Minori come Pompei? A rischio anche la villa romana della costiera amalfitana

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Il disastro archeologico avvenuto nell’area di Pompei antica, riguardante la cosiddetta “Casa dei gladiatori”, negativo turisticamente e deleterio per l’immagine del Paese, riporta il pensiero ad un sito unico ed interessante che si trova a Minori, nel cuore della costa amalfitana.

La Villa Romana Marittima del 1° secolo è una testimonianza concreta di villa occupata da facoltosi mercanti che avevano scelto Minori quale luogo adatto per i loro ozi. Ebbene, questa monumentale costruzione, in origine a due piani, conta attualmente una quindicina di locali, per buona parte, però, non visitabili, con ampio lato terme, portico con impluvium centrale e con ingresso, seminascosto, lato mare, dove è visistabile anche un corpo di guardia. La costruzione, con buona parte di volte “a botte”, conserva la testimonianza, quasi rara, di una “volta a vela” (archi di pietre concentrici) da cui prendevano esempio i costruttori locali dei secoli scorsi, prima dell’arrivo del cemento armato. La villa attualmente, e da diverso tempo, è assalita da una umidità che, nel tempo, ha danneggiato un pò tutto, anche quegli affreschi che non è stato possibile staccare dalle pareti, per poterli proteggere in luoghi più asciutti; presente, ancora, testimonianze di ingegneria idraulica che non hanno riscontro altrove e pavimenti a mosaico ancora alquanto ben conservati. La scarsa sensibilità, la mancata lungimiranza e lo scarso senso turistico-economico di quanti hanno retto le sorti di Minori hanno contribuito all’abbandono. Encomiabile è solo lo stato del piccolo ed interessante museo che raccoglie pezzi di profondo interesse storico, alcuni dei quali ritrovati nello specchio di mare antistante Minori. Mancano i fondi? Ma i tagli sono cosa recente. Chi ha dormito in passato? E chi si propone per la definitiva valorizzazione, anche se l’inerzia degli addetti è proverbiale? Nessuno porta avanti un discorso per la tutela del sito, data la persistente umidità e la presenza di civili abitazioni sovrastanti che, con l’incuria degli anni, potrebbero correre seri pericoli di stabilità. Un bel giorno calò a Minori dal suo eremo di Ravello anche il ministro Brunetta, per il quale si rimossero le transenne, si accesero le luci, i fari e quanto altro e che promise un suo profondo interessamento per la definitiva valorizzazione del sito e che ne avrebbe parlato col suo collega Biondi per svincolare eventuali fondi da usare per la messa in sicurezza del monumento e per altro. Parole tante, interesse minimo, fatti zero. In un tempo in cui è alle porte l’inaugurazione della indovinata mostra del turismo archeologico ed in un periodo in cui ogni città, piccola o grande che sia, tenta di lanciare nel mondo della cultura e del turismo le proprie memorie storiche ed artistiche, non è giustificato un tale disinteresse per un’area archeologica tra le più interessanti del meridione d’Italia. Persino il presidente della repubblica, Giorgio Napolitana, nel corso della sua recente visita a Minori, ebbe parole di apprezzamento per il sito. La Villa romana di Minori è compresa nell’itinerario che, partendo da Pompei, attraverso Nuceria Alfaterna(Nocera inf.), Tramonti, la stessa Minori, Amalfi, Positano, arriva alla villa di Tiberio a Capri. Quando ci si propone alla guida di una cittadina bisogna saperne sfruttare e valorizzare tutte le potenzialità, di qualsiasi genere, a favore del benessere economico dei propri amministrati. gaspare apicella

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