Droga in Costiera amalfitana “Isola felice”. Le condanne più gravi a due giovani di Ravello

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Droga in Costiera amalfitana “Isola felice”. Le condanne più gravi a due giovani di Ravello. Ne parla oggi La Città di Salerno .  Condanne lievi per i singoli pusher, pene più pesanti per gli organizzatori. Ieri pomeriggio sono arrivate le sentenze di primo grado relative all’operazione antidroga in Costiera amalfitana denominata “Isola felice”. Il gup Pietro Indinnimeo del tribunale di Salerno ha sciolto le riserve su quanti hanno chiesto di essere giudicati con riti alternativi, ventinove su trentadue. Le posizioni più gravose sono quelle di Raffaele Di Palma e Giuseppe Cappotto, di Ravello, che hanno concordato la pena di tre anni e nove mesi di reclusione. Le altre condanne, a parte sei assoluzioni, spaziano dai 6 mesi ai 20 mesi. Con la sentenza di primo grado, inoltre, è venuta meno l’accusa di associazione per delinquere dalla quale sono stati tutti assolti. Inoltre sono cadute le esigenze cautelari. Le attività di spaccio accertate durante la fase investigativa sono state considerate episodi singoli e di lieve entità. Dei trentadue imputati, cinque hanno ottenuto l’assoluzione piena. In sei, invece, hanno fatto richiesta, accolta dal gup, di affidamento in prova. Tra questi figurano Di Palma e Cappotto che, in questo modo, attraverso un percorso di recupero, potranno arrivare fino alla cancellazione della pena. Solo tre imputati non hanno scelto la strada breve del rito alternativo e sono stati rinviati a giudizio. Gli imputati erano difesi, tra gli altri, dagli avvocati Luigi Gargiulo, Monica Salerno, Marcello e Alessandro Giani. Tutto comincia lo scorso aprile con il blitz antidroga condotto dai carabinieri della compagnia di Amalfi, diretta dal capitano Roberto Martina. In quella circostanza i militari diedero esecuzione a 19 arresti di giovani della Costiera. Il paese più coinvolto nell’operazione fu Ravello, fulcro delle indagini che risalgono a tre anni fa. Nel 2013 i militari dell’Arma, attraverso un’attività info-investigativa, recuperarono elementi di prova sufficienti sulla presenza di una rete di spacciatori che operava nei paesi della Costa d’Amalfi. Con l’inchiesta “Isola felice” fu scritta la mappa dello spaccio nelle piazze e nei borghi più suggestivi della Divina. Agli inquirenti sono tornate molto utili le intercettazioni telefoniche e ambientali. Dalle conversazioni captate è stato ricostruito il giro di droga. I pusher a telefono usavano un linguaggio criptato. Lo stupefacente diventava “il cocktail” da servire o gli assuntori erano i “cani affamati”. A dare il via all’inchiesta è stato l’arresto di un giovane avvenuto nel luglio di tre anni fa a Castiglione di Ravello. I carabinieri lo trovarono in possesso di 10 grammi di metanfetamine. Dall’arresto del giovane corriere, intercettato al rientro dal Napoletano, è stato ricostruito la cerchia di spacciatori che aveva ramificazioni ad Amalfi, Atrani, Ravello, Scala e Conca dei Marini. Massimiliano Lanzotto

Droga in Costiera amalfitana "Isola felice". Le condanne più gravi a due giovani di Ravello. Ne parla oggi La Città di Salerno .  Condanne lievi per i singoli pusher, pene più pesanti per gli organizzatori. Ieri pomeriggio sono arrivate le sentenze di primo grado relative all’operazione antidroga in Costiera amalfitana denominata “Isola felice”. Il gup Pietro Indinnimeo del tribunale di Salerno ha sciolto le riserve su quanti hanno chiesto di essere giudicati con riti alternativi, ventinove su trentadue. Le posizioni più gravose sono quelle di Raffaele Di Palma e Giuseppe Cappotto, di Ravello, che hanno concordato la pena di tre anni e nove mesi di reclusione. Le altre condanne, a parte sei assoluzioni, spaziano dai 6 mesi ai 20 mesi. Con la sentenza di primo grado, inoltre, è venuta meno l’accusa di associazione per delinquere dalla quale sono stati tutti assolti. Inoltre sono cadute le esigenze cautelari. Le attività di spaccio accertate durante la fase investigativa sono state considerate episodi singoli e di lieve entità. Dei trentadue imputati, cinque hanno ottenuto l’assoluzione piena. In sei, invece, hanno fatto richiesta, accolta dal gup, di affidamento in prova. Tra questi figurano Di Palma e Cappotto che, in questo modo, attraverso un percorso di recupero, potranno arrivare fino alla cancellazione della pena. Solo tre imputati non hanno scelto la strada breve del rito alternativo e sono stati rinviati a giudizio. Gli imputati erano difesi, tra gli altri, dagli avvocati Luigi Gargiulo, Monica Salerno, Marcello e Alessandro Giani. Tutto comincia lo scorso aprile con il blitz antidroga condotto dai carabinieri della compagnia di Amalfi, diretta dal capitano Roberto Martina. In quella circostanza i militari diedero esecuzione a 19 arresti di giovani della Costiera. Il paese più coinvolto nell’operazione fu Ravello, fulcro delle indagini che risalgono a tre anni fa. Nel 2013 i militari dell’Arma, attraverso un’attività info-investigativa, recuperarono elementi di prova sufficienti sulla presenza di una rete di spacciatori che operava nei paesi della Costa d’Amalfi. Con l’inchiesta “Isola felice” fu scritta la mappa dello spaccio nelle piazze e nei borghi più suggestivi della Divina. Agli inquirenti sono tornate molto utili le intercettazioni telefoniche e ambientali. Dalle conversazioni captate è stato ricostruito il giro di droga. I pusher a telefono usavano un linguaggio criptato. Lo stupefacente diventava “il cocktail” da servire o gli assuntori erano i “cani affamati”. A dare il via all’inchiesta è stato l’arresto di un giovane avvenuto nel luglio di tre anni fa a Castiglione di Ravello. I carabinieri lo trovarono in possesso di 10 grammi di metanfetamine. Dall’arresto del giovane corriere, intercettato al rientro dal Napoletano, è stato ricostruito la cerchia di spacciatori che aveva ramificazioni ad Amalfi, Atrani, Ravello, Scala e Conca dei Marini. Massimiliano Lanzotto