Il pianoforte romantico di Andreas Henkel

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Venerdì 26 novembre, alle ore 19, nel salone dei Marmi di Palazzo di Città il pianista tedesco chiuderà  l’VIII edizione della rassegna ideata da Paolo Francese

 

L’atteso ritorno di Andreas Henkel ospite venerdì 26 novembre, alle ore 19, nel Salone dei Marmi di Palazzo di Città, chiuderà in bellezza l’VIII edizione del Festival Internazionale Piano Solo, promosso dal pianista Paolo Francese, sotto l’egida del Comune di Salerno,  con la collaborazione di Alberto Napolitano Pianoforti, e il contributo della Pisano Ascensori. Mancava dalla primavera del 2003 il maestro tedesco, il quale torna in città per rincontrare un pubblico che non lo ha dimenticato e per sigillare un’edizione della manifestazione che, nonostante i tagli economici delle istituzioni, ha proposto quattro appuntamenti di eccezionale livello, a cominciare da  Giovanni Umberto Battel, che ha passato il testimone ad un didatta per eccellenza, Pier Narciso Masi, il quale si è esibito anche in duo con Alessandra Giovannotti, per poi presentare un quattro mani tutto salernitano, testimonial della nuova generazione, il Duo Rossini di Lucio Grimaldi e Demetrio Massimo Trotta. Andreas Henkel inaugurerà il suo programma con la Fantasia in Do Maggiore op. 17 composta da Robert Schumann nel 1836. L’opera consta di soli tre movimenti, un Allegro in forma sonata, un ampio Scherzo ed un lungo Adagio conclusivo, tre movimenti come la Sonata op.27 n°2 di Ludwig van Beethoven, (“Al chiaro di luna”) cui la pagina sembra legarsi in alcuni aspetti. Nonostante l’incandescenza dell’ispirazione e la libertà con cui si susseguono le sezioni, il compositore è riuscito a disegnare strutture musicali certo parzialmente rinnovate, ma anche credibili ed a loro modo bilanciate. Tumulto dell’ispirazione ed ordine formale trovano, questa volta, un nuovo equilibrio; qui, realmente i materiali musicali hanno generato la struttura, come voleva l’estetica romantica dell’autore. Il primo movimento esordisce sul tema di Clara (cinque note discendenti, motto segreto che legava i due amanti), nel cui centro cala il silenzio e sembra cominciare un discorso più assorto con lo splendido episodio intitolato “come una leggenda”. Nelle ultime righe del movimento emerge, inattesa, una citazione del Lied di Beethoven appartenente al ciclo “All’amata lontana”, un nuovo criptogramma destinato a Clara che sottolinea ancora una volta la ragione biografica di questa musica. Il secondo movimento è grandioso, eroico scatenato sul ritmo puntato e sui difficilissimi salti. Eppure il cuore del discorso è una raccolta melodia che ci confida tutti i timori e le esitazioni di Eusebio. E da quest’ultima sembra prendere le mosse lo sterminato e poetico adagio conclusivo che, nella sua tranquilla pace e nel suo ritmo uniforme, sembra alludere al Chiaro di Luna, ove la tensione quasi espressionista del primo movimento e l’imponenza esultante del secondo si placano in questo finale ove ogni lacerazione appare lontana e superata da un sentire più globale, da un’intuizione metafisica fattasi suono. Seguiranno tre Lieder ohne Worte di Felix Mendelssohn, composti tra il 1837 e il 1845. Il terzo lieder dell’op.38, la celeberrima barcarola veneziana del quinto dell’op.62 e il secondo dell’op.67, racchiudono buona parte delle conquiste tecniche raggiunte dal pianoforte a quei tempi, attraverso cui il compositore riesce a far cantare lo strumento al pari della voce umana, esprimendo tutti i sentimenti dell’animo che appaiono proiettati su uno sfondo di intimo e delicato lirismo. La seconda parte della serata verrà inaugurata da un omaggio a Frydryk Chopin con la Berceuse op.57 in Re bemolle maggiore, composta tra il 1843 e il 1844. La berceuse è in effetti un’opera sperimentale, fra le più interessanti creazioni del genio polacco. La mano sinistra disegna al basso un ostinato sul quale una breve frase melodica si dissolve in sedici variazioni che si succedono senza soluzione di continuità, in un continuo fiorire di meravigliosi arabeschi. A seguire la Fantasia op. 49 in fa minore, datata 1841, che si apre con un misterioso Tempo di Marcia, che ha un po’ il carattere narrativo delle Ballate. Al termine della marcia, un breve momento di distensione con le sue terzine arpeggiate, preludio all’inquieto tema principale, che sfocia nel luminoso secondo tema. Al terzo tema, cromatico, segue un nuovo motivo di marcia, trionfale ed eroico. Una variante dell’episodio in terzine prelude al Lento sostenuto: un breve, meraviglioso corale che costituisce il vero culmine espressivo della Fantasia. Finale affidato al Franz Liszt della Rapsodia Ungherese n°2, composta nel 1847 ed è dedicata allo scrittore ungherese Laszlo Teleki: è ritenuto uno dei capolavori di Liszt, nonchè della musica classica in generale, un brano allo stesso tempo ricco di virtuosismi ed in grado di catturare anche l’orecchio meno attento grazie alla sua melodia di immediata comunicativa. Il brano apre con la prima parte denominata Lassan (“Lentamente”) in tonalità di Do diesis minore, che è anche la tonalità del brano stesso. A seguire sono frequenti le modulazioni, in particolare nella seconda parte (Friska, ovvero “Fresco”) che si struttura principalmente in Fa diesis minore con cambi in La maggiore e, appunto, in Do diesis minore. Un chiaro esempio, questa pagina, di ferma volontà da parte di Liszt di appropriazione culturale e di creazione di un’epopea nazionale, che si colloca nella prospettiva di un recupero della storia, massima preoccupazione del compositore maturo.

