Rifiuti, scontri a Giugliano: feriti Terzigno alta tensione: qui non si passa. Video

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Napoli sommersa, scade il piano del governo
Il premier aveva promesso soluzione in 10 giorni
Si va verso la chiusura delle scuole

NAPOLI  – Temevano l’arrivo degli autocompattatori già la scorsa notte. Girava una voce: stanno mandando qui 200 camion diretti a Taverna del Re.

Hanno aspettato l’alba davanti ai falò, pronti a bloccare i mezzi che dovranno tornare a sversare rifiuti nella cava Sari di Terzigno. In assenza di notizie ufficiali sulla data di ripresa degli sversamenti, anche stasera verrà rinforzato il presidio alla rotonda di via Panoramica, la strada al confine tra Boscoreale e Terzigno che dà accesso allo sversatoio.

La strategia non cambia. «Se arrivano i camion scatterà la protesa. Non ha – dice Enzo Iandolo, del movimento per la difesa del territorio dell’area vesuviana – nessun senso logico continuare a sversare in questa cava visto che i rifiuti che vi sono stati portati sono già quasi il doppio della capacità indicata per decreto.

La puzza continua ad essere insopportabile. Insomma, non pensiamo che sia assolutamente accettabile un baratto in base al quale si continua a sversare a Cava Sari, dove mancano le condizioni minime di sicurezza per la salute dei cittadini, già dimostrato dai risultati delle analisi finora condotte, in cambio della mancata apertura di Cava Vitiello».

Per Franco Matrone, della rete dei comitati vesuviani, «ci sono troppi punti interrogativi, tante domande alle quali nessuno dà una risposta». «Non si riesce a capire – dice Matron – quando riprenderanno a sversare, chi controllerà, se è vero che effettivamente conferiranno rifiuti solo i 18 comuni dell’area vesuviana, alcuni dei quali non fanno la raccolta differenziata. I sindaci hanno fatto affiggere dei manifesti con i quali festeggiano l’intesa raggiunta con Berlusconi ma senza spiegarne i contenuti in maniera chiara». Matrone ricorda che le analisi nella cava dovrebbero essere completate tra domani e dopodomani.

«Prima di riportare i rifiuti in cava Sari – sottolinea – credo che sarebbe giusto aspettare i risultati. E poi era stato promesso un minimo di attività di messa in sicurezza. Invece la puzza c’è ancora. Che stanno facendo nella discarica?». In questa condizione «non credo – conclude Matrone – che sarà facile sversare». Le mamme vulcaniche oggi sono andate in trasferta a Giugliano, a portare la loro solidarietà ai manifestanti di Taverna del Re.

«Non vogliamo certo che il nostro problema venga scaricato su altri. Noi chiediamo la chiusura e la bonifica di cava Sari insieme con la non apertura di Cava Vitiello. Non crediamo che sia giusto che Giugliano si debba accollare i problemi di Napoli», dice Luisa Lettieri, una delle mamme in prima linea. Mattinata di fortissime tensioni e di scontri tra manifestanti e polizia a Giugliano. Negli scontri avvenuti davanti il sito di Taverna del Re, mentre i cittadini stavano facendo un soft walking, un uomo è rimasto ferito con il volto sanguinante.

Secondo quanto raccontano alcuni testimoni, il manifestante era a mani alzate e stava procedendo lentamente, quando è stato raggiunto da un poliziotto che gli ha sferrato un colpo al viso. Negli scontri è rimasto ferito, anche se in maniera molto lieve, un giovane carabiniere. Il militare è rimasto ferito alzando lo scudo mentre tentava di respingere insieme ai colleghi i manifestanti che volevano impedire il transito degli autocompattatori in uscita dal sito di compostaggio.

Manifestante ferito. Dovrà essere operato al setto nasale il manifestante che ha denunciato di essere stato ferito questa mattina. L’uomo, soccorso all’ospedale di Giugliano, dopo le prime cure è stato dimesso ma si dovrà recare all’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli dove, come hanno prescritto i medici, dovrà subire un intervento per porre rimedio alla deviazione del setto nasale. Si chiama Domenico, per gli amici Mimmo, ha 39 anni, e di professione fa il geometra. È uno dei tanti cittadini di Giugliano che questa mattina, anche approfittando della giornata festiva, è sceso in piazza per urlare la sua rabbia «contro un nuovo oltraggio a questo territorio», dice. L’incidente è avvenuto quando i camion avevano già sversato i rifiuti nel sito e si stavano allontanando per raggiungere via Santa Maria a Cubito. I manifestanti si sono messi dinanzi ed hanno iniziato a passeggiare lentamente così rallentando la marcia degli automezzi. Accanto c’erano alcuni poliziotti. «Uno di questi mi ha chiamato, mi sono voltato ed ho avuto un colpo in pieno volto – dice provato dal dolore Mimmo – ho visto il sangue colare dal naso e sentivo uno di loro che diceva di caricarmi in auto. Poi sono finito a terra». Il geometra ha annunciato che formalizzerà una regolare denuncia affinché sia fatta chiarezza sulle responsabilità dell’episodio.

