Giocatrice di pallamano abbandonata al suo destino: sotto accusa una nota società abruzzese

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Riceviamo e pubblichiamo l’articolo del giornalista Domenico Gramazio, che ci racconta la brutta vicenda capitata ad una giocatrice straniera di pallamano. Ora la vicenda è finita in mano agli avvocati, tra i quali c’è anche un professionista salernitano.


Illusa e abbandonata, dopo aver sposato la causa di un sodalizio che le aveva promesso mari e monti. Ora la vicenda è finita nelle mani degli avvocati. E’ quanto successo ad un’atleta, di origini montenegrine, che la scorsa stagione ha militato in una società abruzzese che partecipa al campionato femminile di massima serie di pallamano. I fatti, accaduti la scorsa stagione, fanno riemergere il caso della ‘questione morale’ che da tempo attanaglia gli sport minori, ricchi di storie di atleti che, dopo aver speso una vita ad inseguire i loro sogni, vengono lasciati al loro destino quando non hanno più nulla da dare in campo. E stavolta la storia si è ripetuta, colpendo una delle professioniste più stimate della pallamano montenegrina, che due anni fa aveva accettato di vestire la casacca di una squadra abruzzese. Le cose erano iniziate nel migliore dei modi, ma con il corso del tempo alcune azioni poco piacevoli da parte del club hanno interrotto il feeling che c’era tra le due parti. Le cose sono andate bene fino allo scorso mese di gennaio, periodo in cui la giocatrice, durante una gara di coppa europea, è stata vittima di un grave infortunio, che ora purtroppo l’ha costretta ad abbandonare l’attività agonistica. L’incidente capitato alla ragazza ha cambiato repentinamente il rapporto con la società, che da quel momento in poi ha letteralmente abbandonato la giocatrice di origini montenegrine fino al termine del contratto (maggio 2010) che legava la ragazza al club: l’atleta non percepiva più gli emolumenti concordati con il massimo dirigente del club ma, allo stesso tempo, doveva fare i conti con la dura realtà: vivere in Italia e dover far fronte alle esigenze della vita quotidiana senza ricevere alcun compenso. Ma al danno si aggiunge anche la beffa. La giocatrice, che si era infortunata durante una gara disputata con il club in questione, infatti, ha dovuto provvedere personalmente alle cure mediche del caso visto che la società abruzzese non ha garantito nemmeno l’assistenza sanitaria necessaria alla sua tesserata. Ora il caso è finito tra le mani di un legale salernitano che, attraverso una procedura arbitrale, chiederà di far rispettare i diritti negati alla giocatrice durante la scorsa stagione sportiva. Al momento il sodalizio abruzzese, chiamato in causa in più di un’occasione dall’avvocato campano, ha fatto orecchie da mercante e ignora la vicenda, che però potrebbe assumere aspetti completamenti diversi nel prossimo futuro. L’obiettivo della giocatrice montenegrina è quello di recuperare gli emolumenti non percepiti e le spese mediche anticipate per fare fronte al grave infortunio subito in campo.