Parla il presidente Cesaro: «Fondi a Sant´Antimo? Me n´ero dimenticato»

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NAPOLI (16 novembre) – Presidente Cesaro, 15 milioni per un istituto polifunzionale nella sua Sant’Antimo, la stessa cifra, anzi un po’ di più di quanto è stato stanziato per 70 edifici di Napoli da ristrutturare?

«È un paragone incompleto, perché l’importo per nuove costruzioni non può essere messo a confronto con gli investimenti per la manutenzione. Ma voglio precisare che questa scelta di Sant’Antimo è dell’area tecnica della Provincia. Non è una mia decisione diretta».

Però lei lo sapeva?
«Lo sapevo sì. Ma, in questi giorni con l’emergenza rifiuti, me n’ero proprio dimenticato».

Comunque, è una di quelle scelte che attirano addosso le accuse di clientelismo. Vedete, pensa la gente, Cesaro si dedica al proprio paese. E un po’ quello che si insinuava malignamente nei confronti di Bassolino: si diceva che dirottasse gli investimenti su Afragola.
«Ma non è così, né per me, né, immagino, per altri. Chi amministra non ragiona in termini di consenso nel suo territorio. È un’equazione troppo facile. E poi per quando sarà finito quest’edificio scolastico passerà tanto di quel tempo che non sarò neanche più presidente della Provincia. In ogni caso, non mi si può neanche chiedere di penalizzare il mio paese accusandomi di favoritismo o campanilismo».

L’edilizia scolastica è uno dei capitoli bollenti dell’amministrazione in Campania, a Napoli, in particolare, surclassata da qualche anno solo dalla monnezza. Così 15 milioni sembrano troppi e Sant’Antimo è vista come un paese privilegiato per meriti politici. Ma il presidente della Provincia, Luigi Cesaro, mette letteralmnete le carte in tavola, affiancato dall’assessore all’Edilizia Scolastica, Marco Di Stefano, che lo sostiene con tutta una serie di dati e tabelle. E Cesaro non si sottrae alla polemica, lanciando pure qualche frecciata.

Intanto la scuola si farà. Ma ce n’era davvero tanto bisogno a Sant’Antimo che è ben collegata alle più grandi Frattamaggiore e Aversa?
«Devo necessariamente darle delle cifre. Sant’Antimo ha una platea di studenti delle superiori di 1700 persone su oltre 30mila abitanti. È un’incidenza del 5,6 per cento, superiore alla media provinciale del 4,7».

Però, questa scuola era in cima alla lista degli edifici da costruire?
«Innanzitutto stiamo parlando di programmazione. I soldi fisici non ci sono ancora. La Provincia ha avviato un ambizioso programma per ridurre considerevolmente i fitti passivi che ammontano a oltre 15 milioni all’anno. E Sant’Antimo è in sofferenza. Ci sono solo due edifici. Il Liceo non ha la palestra e l’Itc è in parte ospitato in una struttura privata che ci costa 75mila euro all’anno».

Sant’Antimo non è l’unico Comune con edifici scolastici in fitto.
«Certo. Ma qui possiamo disporre di un’ampia superficie di oltre 30mila metri quadri che il Comune ha offerto gratuitamente alla Provincia».

E pure in questo Sant’Antimo non è unica.
«Accade anche altrove, certo. E infatti a Pianura, quartiere di Napoli, realizzeremo un edificio ex novo su terreno comunale. Abbiamo stanziato 6 milioni di euro. Ma voglio chiarire un particolare determinante».

Prego.
«A tutt’oggi per Sant’Antimo non è stato stanziato alcun importo dal bilancio. Ma se non avessimo inserito l’edificio nella programmazione triennale avremmo impedito qualsiasi ricerca di fondi. Gli investimenti per nuovi plessi scolastici sono altrove, ma non nel mio paese».

Dove, presidente?
«Abbiamo investito 120 milioni per la costruzione di 14 edifici. A Napoli città, oltre Pianura, è prevista una scuola a San Giovanni a Teduccio (costo quasi 12 milioni). I soldi andranno in molti Comuni. Tra gli altri, Giugliano, Ercolano, Acerra, Vico Equense, Forio, Anacapri, Terzigno. In questi finanziamenti e progetti Sant’Antimo non è inclusa. E sa qual è l’investimento più alto?».

Quale?
«Quello previsto per Pomigliano d’Arco, ben 21,38 milioni. Oltre il 17 per cento del totale».

E quindi?
«Pomigliano è il paese dell’ex assessore Michele Caiazzo. L’iter procedurale di questi investimenti è cominciato con la passata giunta, di cui faceva parte Caiazzo. Noi la stiamo portando avanti senza stare a guardare i certificati di residenza degli amministratori attuali e precedenti».

di Pietro Treccagnoli Il Mattino di Napoli

scelto da Michele Pappacoda