Avellino,Novellino sistemare la difesa e battere l’Ascoli

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 Il lavoro sulla testa continua. È ovvio. Impossibile fermarsi dopo solo due allenamenti. Walter Novellino si sta concentrando su questo aspetto con una metodologia semplice: parlare con i calciatori, in campo e fuori, cercando di comprendere cosa non va, per trovare le giuste soluzioni. L’atmosfera sembra più serena e le polemiche (almeno per il momento) azzerate, come dimostrano anche gli applausi degli infreddoliti cinquanta tifosi a fine partita, ed il fatto che ora siano tutti più fiduciosi, dimenticando però che è cambiato solo l’uomo al comando, non certo gli altri undici in campo. Ma tant’è. Il calcio è questo e non subisce rivoluzioni improvvise. Così i responsi sono dati sempre dal terreno di gioco. Intanto ieri, su quello del «Partenio-Lombardi», si è svolta la prima amichevole dell’era Novellino. Certo la Primavera di Cioffi è un avversario indicativo fino a un certo punto, ma alcuni dati sono sembrati chiari. Prima di tutto la squadra ha voglia di riscatto ed in particolare che gli attaccanti hanno l’adrenalina alta, quella che sale sempre di più soprattutto quando il gol manca come l’aria. Le doppiette di Verde e Mokulu e la rete a testa siglata da Ardemagni e Castaldo ne sono la testimonianza palese. Ognuno di loro, per motivi diversi, cerca un posto al sole. Ardemagni, che con Novellino a Modena ha avuto la consacrazione da bomber di razza, sogna una esultanza di quelle che restano nella storia, casomai in un derby. Mokulu vuole cancellare quel maledetto zero e ritornare quello della scorsa stagione, o almeno assomigliargli. Castaldo scalpita per riprendersi il ruolo di leader, come ha sempre fatto da quando è ad Avellino. E poi Verde, talento che brucia sotto la cenere, ma che non riesce ad accendersi, per una serie di motivi che non sono dipesi solo da Toscano, ma anche da lui. Nel primo tempo comunque il tecnico di Montemarano ha schierato una difesa del tutto inedita. Davanti a Radunovic, riconfermato Gonzalez a destra con Djimsiti e Perrotta centrali. A sinistra spazio a Donkor che più volte Novellino ha richiamato invitandolo a concentrarsi e a rispettare le posizioni. Ma viste le prestazioni (disastrose) del difensore scuola Inter a destra, appare davvero difficile che possa fare meglio sulla corsia opposta. Centrocampo fisico con Jidayi (sempre più candidato ad un posto da titolare) e Lasik, sulle fasce Verde a destra (che però si è più volte accentrato) e Crecco sull’out opposto. In attacco la coppia Castaldo-Ardemagni, quella per la quale salgono le quotazioni in vista della sfida con l’Ascoli. Ad aprire le danze ha pensato Ardemagni, seguito da Verde, poi Castaldo e di nuovo l’ex Roma. Nella ripresa carte mischiate e nuovo undici composto da Frattali in porta, Cozzolino e Asmah terzini e coppia centrale D’Attilio-Diallo. Sulla mediana D’Angelo e Omeonga supportati da Belloni e Bidaoui sugli esterni. In attacco l’inedito duo Camara-Mokulu. Le marcature portano la firma di Belloni, Diallo, più la doppietta di Mokulu, che di tacco strappa applausi e fa venire più di un rimpianto. In tribuna stampa la dirigenza biancoverde al completo ha osservato tutto dall’alto. C’era anche Andrea Pasini, agente di Angelo d’Angelo, di passaggio ad Avellino, che haa approfittato per salutare il presidente Taccone, De Vito e Taccone junior. Il discorso legato al rinnovo del capitano è rinviato, ma solo di qualche settimana. Oggi allenamento a porte chiuse, domani prima conferenza stampa di presentazione del match con l’Ascoli di Novellino.

Difesa colabrodo, biancoverdi alla ricerca della solidità

 

