Sant’Agnello. 16 alberi non ci sono più, tagliati platani, lecci e palme

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Sant’Agnello  penisola sorrentina costa di Sorrento Due platani, tre lecci, sei palme, due brachychiton, che si aggiungono al corbezzolo, ai pruni, al carrubo e ai diversi biancospini già scomparsi nei pressi della piazzetta Angri. In tutto sono sedici, gli alberi eliminati a Sant’Agnello per il rifacimento dell’area nei pressi di piazza Matteotti e in via di sostituzione con fioriere. Il Wwf è già sceso in campo, allertato da numerosi cittadini, per stabilire un protocollo d’intesa con i delegati dell’amministrazione comunale. L’incontro è in programma per mercoledì prossimo. Il Wwf ricorda come il piazzale della Libertà sia ormai da anni al centro di uno strano crocevia di alberi: morti, piantati, spiantati, acquistati e spostati. «Il settore verde pubblico del Comune di Sant’Agnello, passato agli onori della cronaca per aver importato in penisola la discutibile moda dell’utilizzo di “prati a rotoli” e di “ulivi secolari” di indubbio effetto ma strapiantati chissà da quali paesaggi – dichiara Claudio d’Esposito presidente del Wwf penisola sorrentina – nonostante le difficoltà economiche non sembra lesinare risorse nel commissionare perizie agronomiche atte ad accertare le sospette e gravi malattie degli alberi comunali e le successive costose operazioni di rimozione degli stessi. La cosa che rattrista di più è il dover constatare come taluni professionisti del “ramo” agronomico, si siano ridotti ad una sorta di “boia” delle piante». Il Wwf inoltre sostiene che i tanti alberi eliminati a Sant’Agnello, fatta eccezione per le palme attaccate dal punteruolo rosso, le cui competenze restano del servizio fitosanitario regionale, potessero continuare a vegetare in sito senza creare alcun problema.
(Anna Lucia Esposito il Corriere del Mezzogiorno)
scelto da Michele Pappacoda