Vico Equense. Mostro Alimuri Chi non muore si rivede…

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Vico Equense – E da un po’ che non parliamo del mostro di Alimuri. L’Ansa, proprio in questi giorni, riportando la notizia di Punta Perotti a Bari, lo inserisce nella mappa degli ecomostri. Uno scheletro di albergo che si trova dal 1967, tra Vico Equense e Meta, in un costone di roccia pericolante, ormai covo di tossicodipendenti e coppiette. Una struttura che doveva essere abbattuta entro il 31 ottobre 2007, grazie a un accordo siglato dall’allora ministro Rutelli, la Regione Campania, il comune di Vico Equense e la società Sa. An. Abbattimento bloccato a causa dei termini fallimentari dell’accordo stesso. Vi spiego meglio. Il patto siglato prevedeva sì l’abbattimento dell’ecomostro, ma anche troppi vantaggi per il privato coinvolto nella vicenda, ovvero la società Sa. An., di proprietà della famiglia Normale, di cui fa parte anche l’imprenditrice Anna, moglie dell’eurodeputato Andrea Cozzolino. Sentite qua. La società Sa. An., in cambio dell’impegno a non opporsi in sede giudiziaria all’abbattimento dell’ecomostro, avrebbe ottenuto la possibilità di edificare un albergo delle stesse dimensioni (18 mila metri cubi) nel comune di Vico Equense, in una zona protetta, e di costruire un complesso balneare dove ora sorge l’ecomostro. Tutto questo con il foraggiamento dei contributi statali, che sarebbero anche andati a coprire la metà delle spese di abbattimento. L’ultima interrogazione parlamentare, ancora senza risposta, risale al giugno di quest’anno, ed è di Antonio Palagiano, Italia dei Valori. Conclusione: lo scheletro di cemento armato più longevo d’Italia è ancora lì. Un’altra bella storia tutta italiana…
fonte Vico Equense online
M.P.