ALBERGO DEI POVERI O DEI RICCHI? INTERVISTA A PADRE ALEX ZANOTELLI CHE PROTESTA A NAPOLI

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Accade oggi 10 dicembre 2016, con la redazione di Positanonews a Napoli abbiamo incontrato Padre Alex Zanotelli fuori Palazzo San Giacomo (vedi video), sede del Comune di Napoli, a protestare pacificamente per le mancate promesse del riutilizzo di Palazzo Fuga (Real Albergo dei Poveri), opera maestosa voluta dal Re Carlo di Borbone, incaricando appunto l’architetto Ferdinando Fuga nel 1749, allo scopo di creare un luogo pronto a raccogliere i ragazzi meno fortunati, dandogli istruzione e dignità. Vi si insegnavano: lettere, scienze, disegno e musica, “figura e ornamento”, sull’onda del rinnovamento e affidando le possibilità che si offrivano ai derelitti, fu attivo dal 1832 il magistero musicale che contava un organico docente consistente; “un Direttore, un Maestro di Cappella, un Aiutante, un Maestro di Violino, uno di Clarino, uno di Tromba, due di Serpentone, uno di Trombone, uno di Fagotto, uno di Flauto, due di Contrabbasso, uno di Corno, un tamburo maggiore, un Maestro di Tamburo ed un Maestro di Piffero”. Sono le parole scritte da Gianni Vigilante ( architetto e scrittore) in suo saggio intitolato “Albergo dei Poveri” (ISBN 978-88-98654-03 Editore Mediterraneo), e prosegue: La manifattura restava però la destinazione principale. Poteva capitare inoltre che, durante il loro apprendimento, i figli del popolo venissero chiamati a lavorare come apprendisti presso fabbriche e botteghe esterne, anche oltre l’hinterland partenopeo: risulta infatti, dal “Registro degli appuntamenti della Giunta del Real Albergo dei Poveri”, che un gruppo di giovani tra i 14 e 18 anni, offertisi spontaneamente, furono mandati a prestare la loro opera presso il lanificio del barone don Giuseppe Malvica a Palermo.

 

Oltre a Padre Alex, vi era la gente comune che lo aiutava a distribuire il volantino (clicca qui) della protesta, tra cui una rappresentante della Chiesa Valdese (vedi foto). Questa pressione sulle istituzioni comunali è sacrosanta, dobbiamo essere vicino a Padre Alex, per la mancata promessa volta a ripristinare il Palazzo Fuga partendo dalle finalità del progetto originale, quello voluto dal Re Carlo che riassumeva in queste parole il suo principio costituente: “Quel zelo che nutre il nostro Real animo non ci permette di più riguardar con occhio indifferente tutti quei disordini, che derivano da tanti poveri che inondano questa popolatissima Città. […] Quindi per giusta commiserazione […] e per dovuta provvidenza […] abbiamo deliberato di erigere in questa Capitale un generale Albergo dei poveri d’ogni sesso ed età, e di quivi introdurre le proprie e necessarie arti, affinché tal opera riesca grata agli occhi di Dio, e di beneficio a questa Città e Regno. …

Napoli à 25 febbraio 1751. Carlo

Oggi bisogna essere molto attenti quando la classe politica si muove attraverso le istituzioni che controllano, più che maldestri sono furbi, più che incoscienti sono abilissimi e adoratori della menzogna, noi staremo qui a vigilare e denunciare i comportamenti di questi politicanti, con l’intenzione di accorgerci quanto prima eventuali disastri, che l’Albergo resti dei “Poveri”e non diventi “l’Albergo dei Ricchi”

Accade oggi 10 dicembre 2016, con la redazione di Positanonews a Napoli abbiamo incontrato Padre Alex Zanotelli fuori Palazzo San Giacomo (vedi video), sede del Comune di Napoli, a protestare pacificamente per le mancate promesse del riutilizzo di Palazzo Fuga (Real Albergo dei Poveri), opera maestosa voluta dal Re Carlo di Borbone, incaricando appunto l'architetto Ferdinando Fuga nel 1749, allo scopo di creare un luogo pronto a raccogliere i ragazzi meno fortunati, dandogli istruzione e dignità. Vi si insegnavano: lettere, scienze, disegno e musica, “figura e ornamento”, sull'onda del rinnovamento e affidando le possibilità che si offrivano ai derelitti, fu attivo dal 1832 il magistero musicale che contava un organico docente consistente; “un Direttore, un Maestro di Cappella, un Aiutante, un Maestro di Violino, uno di Clarino, uno di Tromba, due di Serpentone, uno di Trombone, uno di Fagotto, uno di Flauto, due di Contrabbasso, uno di Corno, un tamburo maggiore, un Maestro di Tamburo ed un Maestro di Piffero”. Sono le parole scritte da Gianni Vigilante ( architetto e scrittore) in suo saggio intitolato “Albergo dei Poveri” (ISBN 978-88-98654-03 Editore Mediterraneo), e prosegue: La manifattura restava però la destinazione principale. Poteva capitare inoltre che, durante il loro apprendimento, i figli del popolo venissero chiamati a lavorare come apprendisti presso fabbriche e botteghe esterne, anche oltre l'hinterland partenopeo: risulta infatti, dal “Registro degli appuntamenti della Giunta del Real Albergo dei Poveri”, che un gruppo di giovani tra i 14 e 18 anni, offertisi spontaneamente, furono mandati a prestare la loro opera presso il lanificio del barone don Giuseppe Malvica a Palermo.

 

Oltre a Padre Alex, vi era la gente comune che lo aiutava a distribuire il volantino (clicca qui) della protesta, tra cui una rappresentante della Chiesa Valdese (vedi foto). Questa pressione sulle istituzioni comunali è sacrosanta, dobbiamo essere vicino a Padre Alex, per la mancata promessa volta a ripristinare il Palazzo Fuga partendo dalle finalità del progetto originale, quello voluto dal Re Carlo che riassumeva in queste parole il suo principio costituente: “Quel zelo che nutre il nostro Real animo non ci permette di più riguardar con occhio indifferente tutti quei disordini, che derivano da tanti poveri che inondano questa popolatissima Città. […] Quindi per giusta commiserazione […] e per dovuta provvidenza […] abbiamo deliberato di erigere in questa Capitale un generale Albergo dei poveri d'ogni sesso ed età, e di quivi introdurre le proprie e necessarie arti, affinché tal opera riesca grata agli occhi di Dio, e di beneficio a questa Città e Regno. …

Napoli à 25 febbraio 1751. Carlo

Oggi bisogna essere molto attenti quando la classe politica si muove attraverso le istituzioni che controllano, più che maldestri sono furbi, più che incoscienti sono abilissimi e adoratori della menzogna, noi staremo qui a vigilare e denunciare i comportamenti di questi politicanti, con l'intenzione di accorgerci quanto prima eventuali disastri, che l'Albergo resti dei “Poveri”e non diventi “l'Albergo dei Ricchi”