La crociata dei bambini, affresco contemporaneo della Romania

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In libreria, finalmente anche in Italia, dal 4 Novembre 2010, “La crociata dei bambini”, della scrittrice rumena Floris Ilis, edito da Isbn Edizioni e tradotto da Mauro Barindi. L’opera, già pubblicata e distribuita in vari Paesi europei e non, quali Spagna, Francia, Ungheria ed Israele, ha vinto il premio “Miglior libro straniero 2010” per la rivista “Courier International”, conferito  a tutti quegli scrittori che meglio testimoniano la condizione umana in uno dei Paesi del mondo. La Ilis è una delle voci più originali della narrativa rumena già dal 2000: nata nel 1968, laureatasi presso l’Università “Babes-Bolyai” di Cluj, situata nel nord-ovest della Romania, è già al suo quarto capolavoro. Dopo una raccolta di haiku – poesia dai toni semplici, senza alcun titolo, che elimina fronzoli lessicali e congiunzioni, traendo la sua forza dalle suggestioni della natura e delle stagioni – e i due romanzi “Deposizione dalla croce (2001)” e “La vocazione di Matteo” (2002), accolti favorevolmente sia dalla critica che dal pubblico, come dimostrano le numerose copie vendute, Florina Ilis diviene membro dell’Unione degli Scrittori della Romania. Dagli haiku, il cui ultimo verso è, tradizionalmente, il cosiddetto riferimento stagionale (kigo) – ossia un accenno alla stagione che definisce il momento dell’anno in cui viene composta o al quale è dedicata – approda ad un nuovo stile narrativo, non meno impegnativo. Con maestria catapulta il lettore in una travolgente storia corale, che contrappone spietatamente il mondo degli adulti a quello dei bambini. Basti pensare allo scenario narrato: un treno, una scolaresca, i professori, un viaggio verso il mare. Tutto sembra scorrere tranquillamente, senza intoppi, quando all’improvviso gli studenti della scuola sequestrano il treno e lo dirottano verso Bucarest. Una rivolta inaspettata, un gioco pericoloso che mette a dura prova il governo rumeno, mobilita la stampa nazionale e trasforma l’avventura dei piccoli protagonisti in qualcosa di più grande di loro, che li segnerà per sempre. Un testo che aiuta a riflettere sulla politica e le sorti di un Popolo, quello rumeno, testo definito “un affresco contemporaneo della Romania” dai critici. Per questo toccano le parole dell’autrice: «Poiché si tratta di una sorta di “specchio” della Romania, ho dovuto elaborare praticamente tutto quello che stava accadendo nel paese, sia politicamente che socialmente. I media di oggi sono molto ben rappresentati nel romanzo, il loro ruolo è essenziale per l’azione; ho cercato di capire i meccanismi di costruzione delle immagini multimediali, come essi possano usare il potere che detengono nella società contemporanea, come siano essenziali al tempo che essi rappresentano. Inoltre, dato che il libro include molti “personaggi bambino”, ho cercato di riprodurre il più fedelmente possibile tale universo , di essere a conoscenza di tutto ciò che occupa le menti degli studenti universitari, come la musica che ascoltano, i loro film preferiti, gli attori che amano, i loro idoli sportivi e così via, usando un linguaggio specifico per la loro età, più vicino  a loro e alle loro più profonde preoccupazioni. Non ho trascurato il mondo zingaro, ho cercato di osservare ciò che accade nel nostro quartiere, con una società indifferente: questo mondo ha leggi severe, che respingono il Popolo rumeno con veemenza, non riuscendone a comprendere la cultura».

 

Lidia Ianuario