I SINDACI DELLA COSTIERA ESPRIMANO LA LORO POSIZIONE IN MERITO ALLE PAROLE DI DE LUCA

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Ieri il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è stato ad Agerola in riunione con i sindaci della Costiera amalfitana per promuovere le ragioni del sì. Quali sono queste ragioni? In parole povere: se votiamo sì, farà arrivare in Campania “fiumi di soldi”. Questo è un ricatto morale vergognoso. Renzi e De Luca stanno chiedendo a noi campani di cedere la nostra Costituzione, scritta dai padri costituenti, per sostituirla con quella scritta da Renzi-Boschi-Verdini e fare una politica improntata sul loro pensiero.

De Luca ha proposto ai Sindaci della Costiera un affare: far votare Sì al referendum in cambio di opere finanziate con i fondi promessi da Renzi.

Ma a che cosa dovremmo dire Sì?
Se approvata, la riforma costituzionale, votata da un parlamento incostituzionale di nominati, stravolgerà 47 articoli della Costituzione, un terzo del totale, con un nuovo senato non più eletto dai cittadini ma nominato tra consiglieri regionali e sindaci che godranno dell’immunità parlamentare, con un accentramento dei poteri verso l’esecutivo che toglie competenze alle regioni e alle autonomie territoriali, con nuovi iter legislativi confusi e contraddittori che porteranno a conflitti istituzionali e alla possibile paralisi del Parlamento, con la diminuzione dello spazio per le iniziative popolari come le leggi di iniziativa popolare e i referendum.

Non è eticamente né politicamente accettabile, per un paese serio, che da una figura istituzionale arrivi una proposta del genere.

In Italia c’è un elemento, che non risiede nella Costituzione e davvero paralizza il paese a tutti i livelli istituzionali: la corruzione. La corruzione è la malattia della democrazia, e qui siamo profondamente ammalati. Secondo uno studio di Transparency International, l’Italia è penultima in Europa, davanti solo alla Bulgaria, e la Campania è tra le regioni peggiori, come si evince da un’indagine del 2013 sulla corruzione nella pubblica amministrazione condotta dall’UE: occupa il posto 202 su 206 regioni europee prese in esame.

Ma la lotta alla corruzione non sembra la priorità per il Sig. De Luca, il quale invece, durante una riunione con 300 sindaci e amministratori campani qualche giorno fa, secondo quanto riportato dai giornali, incoraggiava al clientelismo e al voto di scambio.

In Campania c’è un grande bisogno di investimenti, ma anche e soprattutto di una burocrazia snella ed efficiente e di una linea politica che abbia come obiettivo soltanto il bene del territorio e dei cittadini. Di un sistema in cui le decisioni non siano legate a favori, al clientelismo, al voto di scambio, ma ad una struttura chiara, dotata di regole e controlli precisi che consenta una programmazione pluriennale, non limitata ad una singola amministrazione o alle scadenze elettorali.

Siamo consapevoli che Praiano e i Comuni della Costiera hanno enormi necessità di risorse, e che in più di un’occasione si possono trovare in difficoltà anche per riuscire a garantire i servizi fondamentali. Abbiamo reti idriche e fognarie obsolete e fatiscenti, mancano risorse per far fronte al dissesto idrogeologico, per l’edilizia scolastica, per la manutenzione e l’ammodernamento delle strutture già esistenti, ma mai ci piegheremo a scambiare il sistema istituzionale per un sistema clientelare, nel quale, per avere i fondi necessari, che è un nostro diritto, perdiamo la condizione di operare delle scelte liberi da ogni condizionamento.

Alla luce delle dichiarazioni di De Luca riportate dai media e dello schema di potere che ha delineato, chiediamo al nostro Sindaco Giovanni Di Martino, Presidente della Conferenza dei Sindaci, e a tutti i Sindaci della Costiera di esprimere la loro posizione in merito.

Questo sistema non democratico viene consolidato con la riforma costituzionale. Nell’assetto dello Stato, e in particolare nel Senato, si provoca uno scombussolamento totale e la soluzione pratica sarà alla fine assoggettarsi alle regole di un uomo solo al comando.
Sarà possibile farlo e non dichiararlo incostituzionale, ma ciò non toglie che nella pratica resta un sistema clientelare.
E’ questo ciò che si reputa necessario per migliorare l’Italia e la Costituzione?

