza tempo

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L’Immacolata senza tempo

“Pregarti o beata,è come affacciarsi/ al balcone del futuro,/ ove la risposta sale/leggera brezza/ fresca nella notte, /dall’oceano di Dio. Estingui in grazia ,/ogni nostra arsura /o benedetta!”

Natale è alle porte e la Chiesa ce lo ricorda con un tempo preparatorio, l’Avvento , un tempo da considerarsi diverso, che rompe il trascorrere  ordinario delle giornate umane, un tempo  stra-ordinario appunto perchè  vuole interpellare e provocare la nostra fede, farci interrogare davanti ad una culla, quella di un  Gesù Bambino che attende di essere riempita …..Mentre Maria ,da allora,dal balcone dell’eternità sembra affacciarsi sulle domande che salgono verso di Lei , sulle suppliche sempre uguali che  la pregano incessantemente da una terra ormai arida di speranza. Lei la beata perché ha creduto, Lei la Madre del Salvatore, Lei la Socia del Redentore, Lei la Serva del Signore, Colei che si piega con  cura materna sulle  nostre vite, , Icona per eccellenza  dell’Avvento perché ha fatto risplendere di Luce riflessa,appunto come l’icona la cui bellezza non appartiene al pittore che la dipinge , la bellezza di Dio . La spiritualità dell’Avvento parla dunque di un’attesa di un Signore che viene comunque e sempre anche senza essere atteso, che vuole arrivare senza il nostro permesso, nonostante noi , nelle vuote grotte dei  nostri cuori…

Quando Luca e Giovanni raccontano nei Vangeli, di Maria, come di Una che malgrado tutte le tentazioni e gli umanissimi dubbi, ha continuato  fedelmente a credere, potremmo veder racchiuso qui il senso ultimo del discorso della perpetua verginità mariana. Come affermava lo stesso S.Agostino:” Tutta la Chiesa è chiamata vergine. Quale è dunque questa verginità? La fede intatta, la speranza ferma, la carità sincera”A imitazione proprio di Maria, la Quale  in un famoso inno liturgico viene definita a giusta ragione l’Irraggiungibile, Colei che vince il mondo con la fede ,la speranza e la carità amorosa. Il mondo oggi sembra aver paura di tutto tranne che del peccato, c’è come una narcosi del peccato e una spersonalizzazione di esso ,per cui anziché tentare di  liberarsene ,ci  si vuole liberare dal disagio del rimorso , senza  riflettere che come  non si può eliminare la morte eliminandone il pensiero, così vale anche per il peccato, per il male. Per questo S.Giovanni evangelista  nella sua prima lettera diceva :” Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.” ( 1 Giov.1,10) Il dogma dell’Immacolata  Concezione , promulgato nel 1854, ci vuole allora ricordare che Dio è più forte del male ,in Lui c’è la Verità e che ogni giorno possiamo ritrovare una nuova verginità, una trasparenza di vita , concependo nonostante tutte le difficoltà e le contraddizioni, nelle fredde grotte della nostra vita,  pensieri di gioia e di speranza come scriveva Beda il Venerabile:” Sino ad oggi e sino alla fine dei tempi , il Signore non cessa di essere concepito a Nazareth  e di nascere a Betlemme , perché ogni uditore che accoglie il fiore del Verbo, diviene la casa del pane….”

E a proposito di pane vi saluto con un “ fragrante” pensiero del Curato d’Ars, San Giovanni Vianney, devotissimo della Vergine per tutta la vita:

Quando le nostre mani hanno sfiorato delle piante aromatiche, esse profumano tutto ciò che toccano; facciamo quindi passare le nostre preghiere per le mani della Santa Vergine ed Ella le renderà profumate”

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Trudy Borriello