Benito Ruggiero: "Natale a Positano nel mio ricordo – Leggero Mare"

0

Benito Ruggiero: “Natale a Positano nel mio ricordo”.

Cerco sensi lontani di tempi. O forse no. Forse è il tempo a cercarsi, non io. Intonati suoni al suo passare. In quest’aria non fredda, non più calda. Sui sentieri, rassicuranti volte di legno e soli.

Mi sento, sono, il tuo racconto, leggero mare. Ti passa accanto il preludio in gocce sul taglio della cupola-ceramica. Qui è la pioggia a bagnarsi di maiolica. Ha, lo spirito, sue dimore. Leggero mare, il bianco si tocca in gradazioni grigie, ma tu hai tuoi percorsi, altri toni per il bianco. Non escludi, accosti. Limpidezze diverse da arie a preludi. Il cielo compare disfandosi. Luminarie. Da una curva, Positano. Oltre, la sera.

Nulla cade. È solo una vaga impressione. Nulla cade, tutto è preso per un altrove.

Ha, lo spirito, sue dimore. Dimore di tempi che tornano in questi tempi. Tornano nella risposta fedele, nei volti rischiarati dalla brace. Veglie, preghiere davanti al camino, le mani tese al tepore, appena il freddo sulla schiena. Il sempre nei gesti. Con dita fredde raccogliere le pigne cadute. Sentiero aperto. Era così, è così il freddo. È limpido.

Volto indietro lo sguardo, spingendo avanti un cuore solo. Passare l’inconsapevole della propria consapevolezza. Conosco quello che conoscevo, o forse conosco per tornare a conoscere quello che conoscevo. Modulata dalle curve della strada, la musica delle ciaramelle. Volute di neve in fuga tra i faggeti. Nel lontano, l’alone bianco. Neve sul mare.

Leggero mare, hai quest’aria che ti smuove o ti muove appena. Calma aspettativa del tempo che passa, del tempo che passando torna. Vedevo anch’io aprirsi le finestre allineate dalla strada, stessa magia delle statuine allineate. Allegri passi, panieri sottobraccio, profumi caldi nel sottile alito dei camini. Una fila di impronte indisturbate sulla sabbia. Le mie, forse. Uguale ma diverso suono di campane. La nostra storia nella storia del sempre.

Vorrei condividere con voi queste parole di Hegel, vi ho trovato tutta l’essenza di quel giorno e, credo, dell’esistere: “Nell’idea, anche quello che sembra passato è conservato in eterno. L’idea è presente, lo spirito è immortale. Né passato, né avvenire. È l’adesso.”

Ciò che ci appare perduto può solo tornare, e tornerà. Lo dice questo giorno che sempre torna.

A tutta Positano, possiate ricevere quel giorno la carezza di chi più amate.

Credere è già il miracolo che si ripete.

 

 Buon Natale                                                         

                                                                           Benito Ruggiero