 

ANDREAS HENKEL: nato nel 1967, inizia lo studio del pianoforte a otto anni nella sua città natale, Freiberg (Sassonia). Premiato al Concorso Nazionale della Gioventù 1983 a Zwickau, città natale di Robert Schumann. Ha studiato pianoforte e didattica tra 1984-1989 a Hochschule für Musik di Dresda.  Nel suo percorso formativo è stato allievo del pianista russo Arkadi Zenzipér a Dresda e Aquiles Delle Vigne a Bruxelles. Si è esibito come solista in molte città europee: Dresda, Lipsia, Berlino, Monaco di Baviera (Sala Filarmonica “Gasteig”), Parigi, Madrid, Barcellona, Saragozza, Sofia (National Concert Hall “Bulgaria”), Bruxelles (Municipio Concerti), Budapest, Bologna, Firenze, Napoli, Parma, Latina (Festival “Campus della Musica”), Catania, Zempléni Arts Festival in Ungheria. recital negli Stati Uniti a Chicago, Columbus / Ohio, per la Società Chopin del Texas, in Giappone a Tokyo e Kobe. Come solista ha suonato con orchestre in Germania, Italia (Orchestra Città di Ravenna), Romania (orchestre Filarmonica di Iasi, Oradea, Tirgu Mures), Spagna (Orquesta Sinfonica de Galicia),  Libano ( Orchestra Sinfonica di Beirut), negli Stati Uniti con l’Orchestra Sinfonica Westerville e Columbus Youth Symphony Orchestra, Ohio. Tournèe in Sud America nel 2000 con performance a Buenos Aires e Montevideo per celebrare l’ anniversario JS Bach. Dal 2003 è regolarmente invitato per concerti in Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay con recital a Rio de Janeiro, Sao Paolo, Montevideo, Asuncion, nonché spettacoli con l’orchestra Filarmonica Orquesta de MontevideoBachiana Brasileira di Rio de Janeiro, Orquestra Sinfonica de Santo André al San Paolo Sala. Ha registrato per l’etichetta tedesca Sächsische Tonträger, registrazioni radiofoniche a Dresda, Berlino, Sofia, registrazioni TV per rumeni e TV brasiliana. Musica da camera con i membri della Filarmonica di Dresda, la Sächsische Staatskapelle Dresden e altri solisti. Concerti Gospel con Brenda Jackson e Carol Wyatt (entrambi solisti ex tedesco Opera Berlin). E’ docente al Conservatorio  Heinrich-Schütz di Dresda. Tiene Masterclass in Ungheria e Romania.