Fiducia e grinta. Parte da qui l’Avellino di Walter Novellino per provare ad invertire la rotta di gioco e di risultati che ha determinato l’allontanamento di Mimmo Toscano. Quella biancoverde, come ha avuto modo di osservare il tecnico di Montemarano sin dalla sua presentazione, è una squadra che va recuperata innanzitutto dal punto di vista psicologico. Mentalità vincente, fiducia nei propri mezzi e cattiveria agonistica: è così che si vincono le partite. Il lavoro di recupero che attende il neo tecnico irpino è ancora lungo, anche se il primo impegno è ufficiale è ormai alle porte. Contro l’Ascoli si vedrà un Avellino che avrà già le sembianze del suo allenatore. I correttivi che Novellino apporterà, al di là del modulo, interesseranno probabilmente tutti i reparti. Il primo ballottaggio riguarda la porta. Con Toscano, Boris Radunovic ha avuto più chance rispetto al compagno Pierluigi Frattali. Il portiere dell’Under 21 serba è stato schierato in dieci occasioni e vanta un passivo di dodici reti subite. Con lui tra i pali, l’Avellino ha conquistato due vittorie, quattro pareggi ed altrettante sconfitte. Sei, invece, sono le occasioni in cui a partire titolare è stato il numero uno romano, che ha incassato nove reti e parato un rigore ad Antenucci della Spal. Con Frattali in porta l’Avellino ha collezionato due successi e quattro sconfitte. La difesa è il reparto che ha subito più modifiche nei numerosi assetti proposti dal tecnico calabrese. Il calciatore più presente è stato Alejandro Gonzalez, un fedelissimo di Toscano, in campo in ben 15 occasioni. Sia nello schieramento a tre che come esterno destro nella difesa a quattro, l’uruguagio, a dispetto della fama con cui era arrivato in Irpinia, non si può dire che abbia brillato. Meglio di lui ha fatto, senza ombra di dubbio, l’albanese Berat Djimsiti che, al momento, sembra essere l’unico inamovibile. Qualche chance in più potrebbero averla Layousse Diallo e Isaac Donkor, esterni più di ruolo, accantonati da Toscano dopo un avvio non certo esaltante per entrambi. Con 21 reti al passivo, la retroguardia irpina è tra le più perforate del torneo: peggio hanno fatto solo Brescia (25), Pro Vercelli (22), Ternana (22) e Vicenza (22). Il reparto difensivo è dunque quello su cui occorre lavorare maggiormente per conferire quella serenità che è mancata nelle prime sedici giornate, come si evince anche andando a leggere i numeri relativi alla distribuzione dei gol subiti: ben 12, vale a dire il 56% del totale, l’Avellino li ha subiti nei minuti finali di ciascun tempo. Capitolo centrocampo. Il paradosso è che il reparto che ha palesato le maggiori lacune è quello che, in termini di realizzazioni, ha garantito il maggior apporto alla causa. Sono infatti 4 le reti messe a segno dai centrocampisti e, eccezion fatta per quella realizzata da Nicolò Belloni a Verona, le altre sono state tutte pesanti e decisive, garantendo addirittura nove punti, grazie alle conclusioni vincenti di Angelo D’Angelo contro Spezia e Pisa e di Richard Lasik contro la Ternana. Il reparto da cui ci si attende la riscossa è senza dubbio l’attacco, a detta di tutti tra i meglio assortiti della categoria ma che nella gestione Toscano non ha punto affatto. Cinque i gol complessivamente messi segno (2 Daniele Verde, 2 Matteo Ardemagni ed 1 Gigi Castaldo) che hanno fruttato appena cinque punti. Poco per il potenziale di Castaldo e soci ma sicuramente in linea con quanto hanno espresso finora.

 

fonte:ilmattino

 Il lavoro sulla testa continua. È ovvio. Impossibile fermarsi dopo solo due allenamenti. Walter Novellino si sta concentrando su questo aspetto con una metodologia semplice: parlare con i calciatori, in campo e fuori, cercando di comprendere cosa non va, per trovare le giuste soluzioni. L'atmosfera sembra più serena e le polemiche (almeno per il momento) azzerate, come dimostrano anche gli applausi degli infreddoliti cinquanta tifosi a fine partita, ed il fatto che ora siano tutti più fiduciosi, dimenticando però che è cambiato solo l'uomo al comando, non certo gli altri undici in campo. Ma tant'è. Il calcio è questo e non subisce rivoluzioni improvvise. Così i responsi sono dati sempre dal terreno di gioco. Intanto ieri, su quello del «Partenio-Lombardi», si è svolta la prima amichevole dell'era Novellino. Certo la Primavera di Cioffi è un avversario indicativo fino a un certo punto, ma alcuni dati sono sembrati chiari. Prima di tutto la squadra ha voglia di riscatto ed in particolare che gli attaccanti hanno l'adrenalina alta, quella che sale sempre di più soprattutto quando il gol manca come l'aria. Le doppiette di Verde e Mokulu e la rete a testa siglata da Ardemagni e Castaldo ne sono la testimonianza palese. Ognuno di loro, per motivi diversi, cerca un posto al sole. Ardemagni, che con Novellino a Modena ha avuto la consacrazione da bomber di razza, sogna una esultanza di quelle che restano nella storia, casomai in un derby. Mokulu vuole cancellare quel maledetto zero e ritornare quello della scorsa stagione, o almeno assomigliargli. Castaldo scalpita per riprendersi il ruolo di leader, come ha sempre fatto da quando è ad Avellino. E poi Verde, talento che brucia sotto la cenere, ma che non riesce ad accendersi, per una serie di motivi che non sono dipesi solo da Toscano, ma anche da lui. Nel primo tempo comunque il tecnico di Montemarano ha schierato una difesa del tutto inedita. Davanti a Radunovic, riconfermato Gonzalez a destra con Djimsiti e Perrotta centrali. A sinistra spazio a Donkor che più volte Novellino ha richiamato invitandolo a concentrarsi e a rispettare le posizioni. Ma viste le prestazioni (disastrose) del difensore scuola Inter a destra, appare davvero difficile che possa fare meglio sulla corsia opposta. Centrocampo fisico con Jidayi (sempre più candidato ad un posto da titolare) e Lasik, sulle fasce Verde a destra (che però si è più volte accentrato) e Crecco sull'out opposto. In attacco la coppia Castaldo-Ardemagni, quella per la quale salgono le quotazioni in vista della sfida con l'Ascoli. Ad aprire le danze ha pensato Ardemagni, seguito da Verde, poi Castaldo e di nuovo l'ex Roma. Nella ripresa carte mischiate e nuovo undici composto da Frattali in porta, Cozzolino e Asmah terzini e coppia centrale D'Attilio-Diallo. Sulla mediana D'Angelo e Omeonga supportati da Belloni e Bidaoui sugli esterni. In attacco l'inedito duo Camara-Mokulu. Le marcature portano la firma di Belloni, Diallo, più la doppietta di Mokulu, che di tacco strappa applausi e fa venire più di un rimpianto. In tribuna stampa la dirigenza biancoverde al completo ha osservato tutto dall'alto. C'era anche Andrea Pasini, agente di Angelo d'Angelo, di passaggio ad Avellino, che haa approfittato per salutare il presidente Taccone, De Vito e Taccone junior. Il discorso legato al rinnovo del capitano è rinviato, ma solo di qualche settimana. Oggi allenamento a porte chiuse, domani prima conferenza stampa di presentazione del match con l'Ascoli di Novellino.

