Pompei. Segnali truccati per i turisti. Auto dirottate in parcheggi privati e indicazione di itinerari a rischio scippi

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Pompei. Manomettere la segnaletica turistica per raggirare i visitatori degli Scavi è l’ultima trovata di qualche «chiammista» furbetto. Scatta così l’inchiesta e la procura apre un fascicolo, per adesso, contro ignoti. Si cerca tra le immagini delle telecamere del sito archeologico il volto di chi ha manipolato il cartello che segnalava in quale direzione andare per raggiungerei cancelli d’ingresso. La scoperta è stata fatta ieri mattina dai vigili urbani, nel corso dell’operazione «Uragano» che ha messo nel mirino tutti gli illeciti che ruotano intorno al business turistico. Una guerra alle illegalità dichiarata dal commissario prefettizio Donato Cafagna, sin dalle prime ore alla guida di Palazzo de Fusco: «La lotta ai chiammisti sarà uno dei primi provvedimenti che porterà la mia firma». Dalla cartellonistica che indica l’ingresso al sito archeologico – la prima in cui si imbatte lo straniero all’uscita del casello autostradale – è «scomparsa» la freccia bianca di direzione. Una mano sconosciuta, secondo gli investigatori agli ordini del comandante Gaetano Petrocelli e del suo vice Ferdinando Fontanella, avrebbe agito la notte scorsa depennando la freccia direzionale con una vernice spray di colore marrone, la stessa tonalità del segnale. Questo piccolo accorgimento – stando agli elementi raccolti dagli agenti municipali – avrebbe arrecato vantaggi economici a qualche titolare di aree di parcheggio a pagamento. Secondo la ricostruzione dei vigili, l’assenza di indicazioni avrebbe creato disorientamento tra i turisti. Che avrebbero fermato l’auto per guardarsi in giro e cercare di capire come proseguire. E a quel punto sarebbe entrato in scena il «chiammista» – probabile autore della manomissione della segnaletica – che nel mostrarsi accogliente e ben disposto ad elargire indicazioni, avrebbe consigliato di parcheggiare nell’area di sosta a pagamento da lui indicata e, magari, pranzare nel ristorante annesso o compiacente. Il raggiro al turista, però, non si verifica solo a ridosso dell’area archeologica. Una identica manomissione è stata scoperta – sempre dai vigili urbani – a un altro impianto segnaletico, quello che indica come arrivare dalla stazione delle Ferrovie dello Stato all’ingresso degli scavi di Piazza Anfiteatro. La freccia direzionale è stata collocata nel senso opposto a quello originariamente indicato. Episodio già verificatosi lo scorso maggio. Gli agenti municipali hanno constatato che la freccia indicativa relativa alla zona archeologica era stata abusivamente coperta da un adesivo, abbastanza simile all’originale e quindi ingannevole, per condurre a un itinerario diverso e molto più lungo. Per poter raggiungere Porta Anfiteatro attraverso l’itinerario consigliato dalla segnaletica contraffatta e menzognera, occorre percorrere circa due chilometri, passando per una zona piuttosto isolata, assolata e priva di punti di ristoro. Al contrario, dalla stazione delle Ferrovie dello Stato, passando per il cuore della città, il turista deve percorrere appena 500 metri lungo i quali incontra bar, ristoranti e negozi per fare shopping. Secondo una prima ricostruzione investigativa, fatta dagli uomini del comandante Petrocelli, la truffa ordita ai danni degli ignari turisti è stata compiuta da soggetti particolarmente interessati a questo tipo di utenza: tassisti abusivi o, peggio, scippatori. (Susy Malafronte – Il Mattino)

Pompei. Manomettere la segnaletica turistica per raggirare i visitatori degli Scavi è l’ultima trovata di qualche «chiammista» furbetto. Scatta così l’inchiesta e la procura apre un fascicolo, per adesso, contro ignoti. Si cerca tra le immagini delle telecamere del sito archeologico il volto di chi ha manipolato il cartello che segnalava in quale direzione andare per raggiungerei cancelli d’ingresso. La scoperta è stata fatta ieri mattina dai vigili urbani, nel corso dell’operazione «Uragano» che ha messo nel mirino tutti gli illeciti che ruotano intorno al business turistico. Una guerra alle illegalità dichiarata dal commissario prefettizio Donato Cafagna, sin dalle prime ore alla guida di Palazzo de Fusco: «La lotta ai chiammisti sarà uno dei primi provvedimenti che porterà la mia firma». Dalla cartellonistica che indica l’ingresso al sito archeologico – la prima in cui si imbatte lo straniero all’uscita del casello autostradale – è «scomparsa» la freccia bianca di direzione. Una mano sconosciuta, secondo gli investigatori agli ordini del comandante Gaetano Petrocelli e del suo vice Ferdinando Fontanella, avrebbe agito la notte scorsa depennando la freccia direzionale con una vernice spray di colore marrone, la stessa tonalità del segnale. Questo piccolo accorgimento – stando agli elementi raccolti dagli agenti municipali – avrebbe arrecato vantaggi economici a qualche titolare di aree di parcheggio a pagamento. Secondo la ricostruzione dei vigili, l’assenza di indicazioni avrebbe creato disorientamento tra i turisti. Che avrebbero fermato l’auto per guardarsi in giro e cercare di capire come proseguire. E a quel punto sarebbe entrato in scena il «chiammista» – probabile autore della manomissione della segnaletica – che nel mostrarsi accogliente e ben disposto ad elargire indicazioni, avrebbe consigliato di parcheggiare nell’area di sosta a pagamento da lui indicata e, magari, pranzare nel ristorante annesso o compiacente. Il raggiro al turista, però, non si verifica solo a ridosso dell’area archeologica. Una identica manomissione è stata scoperta – sempre dai vigili urbani – a un altro impianto segnaletico, quello che indica come arrivare dalla stazione delle Ferrovie dello Stato all’ingresso degli scavi di Piazza Anfiteatro. La freccia direzionale è stata collocata nel senso opposto a quello originariamente indicato. Episodio già verificatosi lo scorso maggio. Gli agenti municipali hanno constatato che la freccia indicativa relativa alla zona archeologica era stata abusivamente coperta da un adesivo, abbastanza simile all’originale e quindi ingannevole, per condurre a un itinerario diverso e molto più lungo. Per poter raggiungere Porta Anfiteatro attraverso l’itinerario consigliato dalla segnaletica contraffatta e menzognera, occorre percorrere circa due chilometri, passando per una zona piuttosto isolata, assolata e priva di punti di ristoro. Al contrario, dalla stazione delle Ferrovie dello Stato, passando per il cuore della città, il turista deve percorrere appena 500 metri lungo i quali incontra bar, ristoranti e negozi per fare shopping. Secondo una prima ricostruzione investigativa, fatta dagli uomini del comandante Petrocelli, la truffa ordita ai danni degli ignari turisti è stata compiuta da soggetti particolarmente interessati a questo tipo di utenza: tassisti abusivi o, peggio, scippatori. (Susy Malafronte – Il Mattino)