Torre del Greco. Hanno occupato i binari della Circumvesuviana per protestare contro il ridimensionamento dell’ospedale

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Torre del Greco. Hanno occupato i binari della Circumvesuviana per protestare contro il ridimensionamento dell’ospedale Maresca, previsto dal piano sanitario regionale. Un centinaio di manifestanti, al termine del corteo che ieri mattina ha visto scendere in piazza circa duemila persone, ha bloccato per un’ora la circolazione dei treni in entrambi i sensi di marcia della tratta Napoli-Torre Annunziata. Donne e giovani, armati di striscioni, sono scesi sui binari poco dopo le 13 per fermare i convogli. Un treno diretto a Napoli è stato fermo per un’ora all’ingresso della stazione di Torre del Greco, presidiata da polizia e carabinieri. La protesta è rientrata intorno alle 14.30. Solo l’intervento del sindaco Ciro Borriello ha convinto i manifestanti a sgomberare. Il primo cittadino, invitato dai manifestanti, è sceso tra la gente, chiedendo però di rimuovere immediatamente il blocco che ha creato disagi e ritardi alla circolazione. I manifestanti sono così risaliti sulla banchina riservata ai passeggeri e hanno consentito ai treni di riprendere regolarmente la marcia. Un atto estremo che arriva dopo una giornata di mobilitazione promossa dal comitato civico pro Maresca per dire no ancora una volta ad un piano che riconverte il nosocomio torrese in una struttura ad indirizzo riabilitativo. Dopo i concentramenti in diverse zone della città, a S’Antonio, Santa Maria La Bruna, in villa comunale e via Scappi, i manifestanti si sono ritrovati nella centralissima piazza Luigi Palomba. Al corteo che ha mandato in tilt il traffico, paralizzando la città, hanno partecipato le mamme che da oltre un mese stanno occupando il quarto piano del nosocomio di via Montedoro, comitati di quartiere, associazioni, rappresentanti dell’Ascom, del presbiterio, studenti, la rete civica «No al depuratore», marittimi, delegazioni da Ercolano e Terzigno. «Diciamo no alla chiusura dell’ospedale che non deve diventare un mero contenitore del presidio di Boscotrecase, hanno gridato i cittadini – il materno infantile deve tornare al Maresca. Tra la folla anche una donna in barella con il cartello «Salute vendesi» per rappresentare i disagi per le partorienti dopo la chiusura della Maternità». Da piazza Palomba, con rappresentanti istituzionali e i sindaci di Torre del Greco e di Portici Ciro Borriello e Vincenzo Cuomo, il corteo si è poi diretto a piazza della Repubblica dove si è svolta un’assemblea pubblica intercomunale. «Ringrazio gli attivisti del comitato – ha esordito Borriello – la proposta dell’Asl che prevede il mantenimento di posti letto in chirurgia, cardiologia e gastroenterologia è un passo in avanti. Ho incontrato Caldoro, sto cercando di ottenere che il Maresca e l’ospedale di Boscotrecase diventino un polo unico. Attendiamo una risposta nei prossimi giorni. È una battaglia di civiltà, ma non è facile». «Vogliamo che i politici si impegnino seriamente affinchè questo progetto scellerato venga riconsiderato – ha detto l’avvocato Gennaro Torrese, alla guida del pool di legali che di recente hanno presentato un esposto penale alla procura di Torre Annunziata – abbiamo l’ambizione che tutto torni come prima. Anche i Comuni di Ercolano e Portici hanno presentato ricorso al Tar per impugnare il piano sanitario e San Giorgio e San Sebastiano sono in procinto di farlo. Sotto un profilo di stretta economia non è vantaggioso chiudere delle specialità al Maresca per riaprirle ex novo a Boscotrecase».

Antonella Losapio Il Mattino di Napoli

scelto da Michele Pappacoda