Salerno truffa assicurazioni al comune 4 avvocati indagati e deputato PDL Pierro

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SALERNO – Un’opposizione dura in consiglio comunale, Antonio Pierro l’aveva fatta agli inizi della consiliatura. Poi era diventato dialogante, ma quando c’era da affondare il colpo non si era mai tirato indietro. Di certo era uno dei pochi consiglieri del Pdl a non mancare mai ad una inaugurazione programmata dal sindaco Vincenzo De Luca nei vari quartieri della città. Non era però così blando il consigliere quando, in un’aula del Tribunale civile di Salerno, gli spettava, per lavoro, di far valere le ragioni dei suoi assistiti, caduti per strada a causa di una mattonella rotta o di una piccola buca non segnalata, contro il Comune di Salerno. Un avvocato deve rappresentare al meglio gli interessi del proprio clienti, indipendentemente se riveste anche il ruolo di consigliere comunale. L’intoppo, accertato dal nucleo tributario della guardia di finanza di Salerno diretto da Antonio Mancazzo, è stato di aver premuto, forse, troppo la mano, nel procacciare clienti che, secondo le indagini della Procura, non sapevano neanche di aver citato in giudizio il Comune e di farsi rappresentare, nella causa, dal consigliere comunale del Pdl. Perciò, ieri mattina, il gip Giovanna Lerose ha convalidato la richiesta di interdizione temporanea dalla professione avanzata dal pubblico ministero Marinella Guglielmotti. Per due mesi, Antonio Pierro non potrà svolgere la professione di avvocato. E, insieme a lui, dovranno stare lontani dal palazzo di giustizia anche altri tre colleghi: Consiglio Naddeo, Maria Cristina Potente e Eleonora Landi. I quattro avvocati, che lavoravano nello studio legale Pierro-Naddeo, sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Nei guai è finito anche un dipendente dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Giuseppe Ansalone, che avrebbe svolto un ruolo fondamentale nell’operazione illecita che contesta la Procura di Salerno. Perché, da quanto emerge dal provvedimento di convalida del gip lungo 71 pagine, l’operatore sanitario avrebbe individuato i potenziali clienti dello studio legale Pierro-Naddeo. Ansalone poteva accedere tranquillamente alla identificazione delle persone che giungevano in ospedale dopo essere caduti per strada. Contattava gli avvocati che, frattanto, inviavano già al Comune di Salerno una richiesta di risarcimento danni, nonostante non avessero ancora avuto il mandato a difendere gli incidentati. Poi, contattavano i danneggiati e raccontavano di essere stati presenti al momento del sinistro e di conoscere testimoni pronti a far ottenere loro la liquidazione veloce del danno. Sotto inchiesta sono finiti, infatti, anche altre tre persone che si prestavano a fare da testimoni. In questo modo, lo studio legale era riuscito a presentare 40 richieste di risarcimento danni. Che, però, all’agenzia assicurativa di Palazzo di Città, erano sembrate sospette. Scattano allora le denunce, di cui il sindaco De Luca, che ora plaude all’iniziativa, non ha mai fatto mistero nei vari interventi pubblici. Angela Cappetta