Omicidio Fornelle, nuovi dettagli Eugenio ucciso in sei minuti

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Sono proprio le relazioni tecniche sul caso delle Fornelle a fornire ulteriori elementi probatori sui quali il sostituto procuratore Elena Guarino sta lavorando in questi giorni, prima di depositare all’ufficio gup la propria richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei due indagati, Luca Gentile e Daniela Tura De Marco, la figlia dell’ex carrozziere ucciso a coltellate lo scorso febbraio. La ragazza viene indicata dalla pm nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, come «concorrente morale in funzione agevolatrice e rafforzatrice dell’altrui proposito criminoso». Luca, il suo ormai ex fidanzato, è invece in carcere dalla notte del ritrovamento del cadavere della vittima. 

Dall’esame dei whatsapp che i due fidanzati si sono scambiati nei giorni immediatamente precedenti l’omicidio e in quelli successivi (messaggi da loro cancellati e poi recuperati nell’hard del cellulare dai carabinieri del Racis) emergerebbero delle contraddizioni anche in quello che è sempre stato il racconto del giovane Luca. Una versione dei fatti che il ragazzo avrebbe cambiato, nella dinamica, diverse volte e che ora sarebbe messo nuovamente in dubbio dagli inquirenti. L’omicidio di Eugenio Tura De marco sarebbe difatti avvenuto in soli sei minuti, se non meno. Alle 21.57 difatti Eugenio manda un messaggio a Luca per chiedergli quando va a casa sua per parlare. Alle 22.03, però, c’è già un whatsapp di Luca a Daniela per avvertirla di ciò che era accaduto: della morte del padre. Esattamente sei minuti dopo: troppo poco tempo, i due non avrebbero avuto il tempo di incontrarsi, bere un bicchiere di vino e litigare. La versione sempre sostenuta da Luca sia nella rappresentazione «teatrale» di quanto accaduto (fatta con il pm, i carabinieri e lo spichiatra Antonello Crisci) e sia nell’incidente probatorio (dinanzi al gip Piero Indinnimeo), è sempre stata quella (sia pure spiegata con modalità diverse) per cui i due avrebbero avuto una lite nel corso di una chiacchierata, durante la quale Eugenio avrebbe aggredito Luca costringendo il ragazzo a prendere un coltello dalla cucina della vittima e a ferirlo per difendersi. A questo punto, però, vacillerebbe anche questa ipotesi: Luca potrebbe essere andato lì con la chiara intenzione di ucciderlo.

DI PETRONILLA CARILLO IL MATTINO

Sono proprio le relazioni tecniche sul caso delle Fornelle a fornire ulteriori elementi probatori sui quali il sostituto procuratore Elena Guarino sta lavorando in questi giorni, prima di depositare all’ufficio gup la propria richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei due indagati, Luca Gentile e Daniela Tura De Marco, la figlia dell’ex carrozziere ucciso a coltellate lo scorso febbraio. La ragazza viene indicata dalla pm nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, come «concorrente morale in funzione agevolatrice e rafforzatrice dell’altrui proposito criminoso». Luca, il suo ormai ex fidanzato, è invece in carcere dalla notte del ritrovamento del cadavere della vittima. 

Dall’esame dei whatsapp che i due fidanzati si sono scambiati nei giorni immediatamente precedenti l’omicidio e in quelli successivi (messaggi da loro cancellati e poi recuperati nell’hard del cellulare dai carabinieri del Racis) emergerebbero delle contraddizioni anche in quello che è sempre stato il racconto del giovane Luca. Una versione dei fatti che il ragazzo avrebbe cambiato, nella dinamica, diverse volte e che ora sarebbe messo nuovamente in dubbio dagli inquirenti. L’omicidio di Eugenio Tura De marco sarebbe difatti avvenuto in soli sei minuti, se non meno. Alle 21.57 difatti Eugenio manda un messaggio a Luca per chiedergli quando va a casa sua per parlare. Alle 22.03, però, c’è già un whatsapp di Luca a Daniela per avvertirla di ciò che era accaduto: della morte del padre. Esattamente sei minuti dopo: troppo poco tempo, i due non avrebbero avuto il tempo di incontrarsi, bere un bicchiere di vino e litigare. La versione sempre sostenuta da Luca sia nella rappresentazione «teatrale» di quanto accaduto (fatta con il pm, i carabinieri e lo spichiatra Antonello Crisci) e sia nell’incidente probatorio (dinanzi al gip Piero Indinnimeo), è sempre stata quella (sia pure spiegata con modalità diverse) per cui i due avrebbero avuto una lite nel corso di una chiacchierata, durante la quale Eugenio avrebbe aggredito Luca costringendo il ragazzo a prendere un coltello dalla cucina della vittima e a ferirlo per difendersi. A questo punto, però, vacillerebbe anche questa ipotesi: Luca potrebbe essere andato lì con la chiara intenzione di ucciderlo.

DI PETRONILLA CARILLO IL MATTINO