UN´ALTRA AMALFI E´ POSSIBILE ANCHE CON IL PROTAGONISMO DELLE DONNE

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Soltanto alcuni decenni fa, anche nella Costa d’Amalfi. la donna era relegata al ruolo di sposa fedele e di madre premurosa; e consumava la sua esistenza tra faccende domestiche e lavoro. La politica la viveva con partecipazione passionale solo nelle campagne elettorali, esasperando, a volte, con ardore il sostegno/idolatria al proprio candidato e la condanna/odio all’avversario. Poi la rivoluzione silenziosa con la quale ha conquistato i suoi spazi di autonomia, di partecipazione e di decisione, introducendo nei dibattiti pubblici tematiche nuove ed originali, sconvolgendo il pianeta maschile assolutamente impreparato e colto di sorpresa di fronte a questa  intrusione. Ma la più vasta comunità civile si è arricchita di un contributo in cui i problemi della famiglia e della donna, asili nido e scuole materne, scuolabus e mense scolastiche, igiene e consultori, hanno avuto l’attenzione dovuta, Alle donne va riconosciuto il grande merito di aver liberato, per quanto possibile, la politica dalla genericità dei dibattiti e dal vaniloquio delle diatribe inutili. Abituate a far quadrare i conti in famiglia hanno portato nelle pubbliche amministrazioni, rivestendo ruoli di incarichi elettivi, una sana dimensione del bilancio ed una rara oculatezza della spesa, finalizzandola ad obiettivi concreti e credibili. E la marcia continua, senza più le colorate, chiassose e, qualche volta, scomposte manifestazioni di alcuni decenni fa, ma con una equilibrata determinazione nella consapevolezza di poter raggiungere qualsiasi traguardo.

Questo vale, naturalmente, anche per Amalfi e la sua Costa, dove, a quanto mi risulta, non c’è mai stata una donna investita di incarichi di responsabilità determinanti per lo sviluppo del territorio. Mi piacerebbe che si invertisse positivamente la tendenza e che le donne si impegnassero con determinato entusiasmo nel superiore interesse della collettività. Vorrei ricordare a me stesso che dalle pagine di storia dei nostri Padri emergono e brillano di luce eterna grandi figure femminili: Saffo “la dolce”, libera nel libero amore nella complice familiarità del tiaso a slancio di volo alto di poesia, Teano la pitagorica, che esercitò rigore di ricerca, Gorgo la Spartana, vestale dell’eunomia e del buon governo, Aspasia che rese grande l’Atene di Pericle, Lisimaca la sacerdotessa, che esercitò con equilibrio e lungimiranza il suo magistero a vita, una sorta di papa al femminile, Neera la cortigiana, colta e raffinata nell’arte della seduzione quanto nell’abilità di conversare, padrona di tutte le arti e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Ma vorrei sottoporre alla riflessione delle donne amalfitane soprattutto la figura di Ipazia, forse la più celebre donna di cultura dell’antichità:astronoma, matematica, filosofa e scienziata alessandra, uccisa, vittima del fanatismo religioso, nel 415 d.C. E’ assurta a simbolo della intelligenza negata alle donne perchè ebbe la forza di liberarsi dalle costrizioni e dai preconcetti, un personaggio assolutamente fuori dalle regole, bella, famosa, studiosa raffinata, intelligentissima e, come tale, non controllabile, in ultima nalisi, una donna scomoda.

Mi piacerebbe molto se le donne di Amalfi la prendessero a modello e, in suo nome, creassero un un’associazione/club anche in vista della quasi imminente tornata elettorale, anche a dimostrazionbe che UN’ALTRA AMALFI E’ POSSIBILE ANCHE CON IL PROTAGONISMO DELLE DONNE. Il loro contributo di idee, di partecipazione, di impegno civile è indispensabile per una svolta radicale nella città e per la città.  Ed il serbatorio delle risorse è enorme. Mi vengono in mente Alma Porpora, che stimo molto per il suo equilibrio e per la sua determinata pacatezza mista a signorilità, garbo, buongusto, che danno garanzia di affidabilità, Emilia Vecchi, che ho conosciuto nei banchi di scuola e che ho sempre apprezzato per intelligenza, riservatezza, generosità, attaccamento al dovere, Pina Torre, che ho conosciuto per caso, ma di cui ammiro la disponibilità all’ascolto ed al dialogo, le sue doti di profonda umanità e la forza d’animo nel superare anche i drammi a cui la vita l’ha sottoposta, Maria Rita Albertini, coinvolgente di simpatia, vivace di intelligenza, un vulcano di idee,profondamente contagiata dall’impegno civile della responsabilità e della partecipazione. Sono soltanto alcune delle donne, ma l’elenco sarebbe interminabile, che mi piacerebbe fossero impegnate in un progetto di rinascita amalfitana nel convinto coinvolgimento di tante altre che hanno dato e danno prova di grandi capacità nell’impreditoria, nel management del turismo, nella prismaticità del commercio, nella creatività dell’artigianato, nella ricchezza variegata delle professioni, ecc.

Un discorso analogo va fatto per i giovani, e lo farò a breve, di cui la città ha bisogno come l’aria che respira perchè sono una insostituibile risorsa di pulizia morale, di entusiasmo e di fantasiosa creatività, a condizione che si liberino,però, del furore di rottamare tutto il passato e dalla convinzione, a volte orgogliosamente ostentata, che la storia cominci da loro.

Per cambiare davvero destino e futuro di una città,che porta sul suo corpo troppe ferite e vistosi sfregi alla bellezza, c’è bisogno di una LISTA DI SOLIDARIETA’ CIVICA, svincolata dalle posizioni politiche preconcette e dagli egoismi personali, facendo tacere, se è necessario, anche qualche legittima ambizione individuale. Che ognuno faccia la sua parte avendo di mira solo ed esclusivamente l’interesse presente e futuro della città.

Giuseppe Liuccio

g.liuccio@alice.it