Massa Lubrense Olio d´oliva dop, annata d´oro ma costa di più

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Massa Lubrense – La campagna olivicola 2010-11 si profila più che buona sia per la quantità produttiva che per la qualità olearia, specie di quella destinata all’olio d’oliva extravergine Dop Penisola sorrentina. Il prezzo dell’olio, tuttavia, subirà un rincaro dovuto al lievitare dei costi aziendali e alla mancata erogazione dei contributi statali derivanti dai finanziamenti Cee. Motivi questi che hanno indotto molte delle 4.000 aziende diffuse sul territorio compreso tra la penisola sorrentina, l’isola di Capri, Vico Equense e i monti Lattari a ridurre impegno e posti di lavoro. Anche quest’anno si registra in costiera sorrentina e negli altri areali dell’olivicoltura (accanto ai comuni di Massa Lubrense, capofila per essere la sede del Consorzio di tutela dell’olio extra vergine Dop Penisola sorrentina, di Sorrento, Capri, Anacapri, Meta, Piano, Sant’Agnello e Vico Equense, vi sono quelli di Gragnano, Lettere, Casola di Napoli, Pimonte ed una piccola zona di Castellammare di Stabia) una soddisfacente raccolta olivicola: più olive dagli oliveti e quindi più olio dai frantoi; e per la massaia qualche euro in più dalla borsa della spesa. La buona resa del rapporto olive-olio tra il 15 e il 18.50 per cento con qualche picco anche al 20 per cento sta favorendo oltre alla produzione un’ottima qualità olearia. «Una felice congiunzione climatica all’inizio dell’estate scorsa tra temperature costantemente calde, ma non umide, e alcune piogge di breve durata – spiegano contadini e operatori dei frantoi – ha tenuto lontana dalle nostre coltivazioni la mosca olearia, l’insetto più nocivo per le preziose drupe: in tal modo abbiamo potuto constatare la buona salute delle olive senza l’uso di anticrittogamici e veder agevolata soprattutto l’opera delle aziende a conduzione biologica». In questi giorni presso le cantine e i “cellai” di molte contrade dei Comuni della Penisola sorrentina, dell’isola azzurra e dei Monti Lattari si apre anche il tradizionale mercato per la famosa “provvista annuale” dell’olio, che quest’anno prevede qualche presenza in meno per il rincaro del prezzo. (Gennaro Pappalardo – Il Mattino)

A.C.