Boscoreale, il sindaco denuncia rischio di epidemie

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 Se non si rimuovono i rifiuti dalle strade, dopo il blocco dei conferimenti nella discarica Sari di Terzigno (Napoli), “c’é il rischio di un’epidemia”. E’ l’allarme lanciato dal sindaco di Boscoreale (Napoli), Gennaro Langella, che ha effettuato oggi un sopralluogo allo sversatoio. “Bisogna dire basta in maniera definitiva alla violenza, agli atti vandalici. Noi che vogliamo dimostrare, con la battaglia contro la seconda discarica nel Parco nazionale del Vesuvio, dobbiamo dimostrare in modo concreto la nostra tutela dell’ambiente. Non fermiamo gli autocompattatori, i prossimi porteranno rifiuti dei nostri comuni, ripuliamo le città. Altrimenti c’é – denuncia – il rischio di un’epidemia”.


A TERZIGNO LA TENSIONE RESTA ALTA
– Un’altra notte di tregua al presidio dei manifestanti sulla rotonda di via Panoramica, la zona di accesso alla discarica Sari di Terzigno (Napoli). Un corteo, composto da circa 3 mila persone, secondo quanto reso noto dagli organizzatori, proveniente da Pompei si è sciolto senza problemi dopo che i manifestanti hanno urlato una serie di slogan e cantato l’Inno di Mameli. A favorire la tregua soprattutto la sospensione dell’attività di sversamento dei rifiuti nella cava Sari. La tensione resta alta. Massima attenzione, quindi, alla ripresa del passaggio, nelle prossime notti, dei camion che devono portare spazzatura nello sversatoio. Un passaggio che nei giorni scorsi era stato caratterizzato da altissimi momenti di tensione con scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.

CORTEO STUDENTI DA TORRE ANNUNZIATA  – Un corteo di studenti delle scuole di Torre Annunziata (Napoli) attarversa le strade di Boscoreale per raggiungere la rotonda di via Panoramica, la strada di accesso alla discarica Sari di Terzigno. Una manifestazione in segno di solidarietà con le popolazioni vesuviane ma che coinvolge anche direttamente gli abitanti della cittadina di Torre Annunziata dove, come denunciano diversi partecipanti al corteo, arrivano i miasmi della discarica Sari. La manifestazione di oggi segue quella della scorsa notte, pacifica, con la partecipazione di circa, secondo gli organizzatori, tremila persone provenienti dalle città di Pompei e Scafati con la presenza del sindaco della cittadina degli Scavi, Claudio D’Alessio.

SOLO TREGUA, BERTOLASO INCONTRA SINDACI
dell’inviato Franco Tortora

TERZIGNO (NAPOLI) – Niente più che una tregua. A Terzigno e Boscoreale è calma apparente, soprattutto grazie allo stop temporaneo agli sversamenti di rifiuti nella cava Sari. Gli unici camion che passano in questi giorni, dopo la sospensione dei conferimenti per consentire una serie di analisi e appurare lo stato ambientale del sito, sono quelli carichi di terreno vegetale per ricoprire la discarica soprattutto con l’obiettivo di eliminare la puzza che ha esasperato i residenti dei comuni vesuviani ed innescato l’escalation di proteste degi ultimi mesi. Oggi (ieri, ndr) in Prefettura a Napoli nuovo incontro del sottosegretario Guido Bertolaso con il presidente della Provincia, Luigi Cesaro, ed i sindaci dei comuni vesuviani.

Da quest’ultimi ancora nessuna firma alla proposta di accordo avanzata nei giorni scorsi. I primi cittadini hanno ribadito il netto no alla apertura di una nuova discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio, il mega sversatoio in Cava Vitiello. Che il momento sia ancora difficile lo testimonia il clima di tensione che si respira alla rotonda di via Panoramica, avamposto della protesta. E lo confermano le parole del sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella. Teme – gli è stato chiesto al termine del vertice in Prefettura – nuovi scontri? “Onestamente sì. Il momento più delicato sarà quando riprenderanno gli sversamenti in cava Sari”. Gli amministratori invocano risposte certe sulla chiusura definitiva del sito una volta giunto ad esaurimento, entro il prossimo mese di marzo. Dalla riapertura in poi, inoltre, è questa una ipotesi di compromesso, dovrebbero portarvi i rifiuti solo i 18 comuni della zona rossa, quella attorno al vulcano. Punto irremovibile della battaglia è inoltre la non apertura della seconda discarica. Bertolaso, dal canto suo, giudica importante lo stop agli scontri e sottolinea che i cittadini devono fidarsi dello Stato e del piano proposto ai sindaci con il quale si cerca di uscire dalla attuale situazione di difficoltà. Come ulteriore segnale di buona volontà annuncia che non c’é nessuna fretta per la ripresa degli sversamenti in cava Sari. Un braccio teso ai manifestanti pacifici mentre si annuncia, come ha sottolineato il responsabile del Viminale, Roberto Maroni, linea dura contro i violenti. Si fa strada l’ipotesi che possa trattrsi di gruppi di giovani ‘antitutto’, pronti a dare battaglia ogni volta che dall’altra parte ci sia una divisa delle forze dell’ordine, come accade con gli ultrà violenti negli stadi. I danni provocati dagli scontri di questi giorni sono notevoli come i 19 autocompattatori bruciati, i 44 danneggiati e gli uomini delle forze dell’ordine contusi così come diversi manifestanti. Senza dimenticare l’odissea vissuta dagli autisti degli autocompattatori, costretti a viaggiare sotto scorta e alle prese con una serie di atti contro i mezzi e a lanci di pietre che hanno, in più di una circostanza, provocato la rottura dei vetri dell’abitacolo.

Mentre il governatore della Campania, Stefano Caldoro, ritiene che si possa arrivare in maniera graduale alla normalizzazione della situazione, il sindaco Langella in serata riferisce di un episodio che ha provocato nuove e forti tensioni: “Dopo l’incontro in Prefettura avevamo programmato un convegno in un albergo del territorio con gli imprenditori danneggiati da questa situazione. Sono arrivati una decina di poliziotti che hanno chiesto di identificare i presenti. Qualcuno mi ha riferito di essere stato addirittura perquisito. Ci sono state lamentele sul pessimo trattamento riservato a persone perbene”. Oggi (ieri, ndr), in un clima di apparente calma, altre manifestazioni, tra cui quelle degli studenti di diversi comuni. La loro richiesta è quella di non ‘ammazzare’ il futuro dei giovani.

Fonte ANSA

Inserito da Alberto Del Grosso