Guerra Fli-Pdl sul logo. Casini: voteremo la sfiducia Carfagna incassa la solidarietà di La Russa e Frattini

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 Siamo un partito d’opposizione. Voteremo la sfiducia. Ma è importante ciò che succederà il 15 dicembre». Ha detto al Tg7, diretto da Enrico Mentana, il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. «L’Udc in Campania conta e governa con il centrodestra. C’è una battaglia di potere e a molti interessa fare affari alle spalle dei cittadini. Mara Carfagna ha la mia solidarietà, perché fa una battaglia giusta, di pulizia. Io sono per dare a Caldoro, che è una persona perbene, la gestione dei termovalorizzatori. Le province scalpitano, ma dovrebbero già gestire i rifiuti e non riescono a farlo», ha spiegato Casini.

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L’ultimo contatto tra loro risale a venerdì scorso. Quando, dopo l’atterraggio a Lisbona dove ha preso parte al vertice Nato, Silvio Berlusconi l’ha chiamata per raccogliere il suo sfogo promettendole un incontro nei prossimi giorni. Ora il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, è in attesa di capire se dal premier o dal Pdl arriveranno risposte convincenti alle questioni che lei ha posto sul tappeto. Per il momento, raccontano dal suo entourage, non c’è ancora in programma un faccia a faccia con il Cavaliere (potrebbero vedersi però al prossimo Cdm), ma il ministro ha letto positivamente gli attestati di solidarietà di Franco Frattini e Ignazio La Russa. E intanto oggi ha avuto un colloquio con il sottosegretario Gianni Letta. Mentre la sua acerrima avversaria, Alessandra Mussolini, avverte. «O la Carfagna mi chiede pubblicamente scusa (in una intervista al Mattino il ministro le ha dato della vajassa che significa donna di strada in dialetto napoletano, ndr) o io non voto la fiducia il 14».

Carfagna non lo dice esplicitamente, ma la sua domanda di rinnovamento passa per l’esautoramento del coordinatore campano del Pdl, l’ex sottosegretario Nicola Cosentino, il suo nemico numero uno. Lei, però, non si fa illusioni. Sa che un azzeramento del Pdl campano non è all’ordine del giorno prima del voto sulla fiducia anche perché Cosentino e i suoi uomini possono contare su un discreto pacchetto di consensi in Parlamento e potrebbero creare parecchie grane al Cavaliere se decidessero di non votare la fiducia. Una minaccia, per la verità, che l’ex sottosegretario ha già agitato subito dopo il varo da parte del Cdm del decreto sui rifiuti che affida al governatore Stefano Caldoro poteri commissariali, sottraendo la gestione esclusiva ai presidenti delle province interessate (Edmondo Cirielli e Luigi Cesaro, entrambi legati a Cosentino).

 

Ma quel decreto non è mai giunto al Colle, come ha precisato oggi il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Un’anomalia che racconta tutta la difficoltà del premier di arrivare a una soluzione che non faccia esplodere le tensioni che agitano il Pdl. «La formulazione uscita dal Cdm – è il ragionamento sviluppato nell’entourage della Carfagna – ci soddisfa, ma anche noi siamo in attesa di vedere il testo del decreto». Di cui, al momento, non ci sono tracce. Carfagna aspetta dunque di vedere se l’asse Cosentino-Cirielli-Cesaro avrà la meglio e riuscirà a imporre la sua linea sulla gestione dei rifiuti in Campania. Lei vuole un segnale di discontinuità, ma nega qualsiasi passaggio a Futuro e libertà. «Se non arriveranno risposte il 15 dirò addio a tutto: al governo, al Pdl e al Parlamento», è la linea ribadita nelle ultime ore.

La polemica dentro il partito è poi tutt’altro che sopita. «Obiettivamente il problema esiste», ha detto il ministro La Russa spiegando di aver avuto un chiarimento con Carfagna e dando atto al ministro per le Pari opportunità che il nodo Cosentino, quello è il «problema» che «oggettivamente esiste», sta sul tavolo del Pdl. E anche Franco Frattini ha sposato la linea del ministro sottolineando che «se anche Cosentino prendesse il 75% dei voti al congresso locale, ci sarebbe da fare una seria riflessione sull’opportunità che possa essere rinominato». Carfagna ha quindi incassato anche la solidarietà del governatore Stefano Caldoro. Che ha definito la titolare delle Pari opportunità «un ottimo ministro di un Governo che sta operando molto bene». E in merito allo scontro Carfagna-Cosentino, ha aggiunto: «È necessario un rinnovamento della classe dirigente ma questo non deve essere mai fatto contro nessuno». Chi invece non smette di attaccare il ministro è il presidente della provincia di Salerno, Edmondo Cirielli. «Sono basito dal suo comportamento scorretto nei confronti del premier che le ha dato tutto in politica». Poi la difesa di Cosentino («è una persona corretta») e un nuovo affondo contro il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Sul territorio è ormai guerra tra provincia e comune

.Fonte:sole24ore              scelto da michele de lucia