Vico Equense: Monte Comune, blitz forestale e wwf, smantellate le casseforti dei bracconieri.

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Vico Equense: Blitz antibracconaggio sul Monte Comune.

di Vincenzo Maresca.

Vico Equense. L’area è quella del versante meridionale del massiccio che si staglia tra la zona di Arola e Monte Comune da dove è possibile assistere ad uno dei più suggestivi scenari della natura, a picco tra la costiera amalfitana ed il golfo di Napoli. Un paesaggio da cartolina con caratteristiche climatiche adatte per ospitare uccelli e dove, purtroppo, si pratica l’illecito dell’uccellagione. Su queste montagne innocui volatili durante il periodo della migrazione si soffermano pensando di sfamarsi ed invece trovano la morte nel fuoco incrociato delle carabine o peggio rimanendo intrappolati per il collo da fili di nylon stesi dai cacciatori di frodo. L’agonia può andare avanti per ore nel vano tentativo di liberarsi fino all’arrivo del bracconiere che senza pietà finisce gli uccelli rimasti imbrigliati semplicemente schiacciandogli la testa. Tra le rocce di questo versante mozzafiato si è svolto il blitz organizzato dai volontari del wwf penisola sorrentina che hanno trovato un valido aiuto negli uomini del corpo forestale dello Stato di Castellammare di Stabia e di un esponente delle guardie venatorie Arci Caccia. L’operazione ha portato alla individuazione ed alla distruzione, nel cuore del parco dei Monti Lattari, di numerose postazioni utilizzate dai bracconieri con il ritrovamento delle famigerate casseforti, vere e proprie casse in acciaio e ferro abilmente cementate, sigillate ed occultate negli anfratti rocciosi. Al loro interno impianti fonofili, altoparlanti, timer, batterie, cavi elettrici, cassette multi traccia contenenti il richiamo degli uccelli, decine di cartucce per fucili da caccia. Tutto sequestrato per un valore di oltre un migliaio di euro dopo che la forestale ha divelto ed eliminato i catenacci dei robusti sportelli delle casseforti abusivamente cementificate nella roccia calcarea. Rinvenuto anche un lungo tubo di plastica, sempre mimetizzato tra le rocce, all’interno del quale i bracconieri usano nascondere i fucili da usare quando all’alba si recano sulle postazioni. Celate sotto muri, grotte o tra la fitta vegetazione le armi da fuoco con matricola abrasa sono già pronte all’uso una volta messi in funzione i richiami elettroacustici che riproducono incessantemente da mezzanotte alle prime luci dell’alba il verso di quaglie, tortore, rigogoli e tordi, prede preferite dagli uccellatori che fino al periodo natalizio saranno impegnati a soddisfare la richiesta di materia prima per diversi ristoranti della costiera. “Purtroppo nel mondo venatorio c’è ancora chi non si vuole rassegnare al rispetto delle regole, dichiara Claudio d’Esposito presidente del wwf penisola sorrentina, ritenendo di poter impunemente infrangere la legge e depredare a proprio piacimento la nostra avifauna. Stiamo parlando dei bracconieri: incalliti e fanatici sparatori che esercitano la caccia a qualsiasi specie, con qualsiasi mezzo e per tutto l’anno. Nell’ultimo blitz notturno hanno per fortuna collaborato anche alcuni cacciatori onesti”.

 

 

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