Avanti De Luca/ Dopo De Luca Christian De Iuliis dalla Costa d’ Amalfi

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Costa d’ Amalfi Domenica sera ero al ristorante, quando ho avuto un dubbio sulla scelta della pizza. Oramai già da qualche anno, quando ho un problema di questo tipo, prendo il cellulare e chiamo De Luca. Vincenzo, il governatore della Regione Campania. Lui sa tutte le risposte, ha le soluzioni e sa convincermi. Voglio premettere che io non sono sempre stato un sostenitore di Vincenzo, confesso addirittura di non averlo votato, all’inizio però. Mi informavo, leggevo, sviluppavo un senso critico del quale, sinceramente, non si capisce più la necessità, tanto che alla fine non lo votavo e sbagliavo. Poi mi sono convinto: ho capito che ha ragione lui. Quindi nella mia vita, posso tranquillamente affermare che esiste un’era avanti De Luca e un’altra dopo De Luca: A.D.L. e D.D.L. Partiamo da un esempio semplice: le luci d’artista natalizie a Salerno. Io odiavo le luci d’artista, pensavo che di artistico non avessero niente, poi ho fatto un ulteriore sforzo e ci ho visto dentro proprio l’arte. Anche con il traffico, il caos, il cuoppo fritto, la sporcizia, io ora riesco a vedere l’arte ed il merito è di Vincenzo. Pensate che io, prima nell’era A.D.L., andavo persino alle presentazioni dei libri, dove si incontrano sempre gli stessi intellettualoidi chic che parlano di cultura, cioè quello che loro pensano sia cultura. Ora non ci vado più, ma vorrei tornarci, una volta sola, per dire a tutti di smetterla con questi libri, che la cultura è nelle luminarie e l’arte è tutta nei pinguini sugli scogli. Anche l’albero di Natale, a me prima piaceva più il presepe, ma da quando Vincenzo ne fa costruire uno altissimo in piazza, che accende lui personalmente schiacciando un pulsante, forse finto ma che importa, ecco da quel momento in poi, cioè da quando è tutto acceso e la gente si fa i selfie con l’albero alle spalle, da quel preciso istante a me l’albero di Natale piace moltissimo, anche più del presepe che, diciamoci la verità, per quante luci ci puoi mettere, è sempre piuttosto triste. Un’altra cosa che, ad esempio, a me prima piaceva, era questa faccenda del “merito”. Lo so, ora sembra strano e mi vergogno persino a dirlo, ma c’è stato un periodo (sto parlando di prima però), durante il quale ero convinto che per occupare un posto di responsabilità occorresse meritarselo con lo studio e l’onestà. Si tratta di ingenuità adolescenziale quindi vi prego di restare seri e di non ridere, cioè, adesso non per giustificarmi, ma pensavo che nel lavoro ci volessero almeno dei titoli, poi Vincenzo, nell’era D.D.L., mi ha chiarito le idee. Prendi ad esempio la sanità, non è che ogni volta ci possiamo mettere a fare un concorso, decidere chi è più bravo ed assegnare il posto vacante. Queste sono procedure medioevali, ingranaggi vetusti, cartaccia da burocrati. Vincenzo può decidere anche da solo, lui conosce gli uomini giusti, anzi io direi che è proprio lui l’uomo giusto per la sanità. Io da Vincenzo mi farei persino operare al menisco, talmente che mi fido. Avendo studiato architettura il passo più difficile per me è stato convincermi, ad esempio, che il “Crescent” di piazza della Libertà a Salerno, fosse un’opera sensazionale. Prima, ero convinto che fosse (non so se posso dire la parola senza offendere nessuno), veramente un cesso; però questo lo pensavo prima. Poi, devo confessare anche con l’aiuto di Sgarbi, mi sono lentamente convinto che non è così, pure perché Vincenzo è uno che di architettura ne capisce davvero, anche a casa sua ad esempio, in bagno, ha messo delle piastrelle bellissime con il decoro in ceramica di Vietri sul mare. Cioè, voglio dire che lui è uno che sa distinguere quando una cosa è bella o brutta e anche con gli architetti, lui li sceglie sempre capaci; certo se avesse il timbro di architetto farebbe tutto da solo ma per adesso non ce l’ha e, casomai, gli capita un architetto non tanto capace lui si mette là, con una santa pazienza, e gli spiega bene come deve fare il progetto, così viene sempre una cosa bella. Ma che dico bella: viene un’opera d’arte. Ovviamente quando poi mi sono trovato dinanzi al quesito referendario non ci ho pensato un attimo. Vincenzo ha spiegato chiaramente quali sono le motivazioni per il “SI”, argomenti che solo orecchie superficiali possono ritenere inappropriate; Vincenzo che ha una visione politica lucida e mille volte più avanti della nostra ha studiato la faccenda e ha deciso, quindi non serve che ci mettiamo là a cercare di capire la costituzione, la riforma del senato eccetera, gli ideali sono ben altri, lui li conosce e l’importante è che li sappia distinguere lui. Perché