Difesa colabrodo, biancoverdi alla ricerca della solidità

 

Fiducia e grinta. Parte da qui l'Avellino di Walter Novellino per provare ad invertire la rotta di gioco e di risultati che ha determinato l'allontanamento di Mimmo Toscano. Quella biancoverde, come ha avuto modo di osservare il tecnico di Montemarano sin dalla sua presentazione, è una squadra che va recuperata innanzitutto dal punto di vista psicologico. Mentalità vincente, fiducia nei propri mezzi e cattiveria agonistica: è così che si vincono le partite. Il lavoro di recupero che attende il neo tecnico irpino è ancora lungo, anche se il primo impegno è ufficiale è ormai alle porte. Contro l'Ascoli si vedrà un Avellino che avrà già le sembianze del suo allenatore. I correttivi che Novellino apporterà, al di là del modulo, interesseranno probabilmente tutti i reparti. Il primo ballottaggio riguarda la porta. Con Toscano, Boris Radunovic ha avuto più chance rispetto al compagno Pierluigi Frattali. Il portiere dell'Under 21 serba è stato schierato in dieci occasioni e vanta un passivo di dodici reti subite. Con lui tra i pali, l'Avellino ha conquistato due vittorie, quattro pareggi ed altrettante sconfitte. Sei, invece, sono le occasioni in cui a partire titolare è stato il numero uno romano, che ha incassato nove reti e parato un rigore ad Antenucci della Spal. Con Frattali in porta l'Avellino ha collezionato due successi e quattro sconfitte. La difesa è il reparto che ha subito più modifiche nei numerosi assetti proposti dal tecnico calabrese. Il calciatore più presente è stato Alejandro Gonzalez, un fedelissimo di Toscano, in campo in ben 15 occasioni. Sia nello schieramento a tre che come esterno destro nella difesa a quattro, l'uruguagio, a dispetto della fama con cui era arrivato in Irpinia, non si può dire che abbia brillato. Meglio di lui ha fatto, senza ombra di dubbio, l'albanese Berat Djimsiti che, al momento, sembra essere l'unico inamovibile. Qualche chance in più potrebbero averla Layousse Diallo e Isaac Donkor, esterni più di ruolo, accantonati da Toscano dopo un avvio non certo esaltante per entrambi. Con 21 reti al passivo, la retroguardia irpina è tra le più perforate del torneo: peggio hanno fatto solo Brescia (25), Pro Vercelli (22), Ternana (22) e Vicenza (22). Il reparto difensivo è dunque quello su cui occorre lavorare maggiormente per conferire quella serenità che è mancata nelle prime sedici giornate, come si evince anche andando a leggere i numeri relativi alla distribuzione dei gol subiti: ben 12, vale a dire il 56% del totale, l'Avellino li ha subiti nei minuti finali di ciascun tempo. Capitolo centrocampo. Il paradosso è che il reparto che ha palesato le maggiori lacune è quello che, in termini di realizzazioni, ha garantito il maggior apporto alla causa. Sono infatti 4 le reti messe a segno dai centrocampisti e, eccezion fatta per quella realizzata da Nicolò Belloni a Verona, le altre sono state tutte pesanti e decisive, garantendo addirittura nove punti, grazie alle conclusioni vincenti di Angelo D'Angelo contro Spezia e Pisa e di Richard Lasik contro la Ternana. Il reparto da cui ci si attende la riscossa è senza dubbio l'attacco, a detta di tutti tra i meglio assortiti della categoria ma che nella gestione Toscano non ha punto affatto. Cinque i gol complessivamente messi segno (2 Daniele Verde, 2 Matteo Ardemagni ed 1 Gigi Castaldo) che hanno fruttato appena cinque punti. Poco per il potenziale di Castaldo e soci ma sicuramente in linea con quanto hanno espresso finora.

 

fonte:ilmattino