Torre del Greco politica e tangenti arresti fra vigili e consiglieri comunali sindaco indagato

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Retata di vigili urbani, consiglieri comunali, impiegati e imprenditori al comune di Torre del Greco. Gli agenti del locale commissariato diretto dal vice questore Paolo Tarantino hanno eseguito 19 ordinanze cautelari emesse dal gip presso il Tribunale di Torre Annunziata su richiesta avanzata dai pm della locale Procura. L’indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto Raffaele Marino. Il procedimento penale trae origine da una denuncia presentata in procura dal comandante dei vigili urbani di Torre del Greco «che chiedeva di far luce su alcuni comportamenti equivoci -spiega il procuratore aggiunto Marino- posti in essere da alcuni appartenenti all’ufficio da lui diretto in occasione di un sopralluogo effettuato presso la privata residenza di un consigliere comunale». Inizialmente l’indagine si concentrava sui vigili appartenenti al settore «anti abusivismo edilizio» del comando di polizia locale. Nel corso dell’indagine gli investigatori hanno fatto uso delle intercettazioni telefoniche ambientali, ascoltato testimoni, eseguito sopralluoghi e appostamenti.Gli inquirenti avrebbero evidenziato che «un congruo numero di vigili urbani e di dipendenti comunali in servizio presso l’ufficio tecnico avevano come scopo quello di lucare un personale di indebito profitto nello svolgimento delle proprie funzioni di ufficio».

I due consiglieri ai domicialiari sono Vincenzo Maida (Pdl) e Antonio Donadio (ex Pd ora nel gruppo misto). 40 gli indagati: coinvolto nell’inchiesta, a quanto pare, anche il sindaco Ciro Borriello. A darne conferma è lo stesso primo cittadino: «Ufficialmente non mi è stato consegnato alcun avviso di garanzia – afferma il primo cittadino – ma chi ha avuto modo di leggere le carte mi ha riferito che tra i 24 indagati figurerebbe anche il mio nome. Al momento ignoro anche le possibili ipotesi di reato contestatemi». 

Sono 24 in tutto gli indagati a piede libero, mentre otto sono le persone arrestate (cinque vigili urbani e tre dipendenti del Comune) e sette quelle poste ai domiciliari. Quattro invece sono le misure di divieto di soggiorno a Torre del Greco comminate dalla Procura di Torre Annunziata ed eseguite dagli agenti del commissariato di polizia di Torre del Greco.

L’inchiesta. Tutto sarebbe scaturito – stando alle prime ricostruzioni – da una denuncia presentata dal comandante del corpo di polizia municipale su un ispezione svolta dai vigili della sezione Antiabusivismo del Comune nella casa di uno dei due consiglieri comunali coinvolti nell’inchiesta. Sulla scorta di questa denuncia, e grazie anche a intercettazioni telefoniche e ambientali, si sarebbe appurata l’esistenza di un’associazione a delinquere composta da vigili urbani e tecnici comunali che, in cambio di mazzette, avrebbe coperto abusi edilizi perpetrati sul territorio di Torre del Greco, comune che fa parte della zona rossa del Vesuvio, quale a più alto rischio in caso di eruzione.

Le intercettazioni. Grazie alle intercettazioni disposte nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore Diego Marmo e dal procuratore aggiunto Raffaele Marino, gli investigatori hanno poi ricostruito il modus operandi di vigili e tecnici: «Effettuare il controllo con durezza – è scritto in una nota della Procura – e cristallizzare lo stato dei luoghi mediante fotografie, contattare il committente delle opere, conoscere i nomi delle persone coinvolte e quindi trovare degli accomodamenti».

Capo di quella che la Procura ritiene un’associazione per delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio, alla corruzione, alla concussione e al falso ideologico è considerato l’ispettore della polizia municipale Errico Sorrentino. Intercettato mentre si lamenta per l’esiguità di una «mazzetta» («Quattrocento euro? Proprio niente», mentre irride un’anziana donna «rea» di aver risposto alla sua richiesta concussiva offrendogli solo una bottiglia di vino e mentre pianifica con i colleghi gli interventi da fare per intascare somme di denaro illecita: «Vediamo qua cosa ci esce, ci “abbuschiamo” – guadagniamo, ndr – qualcosa»). 

Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip Claudio Marcopido parla di «sistematica deviazione dell’attività di ufficio degli indagati in ossequio a meschini interessi privati, che di fatto hanno ridotto la complessiva attività di contrasto all’abusivismo di una parte del personale del comando della polizia municipale e dell’ufficio tecnico comunale ad una illecita attività di gestione di affari e favori». 

Al sindaco Ciro Borriello
 è contestato un solo capo di imputazione: in concorso con Errico Sorrentino e con altri due indagati, «al fine di procurare un danno ingiusto al legale rappresentante della società Dar Impianti snc, gli elevavano una pretestuosa constatazione penale». (Foto Metropolis)