Alberto Quadro Curzio e Valeria Miceli con il libro "I fondi sovrani" hanno vinto il XXIV Premio Canova.

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Alberto Quadrio Curzio, Vice Presidente dell’Accademia dei Lincei, e Valeria Miceli dell’Università Cattolica, sono i vincitori del XXIV Premio Canova di Letteratura Economica e Finanziaria con il libro “ I fondi sovrani” (Il Mulino, 142 pag. 8,80 euro).

 

I fondi sovrani (FoS) che appartengono a paesi come Cina, Kuwait, Abu Dhabi, Libia, possiedono una enorme capacità di investimento in grado di condizionare le scelte finanziarie, industriali e anche politiche dei paesi avanzati che, stretti nella crisi, hanno bisogno degli investimenti dei FoS. Eclatanti operazioni sono state fatte dai FoS  negli USA, in Europa e anche in Italia come si ricorda con l’ingresso, che fece epoca, del Fondo Sovrano Libico nel capitale della Fiat e recentemente in Unicredit. Un  libro scritto in prospettiva futura che mostra come l’economia dei FoS cambierà molti equilibri del mondo attuale, non solo sul piano economico finanziario ma anche in campo politico.

La cerimonia di premiazione si è tenuta al Grand Hotel Parco dei Principi a Roma.

 

Titolo:  I fondi sovrani

Autori: Alberto Quadrio Curzio e Valeria Miceli

Editore: il Mulino

Data di Pubblicazione: 2009

Pagine: 142

 

Contenuto

Una grande liquidità finanziaria si sta accumulando nei fondi sovrani (FoS), appartenenti a Paesi con grandi surplus commerciali, ricavati dalle vendite petrolifere, come i Paesi produttori di petrolio, o dalle forti esportazioni di prodotti manifatturieri, come la Cina.

I fondi sovrani possiedono una enorme capacità di investimento orientata anche verso i paesi avanzati. Questi ultimi sono attualmente rallentati dalla crisi e hanno bisogno degli investimenti dei Paesi dei fondi sovrani, ma esiste il timore che da questi possano subire condizionamenti nelle scelte finanziarie, industriali e anche nella politica. L’analisi svolta dagli autori, Alberto Quadrio Curzio e Valeria Miceli, mostra come i fondi sovrani della Cina, di Singapore, del Kuwait, di Abu Dabi sono ormai entrati nelle più prestigiose banche: da Merrill Lynch, a Morgan Stanley, a UBS, Barclays, Citigroup. Eclatanti investimenti sono stati fatti dai FoS anche nelle aziende industriali degli USA e dell’Unione Europea, inclusa l’Italia, come si ricorda con l’entrata, che fece epoca, del fondo sovrano libico nella Fiat, e recentemente in Unicredit. Il fatto che i paesi proprietari di fondi sovrani detengano, includendo anche le riserve delle banche centrali, gran parte dei titoli del debito pubblico statunitense, potrebbe implicare una perdita di autonomia politica da parte degli USA. Nel libro si nota che il grande potere dei FoS, che controllano ormai quasi 4.000 miliardi di dollari, si concentra nelle mani di pochi grandi operatori, in stati dove la democrazia è spesso poco presente. Con un gioco di parole gli autori definiscono i FoS fondi del Sovrano, mettendo in evidenza il rischio che tali fondi possano condizionare gli equilibri tra stati poco democratici (possessori dei Fos) e stati democratici (destinatari degli investimenti dei Fos). Il libro approfondisce il fenomeno, che è ancora in chiaroscuro, studiandone l’origine, le possibili strategie di investimento  dei fos e le conseguenze sul piano politico. Ad oggi l’unica risposta al fenomeno è arrivata dalle istituzioni internazionali quali il FMI e l’OCSE che hanno elaborato rispettivamente principi di condotta per i paesi detentori di fondi sovrani e per quelli riceventi i loro investimenti. Per quanto rischino di risultare poco efficaci, tali tentativi rappresentano l’unica possibilità di governance globale e concertata del fenomeno. Il libro si conclude suggerendo la costituzione, con l’oro delle banche centrali, di un fondo sovrano europeo, per finanziare progetti di investimento infrastrutturali di lungo termine in Europa.

 

Interesse

Esiste una correlazione tra la trasparenza dei FoS ed il livello di democrazia dei Paesi che li detengono: ad esempio il FoS più grande, l’Adia di Abu Dhabi, è anche uno dei meno trasparenti, mentre i fondi più trasparenti sono in Norvegia, Canada,  Alaska. I paesi avanzati nel timore di subire condizionamenti dalla penetrazione dei FoS stanno ipotizzando di creare barriere agli investimenti stranieri, determinando un ritorno verso il protezionismo, con una importante inversione di rotta nella internazionalizzazione dell’economia. Nel complesso i FoS rappresentano un fenomeno ancora poco conosciuto, in forte crescita, che attraverso importanti investimenti finanziari appare in grado di determinare vistosi cambiamenti nello scenario geopolitico.

 

Osservazioni

E’ un libro da leggere in prospettiva futura, non solo sull’economia, ma su come l’economia cambierà molti aspetti e molti equilibri politici del mondo attuale. In questo senso sembra che gli autori abbiano voluto prendere le mosse da un fenomeno economico emergente per scrivere un testo a supporto di una migliore governance globale dell’economia e dei mercati.