Atrani, cosa non ha fatto il Comune prima dell´alluvione e cosa si fa in altri Comuni attraversati dai fiumi

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Un’alluvione non bussa alla porta di un Comune e chiede il permesso prima di inondarlo.

In attesa, quindi, che il Sindaco di Atrani si decida ad informare i suoi cittadini su cosa sta facendo per prevenire i rischi futuri che corre il paese e come intende mettere in campo opere di prevenzione per tutelare la loro incolumità fisica, diamo un’occhiata a come si sono organizzati altri Comuni che sono attraversati dai fiumi e che corrono il pericolo di essere inondati come Atrani.

Val la pena premettere che fin dal 1998 il Decreto Legislativo n.112, all’ Articolo 108, attribuisce ai Comuni le funzioni relative:

– all’attuazione, in ambito comunale, delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani regionali;

– all’adozione di tutti i provvedimenti, compresi quelli relativi alla preparazione all’emergenza, necessari ad assicurare i primi soccorsi in caso di eventi calamitosi in ambito comunale;
– alla predisposizione dei piani comunali e/o intercomunali  di emergenza […]
– alla vigilanza sull’attuazione, da parte delle strutture locali di protezione civile, dei servizi urgenti;
– all’utilizzo del volontariato di protezione civile a livello comunale e/o intercomunale, sulla base degli indirizzi nazionali e regionali.

Il Comune di Atrani, pur essendo da anni classificato dall’Autorità di Bacino, Comune a rischio massimo di alluvione e frane, non si è mai premurato di attuare la legislazione corrente prima ricordata.

Va detto che il Sindaco è autorità Comunale di Protezione Civile (Legge 225 del 1992, Art. 15). Al Sindaco, quindi, la legge assegna il compito di coordinare e gestire anche le operazioni preventive (prima che l’evento si verifichi) per la messa in sicurezza dei cittadini.

Cosa fanno altri Comuni a rischio attraversati da un fiume

Vediamo come si comportano alcuni Comuni d’Italia, anche meno a rischio di Atrani:

a)costituiscono le squadre di Protezione Civile avvalendosi anche di volontari con il compito di controllare il territorio e monitorare in determinati punti stabiliti, il corso del fiume e i livelli dei pluviometri;    .

b)allestiscono una sala operativa collegata on line, 24 ore su 24, con la sala operativa Regionale di Protezione Civile e via radio con le squadre di Protezione Civile presenti sul territorio;

c)individuano uno o più centri di raccolta  dove i cittadini devono recarsi in caso di allarme e uscita dalle case;

d)allestiscono un magazzino dove custodire gli attrezzi per la prima emergenza;

e)si dotano di altoparlanti da installare sulle macchine per avvisare la popolazione dei vari stati di allerta fino, all’occorrenza, all’ordine di evacuazione;

f)censiscono tutte le famiglie, le case e le attività commerciali che sono a rischio nel Comune in caso di alluvione. Il censimento avviene con schede, aggiornate ogni sei mesi, sulle quali i cittadini vanno ad indicare la composizione del nucleo familiare, l’età, le condizioni fisiche, il nome del medico curante, i medicinali che assumono, le eventuali persone allettate, i disabili, gli animali presenti in casa,  i numeri di telefono di parenti e amici da contattare e gli eventuali luoghi o case dove andare in caso di evacuazione dal paese;

g)consegnano una scheda ai cittadini e agli operatori commerciali a rischio con le istruzioni da seguire in caso di allarme alluvione. In tale scheda vengono indicati i comportamenti da tenere in caso di evacuazione come, prima di lasciare la casa, staccare luce e  gas, aprire le porte di frigoriferi e congelatori (per evitare che la bolla d’aria in essa contenuta, con l’ingresso violento dell’acqua, li faccia galleggiare e trascinare via creando danni alle strutture della casa, come, non per ultimo, lo sfondamento del solaio con allagamento dei piani superiori), liberare eventuali animali che non si possono portare con se, prendere il bagaglio (già approntato in fase di pre-allarme secondo una lista ben precisa) con le cose essenziali per vivere fuori casa per alcuni giorni come danaro, oggetti di valore, effetti personali,  oggetti per la pulizia personale, eventuali medicinali da assumere e indumenti di ricambio ben specificati: 3 paia di calze, 2 maglie di cotone o lana, 3 paia di mutande, una tuta da ginnastica,  un maglione, un asciugamani, un pacco di assorbenti esterni per signora. Una volta fuori di casa, ogni cittadino dovrà seguire un percorso preciso (via di fuga) fino al centro di raccolta. Via di fuga e centro di raccolta sono presenti nelle istruzioni riportate sulla scheda;

h)fanno prove simulate di evacuazione dalle case, possibilmente durante belle giornate di sole, per abituare i cittadini a gestire l’emergenza senza farsi prendere dal panico. 

Questo è quello che avrebbe dovuto fare (e ancora non si appresta a fare) un Comune a massimo rischio come quello di Atrani.

Questo è quello che un gruppo di cittadini, riuniti in Comitato, ha cercato di far fare da sette anni a questa parte, al Comune di Atrani. La base di partenza doveva essere la messa in opera di un protocollo di intesa stipulato nel 2004 tra il Comune di Atrani e i Comuni a monte di Scala e Ravello. Quel documento scomparve misteriosamente.e mai più è stato attivato nei suoi contenuti dall’amministrazione comunale di Atrani.

La dura realtà è stata poi, che l’alluvione ha colto tutti di sorpresa. Primo fra tutti il Sindaco.

Gino Amato

 

Piano di evacuazione del Comune di Portogruaro

http://www.comune.portogruaro.ve.it/aree_tematiche/comune/sicurezza-emergenza/piancomprotciv/piaano-evacuazione