Koulibaly, resto a Napoli

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 Il Koulibaly che non ti aspetti. Sorprendente, spiazzante, dichiarazioni d’amore verso la città e la tifoseria azzurra, concetti zuccherosi indirizzati a papà Aurelio. Un mix di belle parole e nuove sensazioni che forse hanno il pregio di ricucire definitivamente il rapporto con Napoli e i napoletani dopo la brutta parentesi della scorsa estate. Il ritratto del ragazzo infastidito dalla mancata cessione e deluso dalla lunga attesa per il prolungamento del rinnovo contrattuale è un lontano ricordo sbiadito di fronte all’intervista rilasciata ieri alla stampa francese. «Sono pazzo di Napoli, qui si respira calcio dalla mattina alla sera. In città la gente è tutta dalla nostra parte, passiamo il tempo a scattare fotografie e firmare autografi. Ci sono zone che non conosco perché è semplicemente impossibile per me accedervi. Questo dà pressione, però a me l’adrenalina piace, quando vado sotto pressione gioco le mie migliori partite». Eppure la storia napoletana di Koulibaly pareva uno scherzo. «Mi voleva Benitez, che mi chiamò tre volte. Le prime due riagganciai il telefono, convinto che si trattasse di uno scherzo. Alla terza non ci credevo, mi ha cercato fortemente. Gli sono grato, così come sono riconoscente a Sarri e a tutti i tecnici che mi hanno allenato». Idolo nella città di Maradona. «Il più grande in assoluto. Ha speso parole splendide nei miei confronti, Diego è stato incredibile, mi ha reso orgoglioso. E mi ha anche scioccato: ha voluto la mia maglia facendomi sentire in Paradiso. Mi piacerebbe incontrarlo al più presto». Il difensore del Napoli è tornato a parlare di razzismo. «Esiste in tutto il mondo ed è una questione fastidiosa. È triste sapere che la gente paghi il biglietto per venire allo stadio e insultare il colore della mia pelle. Purtroppo questi pseudo-tifosi trasmettono una cattiva immagine dell’Italia». Non potevano mancare riferimenti al presidente De Laurentiis: «Anche lui vive di calcio ventiquattro ore al giorno. È una persona che ama profondamente il Napoli, in certi atteggiamenti può sembrare atipico. Ma mette a disposizione ogni risorsa per far crescere la squadra e la società. Per me è un uomo buono».

fonte:ilmattino

 Il Koulibaly che non ti aspetti. Sorprendente, spiazzante, dichiarazioni d'amore verso la città e la tifoseria azzurra, concetti zuccherosi indirizzati a papà Aurelio. Un mix di belle parole e nuove sensazioni che forse hanno il pregio di ricucire definitivamente il rapporto con Napoli e i napoletani dopo la brutta parentesi della scorsa estate. Il ritratto del ragazzo infastidito dalla mancata cessione e deluso dalla lunga attesa per il prolungamento del rinnovo contrattuale è un lontano ricordo sbiadito di fronte all'intervista rilasciata ieri alla stampa francese. «Sono pazzo di Napoli, qui si respira calcio dalla mattina alla sera. In città la gente è tutta dalla nostra parte, passiamo il tempo a scattare fotografie e firmare autografi. Ci sono zone che non conosco perché è semplicemente impossibile per me accedervi. Questo dà pressione, però a me l'adrenalina piace, quando vado sotto pressione gioco le mie migliori partite». Eppure la storia napoletana di Koulibaly pareva uno scherzo. «Mi voleva Benitez, che mi chiamò tre volte. Le prime due riagganciai il telefono, convinto che si trattasse di uno scherzo. Alla terza non ci credevo, mi ha cercato fortemente. Gli sono grato, così come sono riconoscente a Sarri e a tutti i tecnici che mi hanno allenato». Idolo nella città di Maradona. «Il più grande in assoluto. Ha speso parole splendide nei miei confronti, Diego è stato incredibile, mi ha reso orgoglioso. E mi ha anche scioccato: ha voluto la mia maglia facendomi sentire in Paradiso. Mi piacerebbe incontrarlo al più presto». Il difensore del Napoli è tornato a parlare di razzismo. «Esiste in tutto il mondo ed è una questione fastidiosa. È triste sapere che la gente paghi il biglietto per venire allo stadio e insultare il colore della mia pelle. Purtroppo questi pseudo-tifosi trasmettono una cattiva immagine dell'Italia». Non potevano mancare riferimenti al presidente De Laurentiis: «Anche lui vive di calcio ventiquattro ore al giorno. È una persona che ama profondamente il Napoli, in certi atteggiamenti può sembrare atipico. Ma mette a disposizione ogni risorsa per far crescere la squadra e la società. Per me è un uomo buono».

fonte:ilmattino