Marittimi sorrentini, continua la via crucis presso la Capitaneria di Porto, per aggiornare il libretto di navigazione.

0

di Salvatore Caccaviello

In fila dalle prime ore del mattino, in condizioni assurde a causa di metodi obsoleti, è quanto quotidianamente si sta verificando all’Ufficio Gente di Mare  presso la Capitaneria di Castellammare di Stabia. Ancora una volta professionisti altamente specializzati vengono trattati anche dalle Istituzioni come lavoratori di bassa categoria.

Castellammare di Stabia – Sono oltre un migliaio gli Ufficiali di Coperta e di Macchina  sia della penisola sorrentina che dell’area stabiese, che in questo periodo sono chiamati ad aggiornare il libretto di navigazione presso la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia Al di là che soltanto tali titoli periodicamente vanno aggiornati  pena la cancellazione e la perdita del titolo professionale, situazione che  non si verifica  con nessuna altra categoria professionale; come se un avvocato, un ingegnere o altri professionisti  che non operano per un determinato periodo di tempo, se non aggiornati, venissero poi cancellati dagli albi e di conseguenza subire finanche la perdita del titolo professionale; ebbene tale situazione si verifica altresì per coloro che dopo anni di studi e corsi di specializzazione, con sacrifici ed anni di navigazione alle spalle, sono in possesso dei titoli professionali di Capitani, Direttori di Macchina ed Ufficiali di Coperta e di Macchina.  Il tutto scaturisce dalle norme imposte dalla Convenzione Internazionale sugli Standard di Addestramento, Abilitazione e tenuta della guardia per i marittimi, nota anche come Convenzione STCW ’78 o semplicemente STCW (Standards of Training, Certification and Watchkeeping for Seafarers), è una convenzione internazionale  adottata nel1978 dall’IMO (Organizzazione  Marittima internazionale), periodicamente ,aggiorna determinati parametri  circa le norme che stabiliscono  le certificazioni che devono essere in possesso degli Ufficiali addetti alla Guardia. Come stabilito nel 2010 a Manila determinati standard sono diventati molto più severi  e devono essere certificati con corsi specializzati, talvolta molto costosi soprattutto per gli Ufficiali alle prime armi,  riconosciuti poi dalle Capitanerie di Porto, pena l’idoneità all’imbarco nonostante in possesso del titolo professionale.

 Non solo a rendere ancora più ostico e complicato tale periodico passaggio viene imposta anche una scadenza temporale, che in questa occasione è stata fissata per il 1 gennaio 2017.  Un tempo limitato, che visto la quantità dei richiedenti ed i mezzi ancora antiquati che dispone l’Ufficio Gente di Mare, presso i quali la informatizzazione sembrerebbe ancora lontana dall’essere applicata, costringe tutti coloro in possesso di titolo professionale a sottoporsi a levatacce nel cuore della notte per mettersi in fila presso la Capitaneria, nonostante gli uffici aprano alle otto e trenta del mattino. Onde poter entrare in quei venti fortunati che giornalmente l’Ufficio riesce, in tale particolare contesto, a regolarizzare. Vari sono stati ,finora gli episodi incresciosi che si sono verificati all’esterno della Capitaneria, a causa della tensione che metodi così antiquati praticati dagli uffici preposti, generano in coloro che nonostante rigore e pazienza , sono costretti a subire.  Una situazione che senz’altro non fa onore sia alla Capitaneria di Porto che alle Istituzioni preposte . Ancora una volta, come spesso capita in questo Paese, coloro che con sacrificio producono e mantengono alto  il nome delle capacità professionali italiane a livello mondiale, come nel caso della marineria italiana, categoria altamente specializzata, a causa di metodi obsoleti devono essere sottoposti ad assurde e mortificanti situazioni, che in altri paesi sarebbero del tutto intollerabili. – 08 dicembre 2016 – salvatorecaccaviello.

di Salvatore Caccaviello

In fila dalle prime ore del mattino, in condizioni assurde a causa di metodi obsoleti, è quanto quotidianamente si sta verificando all’Ufficio Gente di Mare  presso la Capitaneria di Castellammare di Stabia. Ancora una volta professionisti altamente specializzati vengono trattati anche dalle Istituzioni come lavoratori di bassa categoria.

Castellammare di Stabia – Sono oltre un migliaio gli Ufficiali di Coperta e di Macchina  sia della penisola sorrentina che dell’area stabiese, che in questo periodo sono chiamati ad aggiornare il libretto di navigazione presso la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia Al di là che soltanto tali titoli periodicamente vanno aggiornati  pena la cancellazione e la perdita del titolo professionale, situazione che  non si verifica  con nessuna altra categoria professionale; come se un avvocato, un ingegnere o altri professionisti  che non operano per un determinato periodo di tempo, se non aggiornati, venissero poi cancellati dagli albi e di conseguenza subire finanche la perdita del titolo professionale; ebbene tale situazione si verifica altresì per coloro che dopo anni di studi e corsi di specializzazione, con sacrifici ed anni di navigazione alle spalle, sono in possesso dei titoli professionali di Capitani, Direttori di Macchina ed Ufficiali di Coperta e di Macchina.  Il tutto scaturisce dalle norme imposte dalla Convenzione Internazionale sugli Standard di Addestramento, Abilitazione e tenuta della guardia per i marittimi, nota anche come Convenzione STCW '78 o semplicemente STCW (Standards of Training, Certification and Watchkeeping for Seafarers), è una convenzione internazionale  adottata nel1978 dall’IMO (Organizzazione  Marittima internazionale), periodicamente ,aggiorna determinati parametri  circa le norme che stabiliscono  le certificazioni che devono essere in possesso degli Ufficiali addetti alla Guardia. Come stabilito nel 2010 a Manila determinati standard sono diventati molto più severi  e devono essere certificati con corsi specializzati, talvolta molto costosi soprattutto per gli Ufficiali alle prime armi,  riconosciuti poi dalle Capitanerie di Porto, pena l’idoneità all’imbarco nonostante in possesso del titolo professionale.

 Non solo a rendere ancora più ostico e complicato tale periodico passaggio viene imposta anche una scadenza temporale, che in questa occasione è stata fissata per il 1 gennaio 2017.  Un tempo limitato, che visto la quantità dei richiedenti ed i mezzi ancora antiquati che dispone l’Ufficio Gente di Mare, presso i quali la informatizzazione sembrerebbe ancora lontana dall’essere applicata, costringe tutti coloro in possesso di titolo professionale a sottoporsi a levatacce nel cuore della notte per mettersi in fila presso la Capitaneria, nonostante gli uffici aprano alle otto e trenta del mattino. Onde poter entrare in quei venti fortunati che giornalmente l’Ufficio riesce, in tale particolare contesto, a regolarizzare. Vari sono stati ,finora gli episodi incresciosi che si sono verificati all’esterno della Capitaneria, a causa della tensione che metodi così antiquati praticati dagli uffici preposti, generano in coloro che nonostante rigore e pazienza , sono costretti a subire.  Una situazione che senz’altro non fa onore sia alla Capitaneria di Porto che alle Istituzioni preposte . Ancora una volta, come spesso capita in questo Paese, coloro che con sacrificio producono e mantengono alto  il nome delle capacità professionali italiane a livello mondiale, come nel caso della marineria italiana, categoria altamente specializzata, a causa di metodi obsoleti devono essere sottoposti ad assurde e mortificanti situazioni, che in altri paesi sarebbero del tutto intollerabili. – 08 dicembre 2016salvatorecaccaviello.

Lascia una risposta