Movimento 5 Stelle PraianoIeri il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è stato ad Agerola in riunione con i sindaci della Costiera amalfitana per promuovere le ragioni del sì. Quali sono queste ragioni? In parole povere: se votiamo sì, farà arrivare in Campania “fiumi di soldi”. Questo è un ricatto morale vergognoso. Renzi e De Luca stanno chiedendo a noi campani di cedere la nostra Costituzione, scritta dai padri costituenti, per sostituirla con quella scritta da Renzi-Boschi-Verdini e fare una politica improntata sul loro pensiero.

De Luca ha proposto ai Sindaci della Costiera un affare: far votare Sì al referendum in cambio di opere finanziate con i fondi promessi da Renzi.

Ma a che cosa dovremmo dire Sì?
Se approvata, la riforma costituzionale, votata da un parlamento incostituzionale di nominati, stravolgerà 47 articoli della Costituzione, un terzo del totale, con un nuovo senato non più eletto dai cittadini ma nominato tra consiglieri regionali e sindaci che godranno dell’immunità parlamentare, con un accentramento dei poteri verso l’esecutivo che toglie competenze alle regioni e alle autonomie territoriali, con nuovi iter legislativi confusi e contraddittori che porteranno a conflitti istituzionali e alla possibile paralisi del Parlamento, con la diminuzione dello spazio per le iniziative popolari come le leggi di iniziativa popolare e i referendum.

Non è eticamente né politicamente accettabile, per un paese serio, che da una figura istituzionale arrivi una proposta del genere.

In Italia c’è un elemento, che non risiede nella Costituzione e davvero paralizza il paese a tutti i livelli istituzionali: la corruzione. La corruzione è la malattia della democrazia, e qui siamo profondamente ammalati. Secondo uno studio di Transparency International, l’Italia è penultima in Europa, davanti solo alla Bulgaria, e la Campania è tra le regioni peggiori, come si evince da un’indagine del 2013 sulla corruzione nella pubblica amministrazione condotta dall’UE: occupa il posto 202 su 206 regioni europee prese in esame.

Ma la lotta alla corruzione non sembra la priorità per il Sig. De Luca, il quale invece, durante una riunione con 300 sindaci e amministratori campani qualche giorno fa, secondo quanto riportato dai giornali, incoraggiava al clientelismo e al voto di scambio.

In Campania c’è un grande bisogno di investimenti, ma anche e soprattutto di una burocrazia snella ed efficiente e di una linea politica che abbia come obiettivo soltanto il bene del territorio e dei cittadini. Di un sistema in cui le decisioni non siano legate a favori, al clientelismo, al voto di scambio, ma ad una struttura chiara, dotata di regole e controlli precisi che consenta una programmazione pluriennale, non limitata ad una singola amministrazione o alle scadenze elettorali.

Siamo consapevoli che Praiano e i Comuni della Costiera hanno enormi necessità di risorse, e che in più di un’occasione si possono trovare in difficoltà anche per riuscire a garantire i servizi fondamentali. Abbiamo reti idriche e fognarie obsolete e fatiscenti, mancano risorse per far fronte al dissesto idrogeologico, per l’edilizia scolastica, per la manutenzione e l’ammodernamento delle strutture già esistenti, ma mai ci piegheremo a scambiare il sistema istituzionale per un sistema clientelare, nel quale, per avere i fondi necessari, che è un nostro diritto, perdiamo la condizione di operare delle scelte liberi da ogni condizionamento.

Alla luce delle dichiarazioni di De Luca riportate dai media e dello schema di potere che ha delineato, chiediamo al nostro Sindaco Giovanni Di Martino, Presidente della Conferenza dei Sindaci, e a tutti i Sindaci della Costiera di esprimere la loro posizione in merito.

Questo sistema non democratico viene consolidato con la riforma costituzionale. Nell’assetto dello Stato, e in particolare nel Senato, si provoca uno scombussolamento totale e la soluzione pratica sarà alla fine assoggettarsi alle regole di un uomo solo al comando.
Sarà possibile farlo e non dichiararlo incostituzionale, ma ciò non toglie che nella pratica resta un sistema clientelare.
E’ questo ciò che si reputa necessario per migliorare l’Italia e la Costituzione?

Movimento 5 Stelle Praiano