Sant´Agnello: Ludopatia, il sindaco si schiera contro case da gioco e scommesse.

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Sant’Agnello: Il sindaco contro sale giochi e videopoker.

di Vincenzo Maresca.

Sant’Agnello. Penisola sorrentina, costa Sorrento.  Slot e videopoker, risultati di calcio, lotto, corse dei cavalli, gratta e vinci, lotterie, un vero e proprio business che attira sempre più larghe fasce di giovanissimi ai quali l’ingresso alle sale giochi dovrebbe essere addirittura vietato e che invece cadono preda della follia della vincita facile, di quella fortuna che nella maggioranza dei casi non arriva mai, con il risultato che la leggendaria cornucopia della dea bendata si trasforma invece in mania e dipendenza psicologica costringendo ragazzi a dilapidare denaro inutilmente. A scendere in campo contro la ludopatia, la dipendenza dal gioco e dalle scommesse, è il sindaco di Sant’Agnello, Gianmichele Orlando che in prima persona si schiera contro una vera e propria piaga sociale che arricchendo solo determinate persone distrugge intere famiglie improvvisamente aggredite dalla febbre del gioco. A rischio la fascia dei minorenni che nonostante i divieti ha spesso libero accesso nelle sale da gioco, oltre a quella degli anziani che nella speranza di dare una sterzata ad una vita fatta di stenti e sacrifici non esitano a sperperare denaro in illusioni che durano pochi secondi. “Il problema è molto più grave di quello che appare, commenta il sindaco di Sant’Agnello, Gianmichele Orlando, perché oggi sempre più famiglie fanno i conti con questa febbre da gioco che ne distrugge oltre al patrimonio la stessa identità familiare coinvolgendo padri, madri e figli. Domenica scorsa, in seguito a segnalazione giunta al comando di polizia municipale, sono stati eseguiti controlli presso una sala da gioco nella quale sono stati rinvenuti, ad ora di pranzo, addirittura sei minorenni, in dispregio anche di un senso morale e civile che dovrebbe indurre i titolari di questi esercizi a vigilare sui frequentatori e non pensare ad incassare solo decine di migliaia di euro a settimana. E’ immorale ed ogni giorno mi vengono segnalate situazioni familiari drammatiche con crisi che compromettono l’unità del nucleo familiare e che possono sfociare in drammi che alimentano il circolo dell’usura, sempre pronto a sovvenzionare ed a distruggere i malati del gioco. Per questo stiamo studiando un dispositivo che regoli gli orari di apertura e chiusura delle sale da gioco nel tentativo di arginare un fenomeno la cui gravità è sottovalutata. Faccio anzi appello anche agli altri sindaci della Penisola Sorrentina affinchè affrontino il problema adottando insieme una regolamentazione comprensoriale”.