QUANTA GRAZIA NELLE DONNE POSITANESI

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Positano, costiera amalfitana. Dopo circa due mesi dalla scomparsa del mio caro amico Vito Gargiulo, tornando a casa, sotto il cielo nuvoloso di Milano che polverizza anche i benintenzionati, trovo in segreteria un messaggio di sua sorella Virginia.

Una persona davvero speciale e che in segreto ammiro.

Virginia ha la grazia delle persone sagge, di coloro che hanno vissuto non una ma due vite, in silenzio lavorando sodo e sorridendo sempre.

Questa sera rientro amareggiata, sconfitta dalla cattiveria e pochezza che mi circonda.

Lavoro in un posto dove mi pagano discretamente, anzi profumatamente come sostiene il mio capo che assomiglia a Ortone, l’elefante del noto cartone.

Ogni giorno mi sforzo di pranzare con delle donne tra i 40 e 50 anni, che separate hanno un’amarezza di fondo e una sorta di sottile cattiveria che ho riscontrato solo tra coloro che combattono per la sopravvivenza.

Io, con il mio modo di fare, sono passata per la “tonta” del gruppo.

Perché non possiedo la loro astuzia nel tendere tranelli al prossimo.

A volte le guardo, di soppiatto, mentre trangugiano un’insalata veloce e un piatto caldo e mentre sprecano il loro spirito cercando una via di fuga che non avranno mai.

Sono sommerse dai debiti, non riescono a tirare a fine mese e ingrassano.

La semplicità di Virginia le lascerebbe di stucco.

La sua grazia nel porgersi e nel credere e nel donarsi senza riserve le sbaraglierebbe.

A volte guardando indietro penso a quanto ho perso lasciando il mio paese.

Ah… a proposito, una di queste  colleghe, nata a confino tra il quartiere Nichelino e Mirafiori, si vanta di essere stata una ristoratrice di tutto rispetto – peccato, perché il suo locale risulta sconosciuto ai nottambuli milanesi come me – e sostiene che Bisio in “giu al Sud“ rende l’idea di noi meridionali.

Solo che non ha mai incontrato Claudio.

Un ciclone.

Un altro Claudio, anni fa, musicista di successo, anzi produttore di successo lo prendeva in giro, perché faceva un lavoro sottopagato e spesso si accollava la cena dell’amico.

Oggi devo ahimé vivere con gente che si riempe la bocca di luoghi comuni.

Durante il mio secondo colloquio di lavoro mi è stato chiesto se avessi mai operato nel b2b:al che perplessa risposi… in che senso usa l’acronimo? Essere per essere?

Poi ho scoperto che stava ad indicare business to business… gli americani come Wittstein sarebbero inorriditi lì a Positano.

Io semplicemente ho abbozzato e sorriso.

Stasera no.

Coprire una collega e prendersi una colpa perché l’etichetta affibbiatami è che non sono capace di lavorare nel commercio, vendendo, quando fin da piccola, lì tra Positano e Praiano sono nata da una stirpe di commercianti e ho sempre frequentato – grazie al duro lavoro di papà – solo la creme dell’alta  borghesia milanese e napoletana, potrei anche avere un conato di vomito.

Secondo voi una con un contratto a termine che interesse potrebbe avere a sostenere il falso??

Anzi.

Una volta ho raccontato che mio marito si è occupato per anni del settore immobiliare coprendo un’alta carica… ebbene, me lo sono inventato, perché mi dovevo rendere interessante.

Allora stasera mentre ciaccolavo con Virginia, i profumi delle zagare sono apparsi nella memoria, il cielo di Positano si è rischiarato nella mente ed i pomodorini che Giovanni mette ad essiccare tutte le estati, vicino casa, mi sono tornati in mente.

Mi sono chiesta perché le persone che “ignorano” debbano essere così.

E pensando ai vari corsi di coaching sulla strutturazione di un gruppo, concordo con il mio compagno, e con un grande capo che ho incontrato il DR Michele Muzii, Presidente onorario di Piemme, della Caltagirone Group, e cioè che un branco possiede luoghi comuni e si codifica attraverso funzioni primarie, un gruppo si costruisce sulla fiducia e sul raggiungimento e condividendo obiettivi e una missione.

Anche stasera Virginia Gargiulo mi ha  riportato a casa. Alla mia terra e a questo legame che rimarrà per me indissolubile.

Fatto di bisogni primari.

Mi ha ricordato i sani principi che fanno crescere le aziende.

Duro lavoro, coesione, dovere, divertimento e unione.

Dove andrà Ortone da solo? Come farà la  mia collega a giustificarsi la prossima volta?

Solo perché fa battute o si dimostra più simpatica apostrofando tutti con “miss Simpatia”?

E lei che divide il letto con un napoletano del sud, riuscirà a trasformarlo in un uomo degno delle sue usanze Savoia??

ED IO DOVE SONO FINITA???

A volte mi chiedo per quanti anni mi punirò ancora.

Lontano da chi ama il mare e da un fazzoletto di sabbia dove si è costruito un impero.

Brindo a Virginia, che mi rende sempre felice, al suo garbo e a Voi, che siete Positanesi.



Celeste De Martino da Milano