E´ di Ercolano l´ingegnere morto nell´aereo precipitato in Pakistan. Video

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Sciagure aeree in Pakistan e a Cuba: tra le vittime anche due cittadini italiani. Una di queste è un napoletano, Antonio Sasso, di Ercolano. A Karachi un aereo charter dell’Eni con a bordo 21 persone si è schiantato stamattina alle 7.25 ora locale a causa di un guasto al motore. Tutti morti i passeggeri, tra cui un italiano: si tratta dei tre membri dell’equipaggio, un rappresentante della sicurezza aeroportuale, 15 impiegati di Eni e due contrattisti. Vittima operaio specializzato di Ercolano. Antonio Sasso, ingegnere meccanico specializzato, laureato alla facoltà di Ingnegneria dell’Università federico II di Napoli, 29enne residente a Ercolano, è la vittima italiana dell’incidente. Secondo quanto si apprende lavorava per l’Eni da un anno. Nel corso aveva lavorato anche a Dubai e nei paesi arabi. Spesso faceva ritorno ad Ercolano, dove vive la sua famiglia. Alcuni vertici dell’Eni hanno raggiunto l’abitazione dei genitori di Antonio Sasso per un colloquio con i familiari. Commozione a Ercolano. C’è grande commozione trai parenti ed amici di Antonio Sasso. IL 29enne si recava spesso dalla famiglia che risiede ad Ercolano. Amici di infanzia e di studio si stanno recando a casa dei familiari. C’è chi lo ricorda come un ragazzo solare, ma molti, commossi ed addolorati, sono chiusi nel silenzio. Antonio Sasso era appassionato di moto e aveva molti amici. «L’ho conosciuto perché amava parlare di moto – dice un amico che preferisce rimanere anonimo – anche lui possedeva una “Ducati”. Quando si recava ad Ercolano, Antonio amava intrattenersi con gli amici al Granatthan (uno dei locali più famosi della zona del Granatello a Portici). Era un ragazzo sempre sorridente – prosegue l’amico – di cultura, ma umile». Intanto fuori casa dei familiari si stanno formando gruppi di amici in lacrime ed increduli per l’accaduto. Il ricordo degli amici. «Di Antonio Sasso mancherà sicuramente il sorriso e la sua vitalità». Lo dicono gli amici più stretti che, in lacrime, portano conforto al padre Alberto, che anch’egli ingegnere, alla madre Fulvia e a Gianluca il fratello di 26 anni studente universitario. Antonio era da tre anni in Pakistan e da quanto si apprende dagli amici era addetto alle estrazioni nella piattaforma Eni. Tra due settimane si sarebbe dovuto trasferire a Milano per lavoro. «Era un appassionato di arte, di musica e letteratura – dice Francesco Monda, avvocato ed uno dei suoi migliori amici – insieme abbiamo frequentato il liceo classico Flacco a Portici. Antonio era una persona molto decisa, capace di affrontare le problematiche, molto ottimista e generoso e aveva pensieri per tutti. Si apprestava a frequentare un master di specializzazione». Un ricordo molto accorato lo traccia Giulia, la fidanzata del fratello Gianluca. «L’ultima volta che l’abbiamo sentito è stato ieri sera – dice in lacrime – ci aveva chiesto del risultato della partita Liverpool-Napoli. Lui era un tifoso della squadra partenopea. Ci sentivamo spesso anche via e-mail – prosegue Giulia – e ci diceva che presto ci avrebbe portato un carico di sciarpe dal Pakistan». Giulia aggiunge anche che Antonio si sarebbe presto trasferito a Milano con la fidanzata. «Antonio era il fulcro di suo fratello Gianluca. Ora non so come farà senza di lui». La dinamica. Il velivolo tentava di rientrare all’aeroporto internazionale della città dopo aver segnalato un guasto. Il volo, diretto al giacimento di gas di Bhit nella provincia di Sindh, trasportava 21 passeggeri, inclusi 3 membri dell’equipaggio, un rappresentante della sicurezza aeroportuale, 15 impiegati di Eni e due contrattisti. Nello schianto non ci sono stati sopravvissuti, l’aereo è stato completamente distrutto, rendendo più difficile l’identificazione dei cadaveri. Da una prima ricostruzione risulta che l’aereo aveva registrato un guasto al motore appena dopo il decollo e che, dopo aver ricevuto luce verde per il rientro, si è schiantato prima di atterrare. L’Eni in Pakistan è il principale produttore straniero di gas. L’Eni, che estrae il 10% del gas pachistano, utilizza regolarmente piccoli velivoli per trasferire il personale dalla sede di Karachi ai giacimenti del Sindh. Tra le varie licenze, anche quella per il giacimento di gas di Bhit e Badhra, a circa 200 chilometri dalla città portuale di Karachi, dove ha sede il gruppo italiano. Tragedia a Cuba, morti tutti i 68 passeggeri: tra loro un italiano. Un’aereo della linea aerea cubana Aerocaribbean SA airlines è precipitato nell’isola caraibica provocando la morte di tutte le 68 persone a bordo, tra cui un italiano. La tv pubblica ha annunciato che 40 vittime sono cubane, le altre 28 straniere: 9 argentini, 7 messicani, 1 venezuelano, 3 olandesi, 2 austriaci, 1 francese, 1 spagnolo, 2 tedeschi,1 italiano, 1 giapponese. , 28 delle quali straniere. Fra le vittime, secondo il sito cubadebate.cu, vi sarebbe anche un italiano.

Michele Pappacoda