Gragnano. Da mesi i genitori di tre gemelline lanciano il loro grido d´aiuto a tutte le istituzioni

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Da mesi i genitori di tre gemelline di Gragnano lanciano il loro grido d’aiuto alle istituzioni locali, provinciali e regionali affinchè possano ricevere un sostegno nella crescita delle loro figlie. Giunge oggi la notizia che la Regione Campania invita il sindaco del comune di Gragnano ad accogliere la richiesta d’aiuto nell’ambito delle iniziative volte al benessere della comunità territoriale amministrata mediante una integrazione degli interventi programmati nel piano sociale di zona. Il tutto riportato nella nota prot. n. 791253 del 01/10/2010 che la regione Campania, dopo il silenzio della provincia di Napoli ed il no del sindaco di Gragnano, ha inoltrato al primo cittadino della città delle pasta e, per conoscenza, alla signora Adele Afeltra, madre delle tre gemelline. “Ebbene sì – scrive in una lettera la signora Adele – La regione, a differenza di quanto dichiarato dal sindaco avv. Annarita Patriarca, ha ritenuto il nostro appello d’aiuto meritevole di accoglimento, considerando eccezionale la nascita di tre gemelle, invitando il primo cittadino di Gragnano ad attivarsi in un aiuto di natura straordinaria, per consentire alla mia famiglia di beneficiare, almeno nei primi periodi di crescita delle neonate, di un sostegno, anche non economico, che sollevi il carico di lavoro gravante su di me e mio marito, in un momento di particolare crisi, ad esempio, mediante una collaborazione con assistenza domiciliare da parte di operatori sociali o una fornitura di pannolini, di latte e quanto altro può servire per la sana crescita delle gemelline. Speriamo dunque che questa volta il sindaco Annarita Patrirca non rimanga indifferente a tale invito, che si renda conto dell’eccezionalità del caso che in un comune come quello di Gragnano si verifica una volta ogni dieci anni, come appunto la nascita trigemellare. Mi piacerebbe tanto invitare il primo cittadino a trascorrere una giornata insieme a me e mio marito, Salvatore Giordano, e le tre gemelline; magari una domenica, tanto per noi non c’è differenza, dalle 6 del mattino, ora della prima poppata , fino alle due di notte, ora dell’ultima poppata. Farle vivere uno dei tanti momenti che caratterizzano una nostra giornata, come quello di dover far mangiare una bimba, mentre bisogna cambiare il pannolino all’altra e far calmare il pianto dell’altra ancora, e così per tutta la giornata con sole quattro ore di sonno, cercando di far inquadrare tra l’altro tutte quelle che possono essere quotidiane faccende domestiche. Così a fine giornata sarei curiosa sentirmi dire dal sindaco: “signora tutto sommato lei non ha bisogno d’aiuto, può farcela benissimo da sola con suo marito!”. La lettera della signora Adele si conclude con “la speranza, mia e quella di mio marito, che questo appello d’aiuto servi in qualche modo ad attirare l’attenzione delle autorità locali, provinciali e regionali, affinché vengano istituiti incentivi a favore di tutte quelle famiglie che, come la nostra, hanno la fortuna di essere genitori plurigemellari, così come avviene in tante regioni del nord Italia”.

Michele Pappacoda