Travolge 7 ciclisti: era drogato, senza patente. Video

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L’incidente stradale è avvenuto in tarda mattinata sulla statale 18 in località Sant’Eufemia di Lametia Terme in provincia di Catanzaro.

ROMA – Sette ciclisti sono morti a Lamezia Terme travolti da un’auto. Il gravissimo incidente è avvenuto in località Marinella a Sant’Eufemia. Ci sono anche tre feriti gravi nell’incidente. Due sono stati ricoverati nell’ospedale di Lamezia Terme ed uno, il più grave, a Catanzaro. Alla guida dell’auto c’era un cittadino marocchino. L’extracomunitario, dopo avere investito i ciclisti, ha perso il controllo della vettura (una Mercedes) ed è finito fuori strada, rimanendo ferito. C’é anche un bambino di otto anni tra i feriti dell’incidente: è il nipote del conducente dell’auto investitrice. E’ quanto hanno riferito i vigili urbani di Lamezia Terme, che stanno conducendo le indagini sull’incidente insieme ai carabinieri. Il bambino, dopo l’incidente, è stato portato nel reparto di pediatria dell’ospedale di Lamezia Terme, ma le sue condizioni non destano alcuna preoccupazione. Stava effettuando una manovra di sorpasso il marocchino. La Mercedes condotta dal marocchino, che viaggiava a velocita’ elevata, durante il sorpasso, ha incrociato frontalmente il gruppo di ciclisti, che viaggiavano in direzione opposta e non ha avuto il tempo di frenare. Le conseguenze dell’impatto, di conseguenza, sono state devastanti. E’ piantonato in ospedale, in stato di arresto, il marocchino. E’ accusato di omicidio colposo plurimo. L’arresto é stato disposto dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme. CONDUCENTE SOTTO EFFETTO DROGA – Era sotto l’effetto di droga il marocchino. E’ quanto é emerso dagli esami cui l’extracomunitario è stato sottoposto dopo il ricovero in ospedale. Era senza patente dopo che gli era stata ritirata sette mesi fa a causa di un sorpasso azzardato il marocchino che questa mattina a Lamezia Terme ha provocato la morte di sette ciclisti che ha travolto con la sua auto. Lo hanno reso noto i vigili urbani di Lamezia Terme, che stanno svolgendo gli accertamenti sull’incidente. VITTIME TUTTE DI LAMEZIA TERME – Tra i sette ciclisti morti stamani a Lamezia Terme dopo essere stati investiti da un’auto in fase di sorpasso, c’é anche il titolare di una palestra del quartiere Sambiase di Lamezia Terme. Si tratta di Fortunato Bernardi, che gestiva la palestra Atlas. Gli altri componenenti del gruppo, tutti di Lamezia Terme, erano ciclisti amatoriali. Tra loro c’era anche un avvocato. STRAZIO PARENTI SU LUOGO INCIDENTE – Ci sono scene di disperazione e di dolore sul luogo dell’incidente in cui stamani sono morti sette ciclisti investiti da un’auto. Parenti ed amici delle vittime si trovano sul posto in attesa di notizie. davanti ai sette corpi coperti da teli bianchi, ci sono grida di disperazione e tante lacrime. Una giovane, sorella di una delle vittime, si è avvicinata gridando. Voleva vedere il fratello, ma non glielo hanno permesso. FERITO, PENSATE A MIO FRATELLO – “Non pensate a me, guardate invece come sta mio fratello”. A dirlo è stato uno dei ciclisti rimasti feriti stamani nell’incidente in cui sono morte sette persone ad uno dei primi soccorritori, giunti sul posto, un automobilista di passaggio. “Mi sono avvicinato a lui – ha raccontato Clemente Folinazzo – e mi ha detto che aveva un forte dolore alla schiena. Subito dopo mi ha detto che non era grave e di pensare al fratello. Non so dire, però, se il fratello sia tra le vittime”. Il ferito ha anche indirizzato i soccorritori verso il giardinetto di un’abitazione che si trova lungo la statale 18 e dove è stato trovato un altro ferito, scagliato dall’impatto ad una decina di metri dal luogo dell’incidente. “Quando sono arrivato – ha raccontato il testimone – ho notato il marocchino col volto insanguinato che a piedi stava camminando tenendo il figlio per mano”. “Ho visto uno scenario apocalittico – prosegue – neanche una bomba avrebbe fatto tanti danni. Ci sono stati alcuni automobilisti che non ce l’hanno fatta per lo choc a scendere dall’auto e sono tornati indietro”.

Michele Pappacoda fonte Ansa