«Picchiati autisti dell’Asìa». Due autisti dell’Asìa – l’azienda servizi di igiene ambientale che si occupa della raccolta di rifiuti a Napoli – sono stati aggrediti e picchiati a Giugliano. Lo conferma il presidente dell’Asìa, Claudio Cicatiello. L’episodio è avvenuto lungo via Santa Maria a Cubito, nei pressi del mercato ortofrutticolo generale dove i camion si fermano prima di entrare a Cava Giuliani per la cosiddetta “pesa”. Di seguito, poi, i mezzi sarebbero dovuti andare a Taverna del Re. Atti di intemperanza anche nei confronti di altri due mezzi che avevano già scaricato l’immondizia al sito di stoccaggio.

A Giugliano verso chiusura scuole. L’amministrazione comunale di Giugliano chiede l’immediata chiusura del sito di stoccaggio di Taverna del Re. Considerate, poi, le condizioni igienico-sanitarie in cui versa la città, poiché a terra vi sono oltre 1000 tonnellate di spazzatura non raccolta, nelle prossime ore si potrebbe disporre la chiusura delle scuole per la giornata di mercoledì. Intanto una delegazione di consiglieri ha espresso solidarietà al manifestante rimasto ferito.

Scade la promessa del governo. Prima la promessa fatta dal premier il 22 ottobre: «A Napoli tutto ok in dieci giorni». Confermata poi durante la visita di giovedì scorso, il 28 ottobre, ad Acerra: «Tra tre giorni niente più cumuli di rifiuti». Ora il tempo è scaduto, e l’impegno non appare mantenuto. A Napoli in strada ci sono ancora duemila tonnellate di rifiuti non rimossi in ogni parte della città, dal centro alle periferie. I turisti scattano foto ricordo di quella che ormai è parte integrante del paesaggio urbano. Ma ieri il sottosegretario Bertolaso ha affermato: «Emergenza finita, pian piano tutto si risolverà».

A Napoli 2200 tonnellate in strada. Continuano ad aumentare i rifiuti lungo le strade di Napoli: oggi la città si è svegliata con ben 2200 tonnellate in strada. E le immagini che si ripetono lungo le diverse zone sono sempre le stesse: cumuli, enormi, che coprono interi tratti di strada. Le proteste in corso a Giugliano, stanno nettamente rallentando le operazioni di raccolta.

Discarica Giugliano è decisiva. Il sito di Giugliano, in questa fase, secondo quanto anche spiegato dall’assessore all’Igiene Urbana del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli, risulta decisivo: stamattina venti mezzi – con circa 250 tonnellate – sono riusciti a scaricare a Taverna del Re. Altri 40 mezzi stanno effettuando una raccolta straordinaria a Napoli ma potrebbe risultare vano: i camion che sono diretti a Taverna del Re, se non riusciranno a scaricare, potrebbero infatti tornare indietro, restare carichi e, quindi, non poter effettuare un’altra raccolta straordinaria nel pomeriggio. Oggi la quantità di immondizia aumentata rispetto a ieri – quando se ne contavano 1700 tonnellate – è stata determinata dallo scarso conferimento registrato nella notte tra sabato e domenica quando, secondo quanto sottolineato da Giacomelli, nella discarica di Chiaiano sono state scaricate 450 tonnellate, negli Stir di Giugliano e Tufino solo 50 tonnellate e a Taverna del Re solo 400 tonnellate (15 mezzi dopo essere stati in attesa per ore sono tornati indietro carichi). La notte scorsa, invece, 700 tonnellate sono finite nella discarica di Chiaiano e 250 a Taverna del Re.

Troppi rischi, niente polizza per i camion. Ventidue mezzi incendiati, altri sessantadue vandalizzati in pochi mesi: i continui raid contro i camion dei rifiuti napoletani, con relativi assalti agli autisti, scoraggiano le compagnie di assicurazione. Non ce n’è una che voglia assicurare i compattatori che raccolgono la spazzatura a Napoli. Così la Lavajet, una delle imprese che ha vinto l’appalto per svuotare i cassonetti, chiede una nuova proroga di venti giorni all’Asìa. L’amministratore delegato e il sindaco fanno pressing su Enerambiente, la società che già svolge il lavoro in base a una proroga, ma che ha ricevuto una lettera di contestazione per sospetti su una certificazione antimafia.

Cassonetti in fiamme. Rifiuti in fiamme anche la scorsa notte, a Napoli e in provincia. Diversi, circa quaranta, gli interventi dei Vigili del Fuoco. I cassonetti, al pari dei cumuli, sono stati incendiati in diverse zone del centro storico di Napoli ma anche in piazza Garibaldi, nella zona di Capodimonte e molti i roghi a Santa Teresa degli Scalzi. Immondizia bruciata anche in periferia e in provincia. La maggior parte degli interventi dei Vigili del Fuoco si è registrata a Giugliano, Afragola, Casalnuovo. Diverse le auto in sosta che, a seguito, degli incendi hanno subito danni.

A Taverna del Re le mamme vulcaniche. Una delegazione di mamme vulcaniche, impegnate nei giorni scorsi nella rivolta di Terzigno, è giunta a Taverna del Re per portare la solidarietà ai manifestanti che protestano contro la riapertura del sito di ecoballe, disposta dal presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro. A Giugliano ormai i cittadini sono in preda alla disperazione. Non capiscono perché si debba infierire su un territorio già ammalato portando altre 10 mila tonnellate di rifiuti.

Il Mattino di Napoli

scelto da Michele Pappacoda