A CAPRI POSTE E BANCHE "NEGATE" AI DISABILI

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  Capri  – Poste, banche e uffici vietati ai diversamente abili: l’abbattimento delle barriere architettoniche resta ancora una chimera a Capri. Uffici pubblici e privati non sono affatto preparati ad accogliere, nel migliore dei modi, disabili, invalidi o portatori di handicap che, sulla carta, legge alla mano, dovrebbero avere diritto ad accedere tranquillamente e senza grossi problemi a qualunque struttura per sbrigare una semplice pratica o per effettuare un’operazione bancaria o postale. Sulla carta, appunto. Perché nei fatti questo non avviene e i disagi sono enormi. La normativa parla chiaro e non lascia spazio ad equivoci: occorre eliminare tutti gli ostacoli che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea. Il problema è trattato dalla legge quadro (legge 13 del 1989), dal decreto ministeriale 236/89 (“Regolamento per l’eliminazione delle barriere architettoniche”) e dal Dpr 503/96 (“Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici”), che regolano i termini e le modalità in cui deve essere garantita l’accessibilità ai vari ambienti. Tanto nelle strutture pubbliche quanto in quelle private è fatto obbligo di assicurare la possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di spazi ed attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia. E’ prevista anche la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Basta farsi un giro nel centro di Capri e si scopre che tutti gli uffici e gli sportelli presso cui si svolgono servizi di interesse pubblico sono inaccessibili a disabili, portatori di handicap o persone su carrozzina o sedia a rotelle. La normativa per l’eliminazione degli ostacoli non è applicata in nessuno dei quattro istituti di credito ubicati tra la Piazzetta e le stradine limitrofe e anche la fruizione degli sportelli bancomat è negata. Si comincia con la Banca di Roma-Unicredit in piazza Umberto I: una ripida rampa dalla scalinata della Piazzetta conduce allo sportello, la conformazione e l’ubicazione di questo ufficio bancario non rende applicabile la normativa. Banco di Napoli in via Vittorio Emanuele, qui è il paradosso: l’accesso ai disabili è negato da uno scalino di pochi centimetri che da anni deve essere eliminato e sostituito con uno scivolo ma lungaggini o problemi burocratici impediscono un intervento. Le scalette impediscono alle persone con difficoltà a deambulare di accedere al Monte dei Paschi di Siena, in piazzetta Quisisana all’angolo con via Camerelle, e un gradino, un solo gradino, rendono invalicabile per i disabili l’ufficio della Banca della Campania che ha sede in via Roma. Non vanno meglio le cose alle Poste e Telecomunicazioni di via Roma: la presenza di una piccola rampa formata da alcuni scalini che conduce all’ufficio postale crea, in questo caso, disagio anche alle persone anziane. Per non parlare degli uffici comunali: i diversamente abili non possono recarsi, se non accompagnati a braccio da assistenti o collaboratori, al Municipio di Capri, eccezion fatta per il comando della polizia municipale e per l’anagrafe situati al piano terra e tranquillamente valicabili perché a livello della sede stradale.

(dal Roma-Il giornale di Napoli di domenica 28 novembre 2010)

scelto da Michele Pappacoda