MORTE SUL LAVORO FRA RAVELLO E ATRANI, PER NICOLA ACAMPORA NESSUN INDAGATO

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Non risulta, per il momento, nessuna persona iscritta nel registro degli indagati, per la morte di Nicola Acampora, il rocciatore di quarantuno anni, deceduto in seguito alla caduta dal costone roccioso di Ravello sul quale stava lavorando dopo esser precipitato ad Atrani il paese della costiera amalfitana al confine con la città della musica

• I carabinieri della compagnia di Amalfi, diretti dal capitano Erminio De Nisco, hanno raccolto tutti gli elementi utili alle indagini. Hanno verbalizzato inoltre le testimonianze degli altri tre operai che si trovano con il quarantunenne, giovedì mattina, su quel maledetto sperone di montagna. • Per completare il puzzle, tuttavia, diventa di fondamentale importanza il rapporto degli ispettori del servizio di prevenzione sul lavoro, che hanno effettuato i sopralluoghi necessari per tentare di ricostruire la dinamica del terribile incidente e stabilire se fossero state adottate tutte le misure di sicurezza previste dalla normativa vigente.  

Anche perché, a quanto pare, l’operaio indossava sia il casco che l’imbracatura e, quindi, non è del tutto chiaro se la caduta nel vuoto sia stata provocata da cause accidentali, come le forti raffiche di vento, oppure da altri motivi prettamente tecnici. Resta, comunque, la circostanza che una nuova tragedia va a caratterizzare il 2010 in Costiera amalfitana. E, per uno strano scherzo del destino, anche stavolta i riflettori della cronaca vengono puntati su Atrani. Perché, ancora una volta, il dramma si è consumato nel territorio comunale piccolo comune costiero: dopo accurate ricerche è stato infatti stabilito come il terreno nel quale è precipitato l’uomo, dopo un volo di oltre trenta metri, rientra, nella giurisdizione di Atrani.

Una sorta di maledizione, dunque, sembra essersi accanita sul caratteristico borgo marinaro, che in pochi mesi ha dovuto fare i conti con ben tre drammi. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato quello di giovedì mattina, che ha visto come protagonista il giovane rocciatore, padre di tre figli. Una famiglia conosciuta anche in Costiera, benché risiedesse ad Agerola, in quanto la moglie di Acampora lavora presso le scuole primarie di Positano, dove insegna religione.

Il quarantunenne era impegnato, assieme ad altri colleghi, per conto di una ditta di Cava de’ Tirreni, a mettere in sicurezza uno sperone di roccia dal quale, più volte nel corso degli ultimi anni, si erano distaccati dei massi, mettendo a rischio l’incolumitá pubblica, in localitá Civita, nel territorio comunale di Ravello. Operazioni che, probabilmente, l’uomo aveva fatto chissá quante altre volte, in quanto richiede un’alta specializzazione. Giovedì, tuttavia, da un momento all’altro, Nicola Acampora ha perso l’equilibrio ed è piombato nel dirupo, trovando la morte. A rendersi conto di cosa fosse accaduto sono stati i proprietari di un terreno, che si trova poco al di sotto della pedonale che da Atrani si inerpica fino a Pontone, una delle frazioni di Scala, che hanno rinvenuto il corpo del povero operaio, che probabilmente è rimbalzato su un cumulo di pietre, sotto una tettoia utilizzata come stenditoio.

Gaetano De Stefano

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