SAN CARLO: ARRIVA BARENBOIM, PIANISTA ECCELSO

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(giulia nardone / positanonews) NAPOLI, 19 NOV – Un genio, che altro dire del sommo pianista Barenboim che già a 14 anni superò, proprio al Real Teatro di San Carlo il concorso  “Casella” per giovani musicisti, ma che poi fu costretto a ritirarsi perchè troppo giovane, la selezione partiva da ragazzi di 16 anni. Stasera, alle 20.30,  sarà, per, la prima volta, sul palco del San Carlo per interpretare, tra gli altri, Chopin, replica anche domani alle ore 18.00.

 Il teatro partenopeo ha già venduto quasi tutti i biglietti. Adesso e non prima arriva Barenboim, al San Carlo perché il Teatro alla Scala di Milano, di cui è stato a lungo Direttore, gli aveva fatto firmare l’eclusiva. Ora è libero ed è volato a Napoli.
  Il colosso Daniel Barenboim, 74 anni, nato a Buenos Aires, proporrà in un recital pianistico alcune delle pagine più belle e virtuosistiche del repertorio romantico,  con musiche di Franz Schubert (Sonata in la minore D 537; Sonata in la maggiore D 959), di Fryderyk Chopin (Ballata n. 1) e di Franz Liszt ((Funérailles n. 7; Mephisto-Waltz n. 1 “La danza nella locanda del villaggio”).

  L’unicità di Barenboim, non è solo nella sua eccelsa interpretazione pianistica, ma nel personaggio, ricco di un’ umanità fuori dal comune; più volte candidato al Premio Nobel per la pace, è l’uomo che ha saputo unire nella stessa orchestra musicisti isdraeliani e palestinesi.

   Barenboim, di origine ebrea, ha il doppio passaporto, isdraeliano e palestinese. Uno è suo, l’altro ricevuto per la cittadinanza onoraria. 

“La musica è un tutto”, afferma il grande direttore d’orchestra e pianista, è lui, lo ha saputo dimostrare, i suoi spettacoli hanno un valore di estetica e di etica, sopratutto, un valore morale molto alto. Ha dimostrato, che non solo in musica, gli opposti possono dialogare.

 

   Barenboim, il bambino che già a tre anni, leggeva e scriveva la musica e che a sedici già faceva concerti in tutto il mondo, oggi è a Napoli, per portarci, adesso più che mai, in un linguaggio internazionale, che la musica veicola, il suo messaggio di pace, dicendoci, che bisogna “coriandolizzare la realtà”, una realtà fatta da tanti pezzi diversi, da tanti ritmi diversi, da suoni di tante civiltà diverse.

Vita, che è bellissima e colorata come tanti pezzi di un puzzle, che vibrano nell’aria come coriadoli, pezzi di una realtà che è un insieme significativo di Arte, di Musica e di Storia di ogni civiltà antica e contemporanea.

 

 L’essenza di Barenboim, si può racchiudere in un pensiero, che si apre con tre parole chiave: etica, estetica e curiosità sopratutto per il nuovo, ed ecco, la sua vicinanza anche alla musica contemporanea. 

(giulia nardone / positanonews) NAPOLI, 19 NOV – Un genio, che altro dire del sommo pianista Barenboim che già a 14 anni superò, proprio al Real Teatro di San Carlo il concorso  "Casella" per giovani musicisti, ma che poi fu costretto a ritirarsi perchè troppo giovane, la selezione partiva da ragazzi di 16 anni. Stasera, alle 20.30,  sarà, per, la prima volta, sul palco del San Carlo per interpretare, tra gli altri, Chopin, replica anche domani alle ore 18.00.

 Il teatro partenopeo ha già venduto quasi tutti i biglietti. Adesso e non prima arriva Barenboim, al San Carlo perché il Teatro alla Scala di Milano, di cui è stato a lungo Direttore, gli aveva fatto firmare l'eclusiva. Ora è libero ed è volato a Napoli.
  Il colosso Daniel Barenboim, 74 anni, nato a Buenos Aires, proporrà in un recital pianistico alcune delle pagine più belle e virtuosistiche del repertorio romantico,  con musiche di Franz Schubert (Sonata in la minore D 537; Sonata in la maggiore D 959), di Fryderyk Chopin (Ballata n. 1) e di Franz Liszt ((Funérailles n. 7; Mephisto-Waltz n. 1 "La danza nella locanda del villaggio").

  L'unicità di Barenboim, non è solo nella sua eccelsa interpretazione pianistica, ma nel personaggio, ricco di un' umanità fuori dal comune; più volte candidato al Premio Nobel per la pace, è l'uomo che ha saputo unire nella stessa orchestra musicisti isdraeliani e palestinesi.
   Barenboim, di origine ebrea, ha il doppio passaporto, isdraeliano e palestinese. Uno è suo, l'altro ricevuto per la cittadinanza onoraria. 
"La musica è un tutto", afferma il grande direttore d'orchestra e pianista, è lui, lo ha saputo dimostrare, i suoi spettacoli hanno un valore di estetica e di etica, sopratutto, un valore morale molto alto. Ha dimostrato, che non solo in musica, gli opposti possono dialogare.
 
   Barenboim, il bambino che già a tre anni, leggeva e scriveva la musica e che a sedici già faceva concerti in tutto il mondo, oggi è a Napoli, per portarci, adesso più che mai, in un linguaggio internazionale, che la musica veicola, il suo messaggio di pace, dicendoci, che bisogna "coriandolizzare la realtà", una realtà fatta da tanti pezzi diversi, da tanti ritmi diversi, da suoni di tante civiltà diverse.
Vita, che è bellissima e colorata come tanti pezzi di un puzzle, che vibrano nell'aria come coriadoli, pezzi di una realtà che è un insieme significativo di Arte, di Musica e di Storia di ogni civiltà antica e contemporanea.
 
 L'essenza di Barenboim, si può racchiudere in un pensiero, che si apre con tre parole chiave: etica, estetica e curiosità sopratutto per il nuovo, ed ecco, la sua vicinanza anche alla musica contemporanea. 

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