Albanella cantiere infinito: è la maledizione di Demetra

0

I fondi del progetto fallito sul finto tempio dorico. Il comitato: salvate l’antica pavimentazione o sarà peggio L’hangar che dovrebbe ospitare il Museo civico L’hangar che dovrebbe ospitare il Museo civico.

 Cilento — La piazza del paese trasformata da un anno in un cantiere, i commercianti che protestano per il crollo delle vendite, odori nauseabondi dagli scoli della rete fognaria appena rifatta e, come se non bastasse, il mistero di una pavimentazione in pietra locale dapprima rimossa e poi recuperata. Ce n’è abbastanza per immaginare che su Albanella, il piccolo centro degli Alburni a sud di Battipaglia, si sia abbattuta la maledizione di Demetra, la dea delle messi, il cui tempio in suo onore, scoperto dagli scavi archeologici del secolo scorso, non è stato mai riportato alla luce. Una maledizione che non ha origini troppo remote: bisogna infatti fermarsi all’anno 2007 per imbattersi in un caso che ha avuto una straordinaria eco nazionale, il progetto Megale Hellas del finto tempio dorico finanziato con un milione e 400 mila euro di fondi Por. Un progetto che Gian Antonio Stella sul Corriere Magazine non esitò a definire una bischerata. Ma come? Si disse allora, esiste un tempio vero, sottoterra, e se ne costruisce un altro finto? Tant’è che poi non se ne fece più niente e quei finanziamenti, miracolosamente salvati, lievitarono a un milione e 700 mila euro e furono dirottati sulla riqualificazione del centro storico. E veniamo alla storia di oggi, filtrata attraverso le proteste e le denunce con cui da circa due anni il Comitato civico «Centro storico» di Albanella, presieduto da Cosma De Rosa, intasa le cassette postali di Comune e Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici. «Quando abbiamo saputo dalla viva voce del sindaco Giuseppe Capezzuto che nella riscoperta e valorizzazione della piazza del paese si sarebbe rispettata la pavimentazione esistente ci siamo rallegrati – spiega De Rosa, accogliendoci nella sede del comitato – così come ci ha fatto piacere che l’ex Casa Morra, il Casone come lo chiamiamo qui, sarebbe stata consolidata e ristrutturata per ospitare il museo civico». La delusione è stata grande quando il Casone, dove tra l’altro sarebbe stato realizzato il finto tempio dorico, ha subito l’onta delle ruspe e la pavimentazione esistente rimossa per fare spazio a resine epossidiche «considerate cancerogene – sottolinea De Rosa – da diversi studi scientifici». La piazza «lavori in corso» La piazza «lavori in corso» «Allora sono partite denunce e diffide – riprende De Rosa – che hanno avuto come effetto immediato la sospensione dei lavori in piazza». Per il Casone, irrimediabilmente perso, non c’è stato nulla da fare. Ora al suo posto si sta costruendo un hangar (?) in cui collocare il museo civico. Ma torniamo alla pavimentazione: la Soprintendenza, incalzata dal Comitato, ha verificato lo stato preesistente di pietre locali e ne ha disposto il totale recupero e reintegro. Tutto è bene quel che finisce bene? Macchè, Demetra ha continuato ametterci lo zampino: i lavori vengono subappaltati e secondo il Comitato la nuova ditta non avrebbe i requisiti richiesti dalla Soprintendenza. Le pietre vengono rimosse con l’escavatore e ora sono in custodia presso l’impresa che effettua i lavori. Lavori che si bloccano d’estate perché la Regione non paga e riprendono solo il 19 ottobre scorso. Dovrebbero terminare, Demetra permettendo, il 14 maggio 2011. Ma all’orizzonte incombe il secondo lotto. Intanto Albanella è un cantiere a cielo aperto e commercianti come Valerio Vernieri, titolare del bar «La taverna del poeta», si lamentano perché si batte la fiacca e di questo passo si rischia di chiudere e dover cambiare lavoro. «In un anno – conclude De Rosa – hanno fatto cento metri di lavori. Alla prima pioggia, però, sono saltati i tombini. Se non riescono a fare bene la rete fognaria riusciranno a mettere a posto le vecchie pietre della pavimentazione?»

Gabriele Bojano Il Corriere del Mezzogiorno

scelto da Michele Pappacoda

Lascia una risposta