Salerno scontri arechi arresti e feriti

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 E’ di quattro arresti, sette poliziotti feriti, due salernitani denunciati e 160 tifosi veronesi fotografati e identificati il bilancio dei tafferugli scoppiati ieri all’esterno dello stadio Arechi. Gli arrestati sono due salernitani, I.G. di 18 anni e R.D. di 20, e due veronesi, M.D. di 20 anni e D.V.G di 27. Uno dei salernitani era giá sottoposto a Daspo, il divieto di ingresso allo stadio. • Feriti la vice questore De Martino e il primo dirigente Raffaele Battista, che guida la sezione Anticrimine e ieri era responsabile del servizio d’ordine. Il funzionario è stato colpito alla testa da una pietra lanciata dal settore distinti, dov’erano sistemati alcuni facinorosi granata. Ha perso molto sangue ed è stato trasportato in ospedale, dove è stato medicato con due punti di sutura, sottoposto a una Tac, e dimesso con prognosi di cinque giorni. Gli agenti contusi hanno riportato lievi escoriazioni e sono stati curati dal personale medico presente allo stadio. • I veronesi che hanno partecipato alla trasferta erano in larga parte “tesserati”. Sono stati identificati e per loro la Questura di Salerno chiederá la revoca della tessera del tifoso. La Digos è al lavoro da ieri notte: sta visionando tutte le immagini registrate dalla polizia scientifica, ed entro 48 ore potrebbero arrivare altri arresti o altri Daspo. Durante le cariche della polizia, s’è resa necessaria l’esplosione di lacrimogeni. Quattro – «sospinti dal vento» spiegano in Questura – sono finiti sul terreno di gioco e hanno costretto l’arbitro di Salernitana-Verona a sospendere la partita per due minuti. • La guerriglia è cominciata alle 14.25, all’arrivo dei tifosi veronesi allo stadio. A bordo di due autobus e dieci pulmini, erano giá muniti di bottiglie e pietre, pronti allo scontro. Un nutrito gruppo di salernitani era appostato nei pressi del sottopasso ferroviario che separa viale Pastore da via San Leonardo. La fitta sassaiola ha fatto arrestare la marcia dei bus e molti veronesi sono scesi e hanno cercato il contatto con l’opposta fazione. La celere ha contenuto il grosso degli esagitati e ha indirizzato gli autobus nei parcheggi riservati, dietro la curva Nord. Un gruppo di teppisti veneti, però, è sfuggito al controllo. In trenta, a volto coperto, hanno provato a forzare il prefiltraggio e si sono diretti sotto la tribuna. Li hanno attesi i salernitani e nel parcheggio è cominciato il corpo a corpo: auto distrutte, bastoni e bottiglie contro la polizia, caschi lanciati verso la Digos. Dopo il blitz, i veronesi hanno fatto retromarcia verso la Nord ma sono stati intercettati dalla polizia. Uno degli arrestati impugnava un cinturone con la scritta “Forza Nuova”. Tra gli identificati veronesi anche un bancario 48enne, preoccupato per la reazione della moglie. Pasquale Tallarino La Citta