Ravello asta il 10 dicembre per i beni di Villa Rufolo

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Ravello costiera amalfitana Finiscono all’asta altri beni della collezione ravellese di Nevile Reid custoditi a Villa Rufolo prima della sua vendita alla Regione Campania. E per uno strano scherzo del destino la vendita avverrà nello stesso giorno in cui furono battuti all’asta, due anni fa, alcuni reperti archeologici appartenuti alla collezione dell’illuminato lord scozzese: il 10 dicembre. Stavolta, si tratta di suppellettili e elementi di arredo come tavoli e mobili d’epoca, quadri e oggetti d’arte vari. Tutti appartenenti ai discendenti dell’ultima proprietaria, Mrs. Tallon Lacaita, figlia di prime nozze della moglie di Charles Carmichael Lacaita, un inglese di famiglia italiana adottato alla fine dell’Ottocento proprio da Neville Reid, il quale ebbe la fortuna di ereditare nella prima metà del Novecento l’intero patrimonio del lord scozzese. Saranno venduti ai migliori offerenti venerdì 10 dicembre prossimo, con inizio alle 14, dalla casa d’aste francese Delorme & Collin du Bocage con sede a Parigi. Nella ”Salle 4”, Drouot Richelieu, verranno battuti gli antichi arredi di Villa Rufolo appartenuti a Francis Nevile Reid, l’illuminato filantropo scozzese che dal 1851 fu proprietario della storica residenza oggi gestita dalla Fondazione Ravello con ottimi risultati. Gli arredi, trasferiti a Parigi probabilmente nella prima metà degli anni settanta, quando cioè il complesso monumentale di Villa Rufolo fu acquistato dall’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno, finiranno per essere oggetto d’interesse di facoltosi collezionisti così come accadde due anni fa per un vaso di Paestum, un sarcofago e un frammento di rilievo scolpito su marmo, sottratti alla Villa durante il trasloco seguente la vendita del complesso e venduti dalla casa d’aste americana Sotheby’s. Una vicenda, quella della vendita dei reperti, che fu oggetto, proprio grazie a una serie di articoli de Il Mattino, di una indagine delle autorità italiane che tentarono di bloccare la vendita putroppo però senza risultati 

Sono in tutto 409 gli oggetti d’arte provenienti dalla Villa Rufolo, che venerdì 10 dicembre prossimo, con inizio alle 14, saranno venduti, ai migliori offerenti, dalla casa d’aste francese Delorme & Collin du Bocage con sede a Parigi, a Drouot Richelieu Salle 4. Esattamente due anni dopo (era il 10 dicembre del 2008 ore 14) l’asta di New York, dove furono aggiudicati un vaso di Paestum, un sarcofago e un frammento di rilievo scolpito su marmo di altri oggetti d’arte.

Stavolta però, figure marmoree di epoca romana saranno accompagnate da quadri del seicento, sculture egizie, vasi greci, ceramiche, porcellane, tappeti, arazzi, mobili d’epoca, candelabri, orologi, preziosi. E persino carte da gioco francesi.

si tratta dell’intera collezione privata di Sir Francis Nevile Reid, l’illuminato filantropo scozzese che nel 1851 acquistò dai marchesi d’Afflitto una Villa Rufolo in rovina per poi ristrutturala ed eleggerla a sua dimora.

Pezzi di grande valore storico, acquistati in Campania e in tutta Europa, e che per diversi anni, da quando il botanico scozzese innamorato del sud dell’Italia decise di trasferirsi definitivamente dalla sua villa di Posillipo a Ravello, impreziosirono le stanze di Palazzo Rufolo.

Un altro tesoro di Palazzo Rufolo, ereditato nella prima metà del Novecento Madame Tallon Lacaita, figlia di un inglese di famiglia italiana adottato alla fine dell’Ottocento proprio da Nevile Reid. E l’intero patrimonio del lord scozzese fu trasferito da Ravello a Parigi nella prima metà degli anni Settanta, allorquando il complesso monumentale di Villa Rufolo fu acquistato dall’Ente Provinciale per il Turismo.

Nelle diverse campagne di trasloco dalla Villa furono sottratti anche diversi pezzi scultorei facenti parte del cpmplesso architettonico originario. Nel libro curato dal professor Antonio Milone dal titolo “Ravello”, si descrive tentativo di Madame Tallon-Laicata di espatriare furtivamente a Parigi un carico di reperti prontamente bloccato in fase di imbarco all’aeroporto di Napoli. Fu l’intervento del professore Lorenzo Imperato, Paolo Caruso e di altri benemeriti Cittadini Ravellesi, che consentì a una lastra sepolcrale marmorea del IV sec. d.C., raffigurante un’adorazione, proveniente dal Monastero della S.S. Trinità, di essere bloccata all’imbarco e di ritornare a Ravello.

Almeno quattro dei pezzi presenti nel catalogo di vendita apparterrebbero di fatto alla Villa. Si tratta di un acquerello del pittore pugliese Gabriele Carelli, in cui è riprodotta una visione ottocentesca di piazza Vescovado (22 x 15 cm) che parte da una base d’asta compresa tra i 600 e gli 800 euro, e di un disegno della piazza principale (14 x 21 cm) datato 1852, che riporta una annotazione autografa di Sir Francis Nevile Reid.

A questi si aggiungono altri tre reperti, il più prezioso dei quali è costituito da una testa in marmo color avorio collocata all’apice di fontane ornamentali e raffigurante Giano, che guarda a doppia faccia avanti e indietro. Dio romano del principio, della forza dei cancelli e di ogni passaggio, nel reperto, viene raffigurato con due volti, che guardano in direzioni opposte.

Dell’altezza di 24 centimetri, l’oggetto, probabilmente di epoca romana, ha una base d’asta compresa tra gli 8000 e i 9000 euro. All’asta finirà anche un altro reperto di epoca romana: un frammento di sarcofago con tre figure scolpite in alto rilievo anch’esso in marmo color avorio il cui valore di partenza è compreso tra i 5000 e i 6000 euro. Infine una suite di quattro specchi la cui base d’asta è compresa tra i 1000 e i 1500 euro.

La nuova vendita dei beni appartenuti alla collezione ravellese di Nevile Reid ha comportato una nuova presa di posizione da parte dell’associazione culturale Ravello Nostra che ha scritto ad una serie di enti, compreso il Ministero per i Beni Culturali e la Soprintendenza (oltre che alla direzione di Villa Rufolo, all’Ept ed al nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio) in cui si chiede di esperire un nuovo tentativo di blocco della vendita all’asta dei reperti.

Quest’ultima programmata alienazione, considerata l’importanza dei pezzi e la dinamica delle vicende precedenti, merita un determinato intervento volto a scongiurare ulteriore e deprecabile trasferimento in mani private di pregevoli reperti storico-artistici, patrimonio culturale inalienabile di questa città” scrive il presidente Maria Carla Sorrentino che sottolinea poi come lo straordinario complesso sia stato purtroppo “depauperato dagli eredi con sottrazioni e illeciti trasferimenti all’estero”.

(Mario Amodio, Il Mattino)