Solofra si uccide studente fuori corso

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Solofra. Si è tolto la vita nel vano scale di casa sua, a Solofra, a metá strada tra l’appartamento che divideva con la madre vedova e il sottostante ufficio del papá avvocato che non era riuscito a emulare. La depressione è stata fatale al 30enne G.D.M., che aveva abbandonato gli studi in Giurisprudenza, a Fisciano, a pochi esami dalla laurea.
• Esami difficili, racconta chi lo conosceva, soprattutto le prove di procedura che ancora doveva sostenere.
• Il tormentato percorso accademico era però solo un riflesso di una personalitá complessa. Timido, taciturno, il trentenne era piuttosto solitario. Anche al campus di Fisciano si faceva vedere di rado, preferendo studiare da solo, a casa, spesso senza seguire i corsi. Era probabilmente la gestione emotiva del percorso universitario a costituire la difficoltá maggiore, visto che in precedenza aveva ottenuto ottimi risultati, almeno fino all’esame di maturitá.
• Il papá avvocato, conosciutissimo professionista della zona, era venuto a mancare cinque anni fa. Da allora, il giovane aveva accantonato i libri coltivando la speranza di trovare un impiego, magari part-time, nella cittadina conciaria.
• Era proprio la disoccupazione la sua frustrazione principale. Aveva inviato decine di curriculum senza ricevere alcuna risposta. Con le poche persone che ancora frequentava (e sempre in ambito casalingo) lamentava la scarsa meritocrazia del mondo del lavoro. Alle insoddisfazioni personali si erano poi aggiunti problemi di salute della mamma. Lui, unico di tre figli maschi ad essere rimasto a Solofra, l’ha fatta finita nel pomeriggio di lunedì. Poco dopo le 17, il corpo è stato scoperto da un’amica della mamma. Sul posto, in via Starza, sono immediatamente intervenuti carabinieri, polizia municipale e un’ambulanza del 118, ma il decesso era giá avvenuto da un’ora almeno.
• A distanza di mezz’ora, l’intervento del medico legale, sollecitato dalla magistratura, che ha eseguito un esame esterno del corpo, trasferito poco dopo nella camera mortuaria dell’ospedale “Landolfi” di Solofra. Tocca ora ai magistrati decidere se procedere all’esame autoptico. Gli elementi raccolti finora non lasciano adito a dubbi. I carabinieri diretti dal maresciallo Giuseppe Friscuolo hanno trovato in casa due lettere indirizzate alle madre, scritte probabilmente in momenti diversi, in cui si spiegano i motivi che hanno portato al gesto estremo.
• In cittá, la tragica vicenda dell’aspirante avvocato ha commosso. C’è stato chi ha voluto collegare, per ora del tutto arbitrariamente, il suicidio avvenuto lunedì pomeriggio con una perquisizione effettuata due mesi fa a casa del giovane dalla polizia postale. Gli agenti stavano seguendo le tracce di una presunta truffa informatica e per questo avevano copiato dei file presenti nell’hard disk del giovane. Gli sviluppi dell’inchiesta non sono noti, ma sembra confermato che alla perquisizione non abbia fatto seguito alcuna iniziativa dell’autoritá giudiziaria nei confronti del giovane.

Anna Maria Giaquinto

scelto da Michele Pappacoda