Berlusconi: senza fiducia al governo si vota. Da Casini e Bersani sì a un governo di transizione

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Silvio Berlusconi è “fiducioso” sull’esito della verifica in Parlamento ma avverte che «se ci sarà la fiducia andremo avanti a lavorare, se non ci sarà la fiducia andremo al voto». Il presidente del Consiglio lo ha detto a margine della cerimonia per i Cavalieri del Lavoro al Quirinale. Il premier esclude un Berlusconi-bis. «Non credo ci si possa arrivare». Per il cavaliere c’è necessità «di un governo solido e non possiamo contare su chi non garantisce il massimo di lealtà al programma votato dagli elettori».

Un’eventuale crisi di governo, ha detto il premier, sarebbe «una iattura assoluta» e sarebbe un atto di «assoluta irresponsabilità». Per il cavaliere «solo con assoluta irresponsabilità si può pensare di mettere in crisi un governo che fino a qualche tempo fa era il più solido e meglio piazzato in Europa».

Berlusconi ha poi ricordato che «si diceva che avevamo cento parlamentari di maggioranza, in realtà erano 64, avevamo tre anni ancora di governo davanti e il presidente del Consiglio primo in Europa per la considerazione dei suoi cittadini». Ora tutto questo rischia di essere sprecato: «Il 14 dicembre (giorno del voto sulle mozioni di sfiducia in Parlamento, ndr) sarà il giorno che deciderà se l’Italia può continuare ad avere quella stabilità che è assolutamente importante per resistere in una crisi che non è ancora passata». Ha ribadito che l’Italia ha bisogno «di stabilità e c’è da parte del Governo tutto l’impegno possibile per continuare con la stabilità che ci ha consentito tutto il lavoro fatto finora e con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti».

La tabella di marcia fissata dalla capigruppo del Senato prevede che il cavaliere parlerà in aula a palazzo Madama lunedì 13 dicembre alle ore 9.

Sempre il 14 dicembre a palazzo della Consulta comincerà l’udienza sul legittimo impedimento, la legge che consente al premier dei suoi processi (Mills, Mediatrade, Mediaset diritti tv) fino al prossimo ottobre, e che avrebbe dovuto lasciare il passo al Lodo Alfano, insabbiato in Parlamento.

Intanto domani il Consiglio dei ministri procederà alla nomina del nuovo presidente della Consob. Il nuovo presidente sarà Giuseppe Vegas? Berlusconi ha risposto di non potersi pronunciare ancora sul nome e ha rinviato alla decisione del Consiglio dei ministri di domani.

Sono «pericolosi», secondo il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, i 30 giorni accordati al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per verificare se c’è ancora la fiducia in Parlamento. «A noi – ha detto Di Pietro – questi 30 giorni di abbuono che sono stati dati dalle forze politiche a Berlusconi, sembrano pericolosi, in quanto lui come ha sempre fatto utilizzerà o l’arma del ricatto o l’arma della compravendita».

«In condizioni normali il Pd e l’Udc sarebbero alternativi – ha commentato il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini – ma ora il paese ha problemi seri e ci rendiamo conto che dopo l’Irlanda e il Portogallo siamo il paese più a rischio? Serve un governo di responsabilità nazionale e faccio presente che in Germania la grande coalizione ha fatto di più di quanto sta riuscendo a fare l’attuale governo tedesco».Per Casini «nessuno può dire “dopo di me il diluvio, muoia Sansone con tutti i filistei”. Abbiamo delle procedure parlamentari, dobbiamo seguirle. Berlusconi dice: o fiducia o voto, in realtà dice “o voto o voto”. Ma di fronte a questo gioco ormai scoperto, gli altri non possono fare i soprammobili».

«Il Pd ha un atteggiamento aperto e responsabile per aprire un percorso di governo che chiamo di transizione, o di responsabilità nazionale – ha spiegato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani – che metta in sicurezza la democrazia e poi si andrà a votare con progetti nuovi. In questo auspico che sia possibile un rapporto di vicinanza con l’Udc». ha detto di non sapere se «questa strada può portare frutti politici al mio partito ma penso che siamo ad un punto in cui ciascuno deve prendersi le sue responsabilità. Il governo fa melina, ora si prendono uno, due, tre mesi, non si produce niente per il Paese poi si fa una bella campagna elettorale con la legge che abbiamo e che ci porta di nuovo ad un confronto su Berlusconi sì, Berlusconi no, e così arriviamo all’estate prossima ad avere forse un governo. Chi si prende la responsabilità di tenere un Paese in questa situazione? Noi di certo no».

fonte:sole24ore            scelto da michele de lucia