se un politico normale vede avanti due anni, Vincenzo almeno 20 e senza occhiali. Ovviamente non è che De Luca può essere fisicamente dappertutto, per quanto, io ne sono certo, lui riesce a presiedere in almeno tre assise in contemporanea. Da fonti certe, vi confido questa indiscrezione, io so che lui mentre inaugurava una rotatoria a Giffoni, era anche in consiglio regionale a Napoli e a cena con Angelino Alfano, quindi fino a tre ce la fa ma, ahimè, quando gli appuntamenti sono dieci, quindici, deve delegare. Così funziona nell’epoca D.D.L.. Ora, in questo mondo dove non ti puoi più fidare di nessuno, chi meglio di un parente può fare le tue veci ? Per quanto anche dei parenti non è sempre saggio fidarsi; per fortuna Vincenzo ha dei figli, tutto il padre e quindi infallibili, personalmente, siccome la mela non può cadere molto lontano dal ramo, i figli di De Luca a me rassicurano, è come se ci fosse lui, allora sono tranquillo. Recentemente, oltreoceano, è salito agli onori della cronaca un tale con i capelli orribili, Trump si chiama. Uno che chiama idioti gli avversari, promette migliaia di posti di lavoro e manganellate agli immigrati, un tipo che manco il partito lo voleva. Sinceramente ritengo che si tratti di un dilettante e che da Vincenzo abbia tutto da imparare. Inoltre Vincenzo viene dal popolo ed ha ottenuto un consenso popolare schiacciante, invece questo Trump aveva già il grano e nella conta dei voti totali ha persino perso. Un vero principiante allo sbaraglio. Credo che Vincenzo già lo pensi, ma, se me lo consente, vorrei dargli un piccolo suggerimento: queste elezioni che si tengono ogni 3-4 anni, mi sembrano siano diventate un inutile esercizio di stile, un rito oramai anacronistico, oltre che un vano spreco di denaro pubblico. Tanto vince sempre lui, quindi io direi di abolirle, certamente siamo tutti d’accordo: Vincenzo decide lui, vuole fare il governatore della Regione Campania altri 10 anni ? Io credo che sia sacrosanto. Anzi 10 sono pochi. Vuole fare il presidente del consiglio ? Ne ha facoltà, d’altronde lui è stato votato dal popolo, mentre Renzi manco quello. Vuole fare il presidente della Repubblica, embè che c’è di strano ? Chi meglio di Vincenzo incarna i valori di questa Repubblica ?. E solo perché è nato qui, perché se fosse nato in Colorado, col cavolo che vinceva Trump. Christian De Iuliis – christiandeiuliis.it FOLLOW ME ON TWITTER: @chrideiuliis

Costa d' Amalfi Domenica sera ero al ristorante, quando ho avuto un dubbio sulla scelta della pizza. Oramai già da qualche anno, quando ho un problema di questo tipo, prendo il cellulare e chiamo De Luca. Vincenzo, il governatore della Regione Campania. Lui sa tutte le risposte, ha le soluzioni e sa convincermi. Voglio premettere che io non sono sempre stato un sostenitore di Vincenzo, confesso addirittura di non averlo votato, all’inizio però. Mi informavo, leggevo, sviluppavo un senso critico del quale, sinceramente, non si capisce più la necessità, tanto che alla fine non lo votavo e sbagliavo. Poi mi sono convinto: ho capito che ha ragione lui. Quindi nella mia vita, posso tranquillamente affermare che esiste un’era avanti De Luca e un’altra dopo De Luca: A.D.L. e D.D.L. Partiamo da un esempio semplice: le luci d’artista natalizie a Salerno. Io odiavo le luci d’artista, pensavo che di artistico non avessero niente, poi ho fatto un ulteriore sforzo e ci ho visto dentro proprio l’arte. Anche con il traffico, il caos, il cuoppo fritto, la sporcizia, io ora riesco a vedere l’arte ed il merito è di Vincenzo. Pensate che io, prima nell’era A.D.L., andavo persino alle presentazioni dei libri, dove si incontrano sempre gli stessi intellettualoidi chic che parlano di cultura, cioè quello che loro pensano sia cultura. Ora non ci vado più, ma vorrei tornarci, una volta sola, per dire a tutti di smetterla con questi libri, che la cultura è nelle luminarie e l’arte è tutta nei pinguini sugli scogli. Anche l’albero di Natale, a me prima piaceva più il presepe, ma da quando Vincenzo ne fa costruire uno altissimo in piazza, che accende lui personalmente schiacciando un pulsante, forse finto ma che importa, ecco da quel momento in poi, cioè da quando è tutto acceso e la gente si fa i selfie con l’albero alle spalle, da quel preciso istante a me l’albero di Natale piace moltissimo, anche più del presepe che, diciamoci la verità, per quante luci ci puoi mettere, è sempre piuttosto triste. Un’altra cosa che, ad esempio, a me prima piaceva, era questa faccenda del “merito”. Lo so, ora sembra strano e mi vergogno persino a dirlo, ma c’è stato un periodo (sto parlando di prima però), durante il quale ero convinto che per occupare un posto di responsabilità occorresse meritarselo