Pompei. Cedono altri due muretti, subito riparati

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Pompei. La visita della Commissione cultura della Camera all’area archeologica si è svolta sotto la stella di un nuovo crollo. Il direttore degli scavi, Antonio Varone, dopo una prima smentita, non ha potuto che ammettere «che crollo c’è stato». Il crollo ha interessato una parete grezza realizzato per contenere un terrapieno e un muretto di una insula mai scavata. Secondo il vice soprintendente Varone «il crollo è dovuto alla malta decoesa». Nel corso della visita della commissione parlamentare, tra le antiche vestigia, è echeggiata la notizia di un nuovo crollo. Voce subito smentita dal direttore degli scavi Antonio Varone, ma successivamente confermata. A differenza della segnalazione fatta da uno dei custodi di turno, il 3 novembre, sul cedimento di un muro di contenimento alle spalle della domus crollata tre giorni dopo, i tecnici della soprintendenza sono intervenuti tempestivamente per arginare il nuovo crollo. Sul punto tuttavia ieri la Soprintendenza ha dato la sua versione con una nota nella quale si precisa che «in seguito alla segnalazione del cedimento di un muro di contenimento del terrapieno nel vicoletto di Ifigenia da parte dei custodi in turno «furono effettuati due sopralluoghi», il 4 e il 5 novembre. In conseguenza del secondo controllo, si aggiunge, fu contattata una ditta per il pronto intervento; ma «nessun elemento – continua la nota – poteva far presagire il crollo dell’edificio della Schola Armaturarum» che secondo la Soprintendenza era posta «a notevole distanza dal muro in questione». In ogni caso i membri della commissione parlamentare, nonostante abbiano affermato che «la città antica versa in condizioni da far piangere il cuore», si sono detti ottimisti sul futuro di Pompei, assicurando la ricostruzione della Schola crollata. «Rimetteremo in piedi la casa dei gladiatori. Oggi la tecnologia ci consente di farlo. Pompei è un sito straordinario e lo deve essere anche negli interventi. A vederla in questo stato mi piange il cuore». Esordisce così Valentina Aprea, presidente pdl della Commissione che, ieri, ha guidato la delegazione parlamentare tra le antiche vestigia per comprendere lo stato di gravità in cui versa l’area. Più tecnici e restauratori, il governo tutto, maggioranza e opposizione, ma anche Comune, Regione e privati «dovranno unire le forze individuare un piano strategico per la messa in sicurezza del sito». «Molto polemici sulla gestione della soprintendenza sono stati i parlamentari dell’Italia dei Valori Pierfelice Zazzera e del Pd Eugenio Mazzarella. «Non si possono cambiare soprintendenti ogni tre minuti – ha detto Zazzera -. Gli scavi hanno bisogno di una programmazione seria e duratura nel tempo. Riteniamo serva una gestione sinergica tra forze pubbliche e private e una maggiore efficienza degli organi di controllo». Per Mazzarella «le responsabilità sono del ministro. Bondi porta responsabilità visto che non è riuscito a neanche farsi dare dei fondi dal ministro Tremonti». Presenti alla visita anche il direttore degli scavi Antonio Varone e l’ex soprintendente Giuseppe Proietti, oltre che il sindaco di Pompei Claudio D’Alessio. «Siamo ben contenti che questa Commissione sia venuta qui per rendersi conto della complessità di gestione che un sito archeologico come Pompei comporta», ha commentato la soprintendente Jeannette Papadopoulos. «Ci tengo a ribadire – ha aggiunto – che le segnalazioni riportate dai custodi vengono immediatamente riferite agli uffici tecnici per i controlli necessari, e che in questo caso specifico non era rilevabile alcun elemento di pericolo. In ogni caso è auspicabile il rafforzamento della Soprintendenza in tutte le sue professionalità specialistiche, per affrontare le complessità che interventi di un sito come Pompei comportano». (Susy Malafronte – Il Mattino)

A.C.

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