Sorrento: Bond argentini, un cittadino della costiera vince ricorso per 100mila euro, condannato Banco di Napoli.

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Sorrento: Bond argentini, condannato il Banco di Napoli.

di Vincenzo Maresca.

Sorrento. Condannato a pagare circa 100mila euro di risarcimento danni ad un cliente per non averlo informato sui rischi di perdita del proprio capitale in seguito all’acquisto dei “Bond”, le famigerate obbligazioni argentine sottoscritte prima della bancarotta del 2001. La vicenda vede coinvolta una delle filiali della costiera sorrentina del “San Paolo Banco di Napoli” che con sentenza resa esecutiva dal tribunale di Torre Annunziata dovrà risarcire ad un proprio cliente l’importo pari ad 87.821,37 euro, oltre interessi legali con decorrenza dal momento della valuta, anno 1999, al saldo, spese processuali ed onorari per una cifra finale che supera abbondantemente i 100mila euro. Ad avere soddisfazione davanti al giudice della corte oplontina è stato G. R. , un cittadino della penisola sorrentina che difeso dall’avvocato Carlo Cafiero di Sorrento è riuscito ad avere la meglio sulla mancata informazione in merito alla natura del titolo e sulla inadeguatezza della operazione con relativa inosservanza formale. In pratica i funzionari del “San Paolo Banco di Napoli” preposti al settore investimento nella loro operatività di intermediari autorizzati non hanno saputo consigliare o sconsigliare l’acquisto delle obbligazioni argentine limitandosi alla segnalazione della filiale capogruppo che li definiva addirittura titoli di paesi emergenti. La vicenda dello scandalo legato al crollo delle obbligazioni dello Stato argentino ha coinvolto solamente in Italia circa 400mila persone convinte di investire i propri risparmi con l’acquisto tra il 1997 ed il 2001 dei titoli obbligazionari emessi dalla Repubblica Argentina con un giro di denaro stimato in 20miliardi di euro, pari a quasi 40mila miliardi di vecchie lire. L’emissione dei “Bond” argentini è avvenuta dall’inizio degli anni’90 con una contrattazione sul mercato italiano regolamentato dei capitali che si è ininterrottamente protratta fino a novembre 2001. Dal gennaio 2002 la Repubblica Argentina ha improvvisamente cessato di corrispondere le cedole e di rimborsare il capitale relativo al prestito obbligazionario contratto con i risparmiatori possessori dei titolo acquisiti, ponendo in essere il primo caso al mondo di insolvenza di uno Stato sovrano nell’epoca contemporanea. I risparmiatori italiani, come nel caso specifico il cittadino della costiera sorrentina G. R. , in seguito vittoriosamente difeso dall’avvocato Carlo Cafiero di Sorrento, si sono trovati alle prese con enormi disagi economici derivanti dalla perdita dei capitali investiti. A quello della penisola sorrentina vanno ad aggiungersi decine di altri casi in Italia di persone che ben difese hanno avuto la meglio sulle banche poi condannate a risarcimenti a cinque zeri. Dove sono finiti nel frattempo i soldi dei risparmiatori? Secondo fonti autorevoli dell’economia internazionale l’Argentina possiede il denaro per ripagare i debiti contratti con gli investitori internazionali perché lo Stato sudamericano avrebbe depositato circa 40miliardi di dollari delle proprie riserve presso la “Banca dei Regolamenti Internazionali” con sede a Basilea in Svizzera. Dunque i soldi ci sarebbero e sono proprio in Europa. Le diverse azioni legali, come quella vittoriosamente intrapresa dall’avvocato Carlo Cafiero di Sorrento, aprono nuove possibilità per rientrare dei soldi persi senza aderire ad alcuna transazione proposta dal Governo argentino che sta cercando di convincere gli investitori traditi dai “Bond” a sottoscrivere nuove emissioni come gli “SWAP” che consistono nello scambio di flussi di cassa tra due controparti con contratti nominati che spesso si risolvono in perdita.

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