Napoli. A fuoco l’auto del parroco Don Salvatore, commissario della Curia per le congreghe. L’ombra dei ras dei cimiteri

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Napoli. Un giallo. Resta ancora avvolto nel mistero il raid. Ma ci vuole poco ad accendere i riflettori sulla vicenda. Già, perché il sacerdote proprietario della C3 incendiata – don Salvatore Fratellanza – oltre ad essere un personaggio stimato e conosciuto nella zona, è anche un personaggio decisamente in vista in Curia, dove ricopre incarichi e deleghe importanti: nel gennaio dello scorso anno è stato nominato commissario arcivescovile di ben 12 confraternite cimiteriali cittadine. Un ruolo delicato e, forse, anche scomodo se si pensa che a Napoli c’è chi non smette mai di guardare ai cimiteri come a un grande e lucroso affare. Ma ricostruiamo i fatti, prima di ragionare sulle ipotesi che possono aver spinto qualcuno ad appiccare volontariamente il fuoco all’auto del sacerdote. A mezzanotte e dieci della notte tra domenica e lunedì alla centrale operativa della Questura arriva una telefonata che segnala l’incendio di una vettura in strada. L’auto è parcheggiata a pochi metri da via Undici fiori del Melarancio, una traversa di via Pietro Castellino, quartiere Arenella. Sul posto si precipitano le forze dell’ordine, i pompieri spengono le fiamme ma trovano una sorta di innesco che ha dato il via al rogo. L’incendio è doloso, nessun dubbio. Gli agenti del commissariato Arenella con i colleghi dell’Upg risalgono al titolare del veicolo. E qui si apre il primo mistero: perché don Salvatore è ufficialmente all’estero, in Terra Santa per un pellegrinaggio, questo almeno sostengono in parrocchia. Qualcuno giura invece di aver visto il parroco in zona in mattinata. Fatto sta che il sacerdote viene raggiunto, forse telefonicamente, dagli investigatori ai quali spiega di non avere mai ricevuto minacce o segnali che potessero indurlo a temere qualcosa. E allora chi ha messo a segno l’attentato contro la sua auto? E, soprattutto, perché? È partendo da questi interrogativi che si dipana l’indagine affidata alla Polizia di Stato. La zona in cui si è verificato il raid incendiario si trova esattamente al confine tra due commissariati, quello Arenella e quello del Vomero. Al di là delle dichiarazioni rese dal prelato, ora bisogna capire quale possa essere il movente di un gesto così violento e plateale. Sicuramente intimidatorio. Due le piste battute: una vendetta per motivi personali, oppure un’azione che potrebbe essere ricondotta agli incarichi di don Salvatore nell’ambito delle congreghe e degli appalti cimiteriali. Lo ripetiamo: don Salvatore Fratellanza è un sacerdote stimato e benvoluto dalla comunità dei parrocchiani. La Chiesa di Santa Maria della Rotonda, che si trova in via Pietro Castellino 67, è una delle mete abituali di centinaia di fedeli, offre servizi anche online, su internet, e collabora attivamente con gruppi come Il buon Samaritano e la Comunità di Sant’Egidio. Fratellanza, 68 anni, originario di Afragola, è da tempo la guida spirituale di questa comunità che conosce bene: è stato nominato parroco della chiesa il primo ottobre del 1988, ben 28 anni fa. Gli investigatori stanno esaminando alcuni impianti di videosorveglianza della zona, nel tentativo di risalire agli attentatori. Una traccia potrebbero averla lasciata in qualcuna delle telecamere installate tra Vomero e Arenella. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino) 

Napoli. Un giallo. Resta ancora avvolto nel mistero il raid. Ma ci vuole poco ad accendere i riflettori sulla vicenda. Già, perché il sacerdote proprietario della C3 incendiata – don Salvatore Fratellanza – oltre ad essere un personaggio stimato e conosciuto nella zona, è anche un personaggio decisamente in vista in Curia, dove ricopre incarichi e deleghe importanti: nel gennaio dello scorso anno è stato nominato commissario arcivescovile di ben 12 confraternite cimiteriali cittadine. Un ruolo delicato e, forse, anche scomodo se si pensa che a Napoli c’è chi non smette mai di guardare ai cimiteri come a un grande e lucroso affare. Ma ricostruiamo i fatti, prima di ragionare sulle ipotesi che possono aver spinto qualcuno ad appiccare volontariamente il fuoco all’auto del sacerdote. A mezzanotte e dieci della notte tra domenica e lunedì alla centrale operativa della Questura arriva una telefonata che segnala l’incendio di una vettura in strada. L’auto è parcheggiata a pochi metri da via Undici fiori del Melarancio, una traversa di via Pietro Castellino, quartiere Arenella. Sul posto si precipitano le forze dell’ordine, i pompieri spengono le fiamme ma trovano una sorta di innesco che ha dato il via al rogo. L’incendio è doloso, nessun dubbio. Gli agenti del commissariato Arenella con i colleghi dell’Upg risalgono al titolare del veicolo. E qui si apre il primo mistero: perché don Salvatore è ufficialmente all’estero, in Terra Santa per un pellegrinaggio, questo almeno sostengono in parrocchia. Qualcuno giura invece di aver visto il parroco in zona in mattinata. Fatto sta che il sacerdote viene raggiunto, forse telefonicamente, dagli investigatori ai quali spiega di non avere mai ricevuto minacce o segnali che potessero indurlo a temere qualcosa. E allora chi ha messo a segno l’attentato contro la sua auto? E, soprattutto, perché? È partendo da questi interrogativi che si dipana l’indagine affidata alla Polizia di Stato. La zona in cui si è verificato il raid incendiario si trova esattamente al confine tra due commissariati, quello Arenella e quello del Vomero. Al di là delle dichiarazioni rese dal prelato, ora bisogna capire quale possa essere il movente di un gesto così violento e plateale. Sicuramente intimidatorio. Due le piste battute: una vendetta per motivi personali, oppure un’azione che potrebbe essere ricondotta agli incarichi di don Salvatore nell’ambito delle congreghe e degli appalti cimiteriali. Lo ripetiamo: don Salvatore Fratellanza è un sacerdote stimato e benvoluto dalla comunità dei parrocchiani. La Chiesa di Santa Maria della Rotonda, che si trova in via Pietro Castellino 67, è una delle mete abituali di centinaia di fedeli, offre servizi anche online, su internet, e collabora attivamente con gruppi come Il buon Samaritano e la Comunità di Sant’Egidio. Fratellanza, 68 anni, originario di Afragola, è da tempo la guida spirituale di questa comunità che conosce bene: è stato nominato parroco della chiesa il primo ottobre del 1988, ben 28 anni fa. Gli investigatori stanno esaminando alcuni impianti di videosorveglianza della zona, nel tentativo di risalire agli attentatori. Una traccia potrebbero averla lasciata in qualcuna delle telecamere installate tra Vomero e Arenella. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)