con lo studio e l’onestà. Si tratta di ingenuità adolescenziale quindi vi prego di restare seri e di non ridere, cioè, adesso non per giustificarmi, ma pensavo che nel lavoro ci volessero almeno dei titoli, poi Vincenzo, nell’era D.D.L., mi ha chiarito le idee. Prendi ad esempio la sanità, non è che ogni volta ci possiamo mettere a fare un concorso, decidere chi è più bravo ed assegnare il posto vacante. Queste sono procedure medioevali, ingranaggi vetusti, cartaccia da burocrati. Vincenzo può decidere anche da solo, lui conosce gli uomini giusti, anzi io direi che è proprio lui l’uomo giusto per la sanità. Io da Vincenzo mi farei persino operare al menisco, talmente che mi fido. Avendo studiato architettura il passo più difficile per me è stato convincermi, ad esempio, che il “Crescent” di piazza della Libertà a Salerno, fosse un’opera sensazionale. Prima, ero convinto che fosse (non so se posso dire la parola senza offendere nessuno), veramente un cesso; però questo lo pensavo prima. Poi, devo confessare anche con l’aiuto di Sgarbi, mi sono lentamente convinto che non è così, pure perché Vincenzo è uno che di architettura ne capisce davvero, anche a casa sua ad esempio, in bagno, ha messo delle piastrelle bellissime con il decoro in ceramica di Vietri sul mare. Cioè, voglio dire che lui è uno che sa distinguere quando una cosa è bella o brutta e anche con gli architetti, lui li sceglie sempre capaci; certo se avesse il timbro di architetto farebbe tutto da solo ma per adesso non ce l’ha e, casomai, gli capita un architetto non tanto capace lui si mette là, con una santa pazienza, e gli spiega bene come deve fare il progetto, così viene sempre una cosa bella. Ma che dico bella: viene un’opera d’arte. Ovviamente quando poi mi sono trovato dinanzi al quesito referendario non ci ho pensato un attimo. Vincenzo ha spiegato chiaramente quali sono le motivazioni per il “SI”, argomenti che solo orecchie superficiali possono ritenere inappropriate; Vincenzo che ha una visione politica lucida e mille volte più avanti della nostra ha studiato la faccenda e ha deciso, quindi non serve che ci mettiamo là a cercare di capire la costituzione, la riforma del senato eccetera, gli ideali sono ben altri, lui li conosce e l’importante è che li sappia distinguere lui. Perché se un politico normale vede avanti due anni, Vincenzo almeno 20 e senza occhiali. Ovviamente non è che De Luca può essere fisicamente dappertutto, per quanto, io ne sono certo, lui riesce a presiedere in almeno tre assise in contemporanea. Da fonti certe, vi confido questa indiscrezione, io so che lui mentre inaugurava una rotatoria a Giffoni, era anche in consiglio regionale a Napoli e a cena con Angelino Alfano, quindi fino a tre ce la fa ma, ahimè, quando gli appuntamenti sono dieci, quindici, deve delegare. Così funziona nell’epoca D.D.L.. Ora, in questo mondo dove non ti puoi più fidare di nessuno, chi meglio di un parente può fare le tue veci ? Per quanto anche dei parenti non è sempre saggio fidarsi; per fortuna Vincenzo ha dei figli, tutto il padre e quindi infallibili, personalmente, siccome la mela non può cadere molto lontano dal ramo, i figli di De Luca a me rassicurano, è come se ci fosse lui, allora sono tranquillo. Recentemente, oltreoceano, è salito agli onori della cronaca un tale con i capelli orribili, Trump si chiama. Uno che chiama idioti gli avversari, promette migliaia di posti di lavoro e manganellate agli immigrati, un tipo che manco il partito lo voleva. Sinceramente ritengo che si tratti di un dilettante e che da Vincenzo abbia tutto da imparare. Inoltre Vincenzo viene dal popolo ed ha ottenuto un consenso popolare schiacciante, invece questo Trump aveva già il grano e nella conta dei voti totali ha persino perso. Un vero principiante allo sbaraglio. Credo che Vincenzo già lo pensi, ma, se me lo consente, vorrei dargli un piccolo suggerimento: queste elezioni che si tengono ogni 3-4 anni, mi sembrano siano diventate un inutile esercizio di stile, un rito oramai anacronistico, oltre che un vano spreco di denaro pubblico. Tanto vince sempre lui, quindi io direi di abolirle, certamente siamo tutti d’accordo: Vincenzo decide lui, vuole fare il governatore della Regione Campania altri 10 anni ? Io credo che sia sacrosanto. Anzi 10 sono pochi. Vuole fare il presidente del consiglio ? Ne ha facoltà, d’altronde lui è stato votato dal popolo, mentre Renzi manco quello. Vuole fare il presidente della Repubblica, embè che c’è di strano ? Chi meglio di Vincenzo incarna i valori di questa Repubblica ?. E solo perché è nato qui, perché se fosse nato in Colorado, col cavolo che vinceva Trump. Christian De Iuliis – christiandeiuliis.it FOLLOW ME ON TWITTER: @chrideiuliis