Il Pastry Chef Mario Di Costanzo presenta la sua nuova “cassata nera”

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Rappresentante dell’ultima generazione della storicizzata pasticceria di famiglia di Piazza Cavour, il giovane ed innovativo pastry chef Mario Di Costanzo continua a stupire con le sue bontà. Tant’è che venerdì, 9 dicembre alle ore 12.00, all’interno ed all’esterno della nota pasticceria di piazza Cavour, 133-135 a Napoli, presenta alla stampa, ai foodblogger ed al pubblico, la sua nuova “Cassata Nera”. Un dolce che in prossimità delle festività natalizie farà sicuramente tanto parlare di sé. Con ingredienti naturali e selezionati come: Ricotta di pecora, Arancia di Sicilia, Mandorle e Cioccolato, la rivisitazione della tradizionale “cassata” pensata dal popolare ed apprezzato maestro pasticcere sarà anche gradita da chi non ama troppo lo zucchero. Le specialità di Di Costanzo quindi, da venerdì, con la nuova arrivata “Cassata Nera” aumenteranno ancora di numero attraendo in maggiore misura le persone e gli esperti buongustai sistematicamente affascinati dalle delizie e dalle infinite creazioni dell’ apprezzato pastry chef. Già pasticcere a 18 anni e figlio d’arte, suo padre è il bravo maestro pasticcere Umberto Di Costanzo, Mario, ha frequentato i più prestigiosi corsi di formazione del settore, fino a quando, a soli 27 anni, forte della competenza acquisita, ha aperto un nuovo e più centrale negozio. In piazza Cavour, dove oggi crea e lavora, Di Costanzo, mette giorno dopo giorno in pratica quanto appreso in tanti anni di studio e gavetta mantenendosi perfettamente in equilibrio tra l’innovazione e la grande tradizione portata avanti dalla famiglia. Famoso a livello internazionale per il suo “Babamisù”, per le personalissime e colorate torte, tra cui quelle chiamate: “Passione”, “Follia”, “Gelosia” e “Speranza” e per la sua piccola pasticceria moderna, Di Costanzo è docente in varie scuole di formazione per professionisti e per amatori. Tra i suoi propositi, la voglia di diffondere la sapienza del gusto, dei sapori e della genuinità, reinterpretando con l’ausilio di tecniche di nuova generazione antiche e raffinate ricette.Rappresentante dell’ultima generazione della storicizzata pasticceria di famiglia di Piazza Cavour, il giovane ed innovativo pastry chef Mario Di Costanzo continua a stupire con le sue bontà. Tant’è che venerdì, 9 dicembre alle ore 12.00, all’interno ed all’esterno della nota pasticceria di piazza Cavour, 133-135 a Napoli, presenta alla stampa, ai foodblogger ed al pubblico, la sua nuova “Cassata Nera”. Un dolce che in prossimità delle festività natalizie farà sicuramente tanto parlare di sé. Con ingredienti naturali e selezionati come: Ricotta di pecora, Arancia di Sicilia, Mandorle e Cioccolato, la rivisitazione della tradizionale “cassata” pensata dal popolare ed apprezzato maestro pasticcere sarà anche gradita da chi non ama troppo lo zucchero. Le specialità di Di Costanzo quindi, da venerdì, con la nuova arrivata “Cassata Nera” aumenteranno ancora di numero attraendo in maggiore misura le persone e gli esperti buongustai sistematicamente affascinati dalle delizie e dalle infinite creazioni dell’ apprezzato pastry chef. Già pasticcere a 18 anni e figlio d’arte, suo padre è il bravo maestro pasticcere Umberto Di Costanzo, Mario, ha frequentato i più prestigiosi corsi di formazione del settore, fino a quando, a soli 27 anni, forte della competenza acquisita, ha aperto un nuovo e più centrale negozio. In piazza Cavour, dove oggi crea e lavora, Di Costanzo, mette giorno dopo giorno in pratica quanto appreso in tanti anni di studio e gavetta mantenendosi perfettamente in equilibrio tra l’innovazione e la grande tradizione portata avanti dalla famiglia. Famoso a livello internazionale per il suo “Babamisù”, per le personalissime e colorate torte, tra cui quelle chiamate: “Passione”, “Follia”, “Gelosia” e “Speranza” e per la sua piccola pasticceria moderna, Di Costanzo è docente in varie scuole di formazione per professionisti e per amatori. Tra i suoi propositi, la voglia di diffondere la sapienza del gusto, dei sapori e della genuinità, reinterpretando con l’ausilio di tecniche di nuova generazione antiche e raffinate ricette.